samadhi 2

— Caro Sergio, in questi giorni l’autoindagine mi riesce bene. Non ho distrazioni, non bado a passato e futuro mentre mi accingo a meditare. Entro quasi subito nella presenza e non ci sono desideri, il tutto è solo tranquillità. Tutto ciò toglie le tensioni del chiacchierio mentale. Non guardo più l’orologio per vedere se la sessione è finita. Mi sorprende tanto il fatto che in pochi minuti entro in concentrazione! — Non è concentrazione, hai conquistato Dhyana, la meditazione o Continua a leggere →

lo stato causale

— Non abbandonare l’Amore. Riesci a sentire che tutta la manifestazione è Dio, Amore di Dio? — Da quando ci siamo sentiti c’è stata qualche esplosione, come se dei tappi fossero saltati, mi sono reso conto che la tecnica del mandare amore a lungo è molto utile prima della meditazione e della concentrazione sull’ ‘io sono’. Aiuta ad avere un’esperienza intensa... — Continua ad affiancare il ‘trasformare in amore’ alla pratica di jnana. Considera che il buddismo puro Continua a leggere →

jnana senza bhakti è come una ferrari col motore di una lambretta

Jnana senza Bhakti è come una Ferrari col motore di una Lambretta. Secondo la concezione di Sri Jnaneshwar bisogna prima praticare il sentiero di Bhakti e poi praticare Jnana. Ma Jnaneshwar è vissuto nel 1200. Come fare oggi con Internet in cui si trovano tutte le informazioni possibili (o quasi), sia buone che cattive? C’è più offerta che domanda… :-D   Così io non trattengo alcun insegnamento, do tutto subito. Poi vado attraverso un dialogo con sadhaka tentando di cucire una sadhana Continua a leggere →

quello che voglio realizzare è il sé

— Quello che voglio realizzare è la vera natura, il Se. — Perfetto. — Anche se mi rendo conto di avere a volte, come ti dicevo, dei meccanismi bloccanti, che mi distraggono. — Tutto il percorso di Lester Levenson serve proprio per rendere la mente pacifica e allo stesso tempo aumentare la tua capacità di confronto con essa. Allora buddhi, l’intelligenza che è di grado superiore a manas (la mente), che contiene tutte le interferenze possibili, può trionfare. Tu studi un insegnamento Continua a leggere →

bhakti è il terreno senza il quale il seme di jnana non può germogliare!

Jnaneshwar poneva bhakti come precondizione a jnana. Vi sono buoni motivi per questo. Il potere di bhakti di dissolvere la separazione e irrinunciabile per un aspirante jnani, così come il potere di conferirgli la leggerezza dell’umiltà, ‘una matitina nelle mani di Dio’, che jnana da solo non può realizzare. I due approcci, bhakti e jnana, si complementano; ciascuno dei due può raggiungere il completamento solo grazie all’altro e viceversa. Vi mostro un esempio. Poonja (Papaji) era Continua a leggere →

prove difficili

— Sergio, faccio un po’ fatica a passare da jnana a bhakti [e mi racconta una serie di vessazioni subisce sul lavoro] Non vengo apprezzato per il lavoro che svolgo, non posso decidere nemmeno di spostare un evidenziatore senza il permesso... Allora decido di aumentare il livello di vigilanza, mi sorbisco tutta questo materiale psicologico e, piano piano ritorno nella Presenza. Ma un approccio bhakti non funziona molto. — Quelle che mi racconti sono prove molto difficili. In quei momenti Continua a leggere →

la bhakti in una sadhana jnana

In questo post parlerò di bhakti non per aprire i cuori, ma rivolgendomi alla ragione, così apparirà che ne parli come se fosse uno strumento. In effetti è così. Bhakti è Dio stesso, ma qui io sottolineo la sua ‘funzione’ all’interno di una sadhana jnana. Per me Jnaneshwar ha ragione nel mettere in rilievo bhakti! Bhakti nella sadhana jnana è il facilitatore per eccellenza; ed è anche un’assicurazione verso deviazioni e fughe dalla via. Jnaneshwar addirittura dice che bhakti dovrebbe Continua a leggere →

la difficoltà degli aspiranti jnani a capire bhakti

Istruzioni per un Aspirante Lottatore Se le tue meditazioni sono così ‘lottate’, come tu dici, accontentati di un’ora per volta. L’ego deve perdere!, perché l’ego non può raggiungere la Liberazione. Per raggiungerla l’aspirante deve metterlo da parte e abbandonarsi a Dio; allora giunge la Grazia con il samadhi, lo stato unitivo. Sospendi il tuo modo abituale di meditare e medita nel modo seguente: Chiudi gli occhi e contatta la sensazione interiore di Dio. Digli: “Io da Continua a leggere →

senza comprendere te stesso, a cosa serve cercare di comprendere il mondo?

RAMANA: Come sei tu, così è il mondo. Senza comprendere te stesso, a cosa serve cercare di comprendere il mondo? Questo è un problema di cui chi cerca la Verità non deve preoccuparsi. Le persone sprecano la propria energia con tutte queste domande. Prima scopri la Verità che sta alla base di te stesso, poi sarai in una condizione migliore per capire la Verità alla base del mondo di cui fai parte. Q: Dovrei cercare di aiutare chi soffre nel mondo? RAMANA: Il potere che ti ha creato, ha Continua a leggere →

i sette stadi dell’illuminazione

Tratto da ‘Insegnamenti Spirituali’ di Sri Ramana Maharshi Capitolo IV – Il Conseguimento 2. A quale dei sette stadi di conoscenza appartiene il saggio? M.: Appartiene al quarto. 3 . Se così è, perché esistono altri tre stadi indicati come superiori al quarto? M.: Le caratteristiche degli stadi dal quarto al settimo derivano dalle esperienze della persona realizzata (jivanmukta); essi non sono stadi di conoscenza e di realizzazione. Dal punto di vista della conoscenza e della Continua a leggere →