un esempio su come affrontare e risolvere l’esperienza del vuoto nichilista

Sergio — A., ho bisogno che mi dai dei sogni. I sogni servono a tre cose: 1. ci mostrano se vi sono barriere che stanno sabotando la sadhana [queste eventualmente verranno dissolte col mind clearing]; 2. preannunciano l’avvento di una realizzazione parziale o definitiva nella sadhana; 3. confermano un’avvenuta realizzazione parziale o definitiva nella sadhana. Perché così tanta difficoltà a ricordare i sogni? —. A. — Il corpo agisce in automatico. Si sveglia immediatamente e mi Continua a leggere →

Mula Maya

Nisargadatta Maharaj: — La verità è soltanto il Brahman totale, nient’altro che Brahman. In uno stato di Brahman totale arriva il tocco dell’esistenza: “Io Sono”. Ma questo “Io Sono” non è semplicemente un principio qualunque: è Mula Maya, l’illusione primordiale. * * * Mulaakaasharupatrayam mahaamaayaa LA RADICE SPAZIO APPARE IN TRE FORME E QUESTE TRE FORME SONO CHIAMATE MAHA MAYA Commento L’energia primordiale è chiamata Mula Maya o Mula Prakriti, essa è sotto forma Continua a leggere →

consapevolezza della consapevolezza

Mukti — Da ‘Il mezzo più rapido e diretto per l’eterna beatitudine’ di Michael Langford: “Se si rivolge l’attenzione verso lo sfondo della Consapevolezza, alla fine si scoprirà che il sottofondo della consapevolezza è continuo, ininterrotto e indipendente dagli stati di veglia, sogno e sonno. “La Consapevolezza non è qualcosa di lontano, elevato o misterioso. La Consapevolezza è quella che  guarda attraverso i tuoi occhi che stanno leggendo in questo momento. “È proprio Continua a leggere →

la definitiva rinuncia

— Carissimo Sergio, volevo ringraziarti per gli ultimi bellissimi post. Mi hanno fatto capire come l'osservatore sia sterile senza l’abbandono; soprattutto mi hanno fatto capire come lo stare nell’Osservare con abbandono sia esso stesso centrarsi nel Sé. — Il Testimone, l'Osservare, compreso e praticato bene diventa alla fine Consapevolezza che Contempla la Consapevolezza. Inizia quindi la battaglia perché tale contemplazione sia il più continua possibile. Poi iniziano i samadhi, in Continua a leggere →

Ramana Maharshi sul karma e le interruzioni del flusso di consapevolezza

Discorso 628: Dopo il suo ritorno dall’Europa, il signor D. ebbe un colloquio privato con Sri Bhagavan per alcuni minuti. Disse che la sua precedente visita aveva prodotto qualche risultato, ma non quanto aveva sperato. Riusciva a concentrarsi sul suo lavoro. La concentrazione non è indispensabile per il progresso spirituale? Il karma (l’azione) lo attraeva perché lo aiutava a concentrarsi. Sri Bhagavan: Non c’è karma senza un karta (chi agisce). Se si cerca chi agisce questi scompare. Continua a leggere →

quando non c’è beatitudine è perché non senti la consapevolezza come il tuo vero io

Sergio — Come va? D. — Domenica pensavo a quella affermazione in cui Ramana diceva che stare nel Sé è come aver preso un narcotico. A livello mentale concordo, non c’è alcun problema, ma a livello fisico, quando ho dei dolori, tendo ad innervosirmi un po’... S. — E meditare in poltrona o disteso? Devi immergerti nel Sé, altrimenti non diventi mai la Consapevolezza. Non pensare ai samadhi. Quando ti immergi nella consapevolezza provi beatitudine? D. — No, tuttavia anche se Continua a leggere →

le parole coscienza e consapevolezza come usate da Nisargadatta Maharaj

Questo è un passo di Nisargadatta chiarisce il significato peculiare che egli dà alle parole coscienza e consapevolezza. È bellissimo. *   *   * Guarda te stesso attentamente e vedrai che qualunque sia il contenuto della coscienza, il testimone di quello non dipende dal contenuto. La consapevolezza è se stessa e non cambia con l'evento. L'evento può essere piacevole o spiacevole, di poco conto o importante, la consapevolezza è la stessa. Prendi nota della peculiare natura della pura Continua a leggere →

tutto quello che ti viene richiesto

— Sto praticando poco e non sufficientemente bene. Sono piuttosto stanco e quando medito tendo a dormire... — Tutto quello che ti viene richiesto è di ESSERE CONSAPEVOLE. Anzi, di ESSERE LA CONSAPEVOLEZZA. Questo è IL FINE. Il fare della sadhana è un mezzo; serve alla purificazione, perché sono tali e tante le spinte della mente da non riuscire a vedere la Consapevolezza e ancor meno ad essere Quella. Perciò, anche se sei stanco, cerca di individuare quella Consapevolezza che si Continua a leggere →

riconoscere il vuoto nella forma

“La veglia è il sogno che sogna di non sognare” Jorge Luis Borges La natura di tutto è Vuoto, ma questo vuoto non è un nulla perché contiene Consapevolezza. La consapevolezza di cui parlo è prima della coscienza duale frammentata dalla mente in soggetto ed oggetto. In questa consapevolezza originaria soggetto e oggetto sono Uno. Il Vuoto è la natura ‘pura’ di tutte le cose: quieta, silente, priva di contenuti, di movimento, di intenzione. La Consapevolezza è la Continua a leggere →

l’amore per Dio nell’evoluzione spirituale

L’Amore per Dio nell’Evoluzione Spirituale 1. DUE FATTORI PER IL SUCCESSO NELLA SADHANA Il successo di qualsiasi sadhana si basa su due fattori fondamentali: • Fede incrollabile   e • Dare dare dare dare dare dare dare dare dare agli altri a. La fede incrollabile è: in Dio, che è il proprio vero Sé; nella realizzazione: la sicurezza e la determinazione di ottenere la realizzazione in questa vita; nell’insegnamento: la fiducia in quel che dicono i Maestri; e nella Continua a leggere →