un solo Dio ma realizzazioni diverse?

Ieri ho colloquiato con un praticante che è un grande appassionato del testimone.  Mi ha scritto: “L’unica cosa che conta è isolare il senso dell’io e guardarlo. Di conseguenza emerge il testimone che è sempre stato lì. Che uno stia pregando il Signore o facendo sesso (ha usato un’espressione più colorita) in un orgia o ammazzando qualcuno, Il testimone se ne frega”. Sollecitato da me, ha poi espresso biasimo verso gli Avatar che avrebbero fatto danno con il loro buonismo e con Continua a leggere →

il vero io

Quando l’aspirante tocca con l’attenzione il Vero IO, ci si sente come toccato al Cuore. ‘Essere toccati al Cuore’ è un modo di dire perché non si sa come dirlo meglio. Provo a spiegarlo: è Pura Identità, è il più Intimo e Vero, è tutto e l’unica cosa che c’è, è al di là della creazione. È Essere-Coscienza, e quando ti senti toccato e capisci che Quello sei tu, si apre un oceano di Beatitudine. Se invece non ti senti toccato nell’Identità (che è in Sushumna nadi), rimane Continua a leggere →

la pratica del testimone e quella indicata da papà Ramana

Alcuni aspiranti praticano il Testimone in modo assolutamente zelante. Procedendo in questo modo alla fine essi vedono che questo io-testimone è la Pura Coscienza; quando penetrano questa Pura Coscienza, il corpo e la mente si annichiliscono e rimane questo Testimone sotto forma di Presenza silenziosa immutabile. Però rimangono algidi, né conoscono beatitudine; un bhakta direbbe di loro: “Non si è aperto il cuore”…. Perché? Perché non sono entrati nel canale centrale della consapevolezza, Continua a leggere →

samadhi

Colui che vede tutti gli esseri nel Sé e si è ritrovato in tutti gli esseri, da cosa si ritirerebbe? Chi ha scoperto questa Unità, quale dolore, quale illusione può ancora toccarlo? Si muove, eppure non si muove! È lontano, eppure è a portata di mano! È dentro tutto questo, eppure è anche al di fuori di tutto questo. Il pensiero stesso non può raggiungerlo, né possono farlo gli dei. Sebbene stia fermo, corre più veloce di tutti. Conoscenza e ignoranza sono uguali per lui, Continua a leggere →

il principio-io

Il ‘Vero Io’ è non localizzato, non personale ma universale, non ha niente a che vedere col corpo, con la mente e col mondo (che è una proiezione della mente), è quindi l’Unica Realtà, non ha bisogni perché è pago di Sé stesso, ed è insieme Puro Essere e Pura Coscienza. Quando portate l’attenzione alla sensazione di ‘io’, nella vostra mente si forma immediatamente un’immagine di voi stessi. Questa immagine è il risultato dell’identificazione del Principio-Io, il vero voi, Continua a leggere →

quando ha inizio la salvezza?

Fin quando non rilevate il senso di una Presenza Interiore che in qualche modo c’è sempre, siete inevitabilmente destinati ad essere preda della mente. Lo scrivo perché il solo saperlo fa sì che facciate più attenzione alla Presenza Interiore, che comunque appare di tanto in tanto anche a chi è coinvolto nella mente. La Presenza Interiore si consolida con la vostra attenzione consapevole alla Presenza Interiore. All’inizio della pratica appare sporadicamente, ma se la notate e cercate Continua a leggere →

il sattva-beatitudine

La prima fase del percorso di crescita per la maggior parte degli aspiranti è caratterizzata dallo sforzo, dovuto alla purificazione. Questa purificazione porta a un aumento di sattva: purezza. E questo sattva a un certo punto si presenta come gioia e beatitudine interiore. Questo è il punto in cui la crescita comincia la levitare da sola. L’aspirante inizia ad essere spontaneamente attratto all’interno, dove trova questa crescente gioia/beatitudine autogenerata, a cui si abbandona Continua a leggere →

tu sei la beatitudine del Sé

Tu sei la beatitudine del Sé. è quella che devi trovare e rendere stabile. E devi capire che quella beatitudine sei tu! altrimenti continuerai a cercare di migliorare il corpo, la persona, la vita, il mondo… non per amore e servizio, ma per sopravvivere. Lascia che quel che deve accadere accada. Ma come essere veramente distaccati senza essersi stabiliti in quella beatitudine? Tu che hai avuto esperienza di quella beatitudine abbi chiaro in cosa devi stabilirti! Tanti sono gli Continua a leggere →

il nostro mind clearing non è dissimile dall’autoindagine

Marco Mineo: — Porta l’attenzione al senso di Essere. Allieva: — Perché? M: — Perché essere è beatitudine. A: — Ma essere non basta... M: — Il sentire “essere non basta”, come lo senti concretamente? A: — Un senso fisico di mancanza, e pensieri. M: — Che tipo di pensieri? A: — Pensieri di momenti in cui mi è mancato qualcosa. M: — Senti “mi è mancato qualcosa”, com’è? A. (dopo un po’): — Un senso fisico di essere questo (indicando il proprio corpo). M: Continua a leggere →

mi accorgo del pensiero prima che sorge

Allieva: — Quando sono nel Sé mi accorgo del pensiero prima che sorge. Invece nel quotidiano spesso il pensiero mi prende senza che me ne accorgo. Marco Mineo: — Il Sé è continuamente testimone di tutto. Il punto di vista del Testimone è precedente al pensiero, per cui l’apparire del pensiero viene semplicemente notato, come polvere in controluce. Se ti stabilisci nel testimone, lì il pensiero è completamente assente, oppure appare e si dissolve istantaneamente nella chiarezza. Allieva: Continua a leggere →