come affrontare i contenuti mentali che emergono durante la sadhana

Domanda – Bhagavan ha detto: “Cosa sta dentro deve uscire”. Si deve permettere a ciò che vien fuori di crescere e impossessarsi completamente del sadhaka? Bhagavan – Le vasana vengono fuori durante la sadhana, esse vanno recise riportando l’attenzione alla Sorgente [attraverso la domanda “Chi sta sperimentando questo”]. Non serve a niente scendere al loro livello. Tenetevi stretto all’Uno. [Conversazioni di Bhagavan con Samuel T. Rappold]   Continua a leggere →

basta che non dimentichi che sei il Sé

Bhagavan, negli anni in cui lo servivo all’Ashram, mi stava molto vicino. Una volta andai al tempio della Madre; lì cera un sacco di gente che discuteva delle faccende del mondo. Bhagavan mi chiamò e disse: “Perché vai in quella folla? Non andare in luoghi affollati. Se ti muovi tra la folla, le loro vasana ti influenzeranno”. Bhagavan mi ha sempre incoraggiato ad avere una vita solitaria e a non mischiarmi con la gente. Questa fu la strada che scelse per me. Altri ricevettero suggerimenti Continua a leggere →

sul karma e la consapevolezza imperitura

Questo passo è bellissimo! Vengono chiarite importanti questioni. Inoltre si riconferma la visione di Sri Bhagavan per una consapevolezza imperitura. * * * Inviai a Sri Bhagavan una parte di un discorso sul prarabdha karma (il karma che si estrinseca nel presente) in cui si sosteneva che anche lo Jnani, dopo l’Autorealizzazione, è soggetto al prarabdha karma fin quando è soggetto agli involucri corporei. La risposta dell'ashram del 17 Dicembre 1938: «Abbiamo letto con interesse la Continua a leggere →

indifferente alla morte come alla vita

Raccontai a Sri Bhagavan come Sri Chivukula Sastri avesse preso il samnyasa poco prima della fine e di come sedendo eretto con le gambe incrociate nella posizione del loto, cantando incessantemente OM, era morto pacificamente. Sri Bhagavan osservò che era un modo consueto di morire per gli Yogi e confermò la maturità dello spirito scomparso. Poi aggiunse: «Uno Jnani è indifferente alla morte come alla vita. Anche se la sua condizione fisica fosse la più infelice, anche se fosse colpito dalla Continua a leggere →

sul silenzio e il ritirarsi dal mondo

Bhagavan era contrario alla pratica del silenzio. È il pensiero che bisogna controllare. Se non si parla ma il pensiero continua non vi è alcun silenzio. Il pensiero, e non la parola, è l’ostacolo da superare. Sul ritirarsi nelle foreste o nelle caverne esprimeva lo stesso punto di vista. Sosteneva che la vita nel mondo è proprio l’ambiente necessario per aiutare l’aspirante nella pratica spirituale (sadhana). Chi riesce ad essere nel mondo, ma non del mondo, ha raggiunto un alto grado Continua a leggere →

gli ultimi giorni di Bhagavan

Vi riporto alcune testimonianze dell’ultima fase della malattia di Bhagavan. Com’è diversa la considerazione che Bhagavan ha del corpo rispetto a quella di un maestro noto che l’ha definito ‘il Paradiso’. ❖ ❖ ❖ Durante la malattia, furono molti i devoti che implorarono Bhagavan affinché usasse i suoi poteri per curarsi e quindi continuare a vivere per il bene dei discepoli. Murugunar scrisse una poesia in Tamil con la stessa preghiera. Dopo averla letta, anch’io lo implorai: Continua a leggere →

dove l’io si riflette

Sri Bhagavan: — Può l’occhio vedere sé stesso? Il dottor Syed: — Naturalmente no. Può vedere ogni altra cosa, ma non sé stesso. Sri Bhagavan: — Ma se volesse vedere sé stesso? Il dottor Syed fece una pausa e poi disse: — Può farlo solo se riflesso in uno specchio. Sri Bhagavan colse la risposta e commentò: — È così. La creazione è lo specchio dell’occhio affinché veda sé stesso. A questo punto domandai a Sri Bhagavan se con parola inglese ‘eye’ intendesse Continua a leggere →

libero arbitrio e servizio all’umanità

Devaraja Mudaliar: — Se ogni azione del corpo e ogni esperienza attraverso cui passa è già stabilità dal karma, che ne è del libero arbitrio e della responsabilità individuale? Bhagavan: — L’unica libertà che si ha è di lottare per acquisire la Conoscenza, Jnana, che permette di non identificarsi col corpo. Anche se il corpo è oggetto del prarabdha (il karma che si manifesta nel presente), l’uomo è libero di identificarsi col corpo e aderire ai frutti dell’azione o di rimanere Continua a leggere →

abbandono

Bhagavan a un discepolo: — Non dovresti elaborare dei piani per ottenere qualcosa; ma ciò non significa non gioie di quanto viene spontaneamente. Discepolo: — Intendete che se qualcosa viene da sé, senza essere stata pianificata o cercata, allora potrò gioire senza temere delle conseguenze negative? Bhagavan: — No, non è così; ogni azione ha delle conseguenze. Se qualcosa viene da sola a causa del prarabdha (il karma che si manifesta nel momento presente), non ci si può far niente. Continua a leggere →