problemi con gli allievi

Verso le 16,00 Sri Bhagavan, che era intento a scrivere qualcosa; a un certo punto volse lentamente gli occhi verso la finestra a nord; chiuse la penna con il cappuccio e la ripose nell’astuccio; chiuse il quaderno e lo mise da parte; tolse gli occhiali e li ripiegò nella loro custodia; si distese un po’ all’indietro; guardò in alto, girò il viso da una parte all’altra, guardò qui e là; si passò la mano sul viso, sembrava contemplativo; poi si rivolse a qualcuno nella sala e disse sottovoce: “È Continua a leggere →

sopravvivenza

L’attaccamento alla sopravvivenza va mollato, altrimenti non potrà esservi completo abbandono a Dio. Il corpo, la vita nel mondo vanno dati a Dio, non affidati alla famelica possessività dell’ego. Essere abbandonati a Dio significa morire prima di essere morti. La morte della persona non dovrebbe essere un problema per voi. Scompare di fronte allo splendore della vita illimitata in Dio.   Continua a leggere →

dall’io-persona all’io-assoluto, passando attraverso l’io-universale

Quando una persona comune cerca la propria identità dentro di sé, trova un io personale che si identifica col corpo fisico e la personalità: l’io-Sergio. L’io-Adalgisa, l’io-Giovanni ecc. Con la pratica spirituale a un certo punto gli compare l’Io-Universale. Egli si sente tutto e Uno con tutto. “Meraviglie delle meraviglie! Tutte le cose sono della stessa natura del Buddha”, si dice abbia esclamato il Sakyamuni sotto l’Albero della Bodhi. L’io universale è il piano di coscienza Continua a leggere →

usare intensamente la mente non implica l’uscire dal Sé

— Usare intensamente la mente non impedisce lo stare nell’Io Universale! Ieri ho passato la mattinata a capire con quale operatore fare il contratto per la fibra a banda ultra larga, ciò nondimeno ero nell’Io Universale. È quello di cui si parla nel sogno di Jnanananda. Si incontrano molte situazioni in cui non sappiamo cosa fare o ci imbattiamo in delle difficoltà. L’unica cosa possibile è abbandonarsi a Dio. Allora la difficoltà o l’incertezza spariscono come concetti e tutto fluisce Continua a leggere →

un dialogo con Shivananda

Shivananda: — Amato buongiorno. Vorrei integrare quello che ho detto ieri riguardo alle Quattro Dimore Sublimi, aggiungendo altre considerazioni che mi sono venute in mente questa notte. Come prima cosa mi è venuto in mente che quando sei in meditazione nel Sé la mente viene trascesa. Il Sé sembra non essere toccato da nulla; la realizzazione stessa è in un certo senso illusoria. — Quando la mente viene trascesa il Sé semplicemente ‘è’ e non vi sono più concetti. Se in tale stato Continua a leggere →

l’essenza della mente è consapevolezza

L’essenza della mente è consapevolezza o coscienza. Quando la mente è dominata dall’ego, si trasforma nella facoltà di ragionare, pensare e sentire [essa è dunque duale, separativa]. La mente cosmica invece non è limitata dall’ego, perciò non ha nulla che la separi da sé stessa ed è pura consapevolezza. La mente cosmica, che si manifesta in rari individui, ha la capacità di riportare la debole mente individuale alla forte mente universale. Un tale essere, molto raro, è chiamato Continua a leggere →

‘le quattro dimore sublimi’ – il commento di Soham

Le Quattro Dimore Sublimi realizzano una mente che rispecchiano il Sé così com’è. Quando la mente le acquisisce, quella mente diventa l’immagine speculare del Sé; quindi l’aspirante, quando si ritira a dimorare in sé stesso, trova quiete, senso di profonda identità e piacere. Dal dimorare in tale mente pura al dimorare nel Sé, il passaggio è veramente minimo. Viceversa, se la mente non le ha acquisite, all’aspirante risulterà sgradevole contattarsi a causa della mancanza di etica Continua a leggere →

le quattro dimore sublimi del buddhismo

Sono quattro qualità mentali che vengono incoraggiate e coltivate attraverso la pratica della meditazione. Esse sono: 1. Mettā (amorevole gentilezza) – È l’atteggiamento di amorevole gentilezza verso tutti gli esseri senzienti. Implica il desiderio sincero e altruista che tutti gli esseri siano felici, liberi dalla sofferenza e che vivano in serenità. Consiste nel coltivare un cuore compassionevole e amorevole nei confronti di sé stessi e degli altri. 2. Karuṇā (compassione): – Continua a leggere →

quella non dualità assimilata solo intellettualmente

Gli aspiranti alla realizzazione leggono i testi di non dualità e concordano con essi, poi però continuano a comportarsi e a viversi in modo duale, e così non conseguono a Liberazione. Sentirsi non duali richiede tempo: bisogna allenarsi con costanza, correggersi ogni volta che si ricade in una visione duale. Oh tu che desideri la Liberazione, non attendere a cambiare prospettiva ❤ Vedi anche il post ‘Cambiare Prospettiva’:   Continua a leggere →

cambiare prospettiva

Sri Ramana Maharshi, dal Discorso 473 “Si dice che coloro che vivono o muoiono nel raggio di trenta miglia da Arunachala ottengano la mukti naturalmente. Si dice anche che la liberazione si possa ottenere soltanto con jnana. Ma il Purana afferma che il vedanta vijnana è difficile da ottenere. Dunque mukti è difficile, ma vivere o morire intorno alla collina concede facilmente la liberazione. Come può essere?”. M.: Shiva dice: “Per mio comando” chi vive qui non ha bisogno di iniziazione, Continua a leggere →