gli ultimi giorni di Bhagavan

Vi riporto alcune testimonianze dell’ultima fase della malattia di Bhagavan. Com’è diversa la considerazione che Bhagavan ha del corpo rispetto a quella di un maestro noto che l’ha definito ‘il Paradiso’. ❖ ❖ ❖ Durante la malattia, furono molti i devoti che implorarono Bhagavan affinché usasse i suoi poteri per curarsi e quindi continuare a vivere per il bene dei discepoli. Murugunar scrisse una poesia in Tamil con la stessa preghiera. Dopo averla letta, anch’io lo implorai: Continua a leggere →

3 livelli di Illuminazione

Per esemplificare vi presento 3 livelli di illuminazione traendo spunto dal seguente brano dello Yogavasistha: “Allora il condizionamento mentale svanisce e abbiamo il non-attaccamento. Non si è più schiavi delle azioni e dei loro frutti. La visione si stabilisce fermamente nella verità e la percezione dell’irreale viene indebolita. Pur vivendo e funzionando in questo mondo, colui che è dotato di questa visione incondizionata fa ciò che dev’essere fatto come se fosse addormentato, senza Continua a leggere →

esiste solo il Sé e brilla in ciascuno come ‘IO’

Quando, seguendo i dettami dell’autoindagine, portate tutta la vostra attenzione al soggetto ‘IO’, questo è spesso ricoperto da impurità che richiamano all’io personale legato al corpo-mente. Ciò ha fatto sì che molti advaitini abbiano rinunciato a dimorare nell’IO scegliendo l’Essere o la Consapevolezza come soggetto. Voi dovete ignorare quelle impurità dell’io personale. Dovete sapere che il vero IO, chi veemente siete voi, è puro Essere-Consapevolezza: eterno, senza forma, Continua a leggere →

l’evoluzione della coscienza dell’aspirante

A grandi linee, l’evoluzione della coscienza del ricercatore spirituale che pratica una sadhana valida dovrebbe essere questa: 1. Diventa sempre più sensibile sul piano sottile; il che significa anche: sempre più capace di individuare i processi mentali. 2. A un certo punto si imbatte nel vuoto/nulla senza essere del piano causale. C’è chi lo passa velocemente e chi vi rimane a lungo. In questa fase può avere anche dei samadhi, ma quello che realizza è questo vuoto/nulla senza Continua a leggere →

Ci sei solo TU

Ci sei solo tu. Tu sei il Padre! Maya (illusione) rimarrà nient’altro che una parola per te se non comprendi appieno questa Verità. L’attenzione non potrà essere completamente introversa fin quando non comprendi appieno questa Verità. La stabilità del sahaja samadhi non potrà avvenire fin quando non comprendi appieno questa Verità. Se pensi di essere un vuoto stai dicendo che sei un oggetto. Il Padre ‘è’! Poi nella sua assolutezza si dimentica di essere. Come jnani sarai Continua a leggere →

Osservare

— Carissimo Sergio, la pratica procede bene. La mattina durante la meditazione osservo i pensieri, e quando se ne sono andati via resto nel silenzio fin quando ne appaiono altri. Dopo, in auto, continuo la pratica di osservazione dei pensieri e del corpo fin quando non sono arrivato al lavoro. Durante la giornata quando mi ricordo porto sempre l’attenzione ai pensieri, al corpo, a come parlo, alle cose che dico, e osservo gli altri. Sono diventato un osservatore! — Mi fa veramente tanto Continua a leggere →

Stabilizzare la realizzazione

Dai “Discorsi con Sri Ramana Maharshi”, Discorso 141 D. – È possibile perdere lo Jnana [conoscenza suprema, realizzazione] dopo averlo conseguito? M. – Lo Jnana, una volta rivelato, ci mette del tempo a stabilizzarsi. Il Sé è certamente alla portata dell’esperienza diretta di tutti, ma non come s’immagina. Esso è semplicemente così com’è. È l’esperienza del ‘samadhi’. Come il fuoco non brucia se si ricorre a incantesimi o ad altri espedienti (altrimenti brucerebbe), Continua a leggere →