cosa non accetto e non mi piace di me? – parte 1

Per la maggior parte dei sadhaka, lavorare su questa domanda è fondamentale e accorcia i tempi della sadhana. Praticamente tutte le difficoltà che abbiamo ad abbandonarci e dimorare nel Sé, che è la Nostra Vera Natura, sono dovute al fatto che nella mente vi sono cose che non accettiamo o che non ci piacciono di noi stessi. Quando nel subconscio abbiamo una cosa che non accettiamo di noi stessi, sul piano cosciente noi forziamo un opposto. Per esempio se il soggetto ritiene di essere un Continua a leggere →

sulla mente

«Nell’universo, da Brahma fino ad una collina, ogni essere incarnato ha un duplice corpo. Di questi, il primo è il corpo mentale, che è irrequieto e agisce rapidamente. Il secondo è il corpo fatto di carne, che, in realtà, non fa nulla. Di questi, l’ultimo viene investito dalle maledizioni, dalle benedizioni e anche dagli incantesimi. È muto, impotente, debole e transitorio, come una goccia d’acqua su una foglia di loto, ed è completamente dipendente dal destino e da altri simili fattori. «La Continua a leggere →

il nodo della mente

La questione è che quando l’aspirante inizia una sadhana, la fa sentendosi il titolare anche della pratica spirituale. Allora tu gli dici “poniti come testimone neutrale” e lui lo fa, ma col punto di vista di stare facendo qualcosa per se stesso, e ciò riduce il potere di qualsiasi pratica al 30%. Comunque va avanti… e quando è maturo ad abbandonare la mente – che è sovraordinata al corpo e quindi lo include – allora egli diventa uno strumento nella mai di Dio. Con tale stato d’animo Continua a leggere →

più vai su e più ti tira giù

Una pubblicità del caffè Lavazza degli anni ’80 interpretata da Nino Manfredi finiva con lo slogan: “Più lo mandi giù e più ti tira su”. Nella meditazione, quando si apre la fase intensa della purificazione, è esattamente il contrario: più vai su e più ti tira giù (a purificare le impurità che sono rimaste). Quale inconscio? Non rimane niente… ma è piuttosto faticosetto... Se non ha un maestro l’allievo si scoraggia. Vede che più si impegna spiritualmente e più peggiora Continua a leggere →

la nascita della mente

La mente nasce dall’erronea considerazione che esista altro da sé.
I maestri di advaita vedanta fanno risalire la sua nascita all’apparizione dell’io individuale, ma io penso che la prima proposizione aiuti a capire meglio.
Sto dando una traccia su come venirne a capo.

ultimamente osservo la mente e sento che non mi rappresenta

Allieva: — Ciao Marco. È autunno, questo ciclo ricomincia, ed io non ho proprio voglia di entrare nel movimento della vita. Da un lato sono stufa di fare, e dall’altro sono incapace di intraprendere il fare. Marco: — Visualizza te stessa che è stufa di fare, o che ostacola il fare. Rievoca “essere stufa di fare”. A cosa sta resistendo questa immagine di te? Prendi consapevolezza di cosa non vuoi, senza analizzare, lascia solo emergere. Se ti fermi ad analizzare blocchi il processo. Poi Continua a leggere →

le porte dell’infinito

Non appena si ferma la mente: ecco la PERFEZIONE!! Tu sei già la Sublimità Suprema, non hai bisogno di far qualcosa per diventarlo. È questa la sadhana: fermare la mente, non certo creare il Sé. Come fermi la mente, sali di vibrazione, e se continui si aprono le porte dell’infinito: meraviglia inesplicabile! Io lo vedo dai miei allievi: quelli che hanno una vibrazione più alta sanno fermare la mente, e quasi sempre sono anche quelli che meditano. Poi c’è sempre qualcuno che si Continua a leggere →

l’ego e la mente sono la stessa cosa?

L’EGO E LA MENTE SONO LA STESSA COSA? Shivarudra Balayogi Domanda: L’ego e la mente sono la stessa cosa? Babaji: L’ego è l’immaginazione della mente. Ogni pensiero della mente può essere considerato ego. Finché la mente ha pensieri, non potrò tornare al Sé. Tu sei la pace del Sé. La tua mente sta cercando pace e felicità nel mondo, ma queste non sono di questo mondo, sono del Sé. Ma la mente non conosce il cammino, allora il Guru ti guida e ti mostra cosa stai cercando, Continua a leggere →

la mente si accorge dell’illuminazione?

Dai Satsangha di Francis Lucille Partecipante: — Si può essere illuminati senza che la mente lo sappia? Lucille: — Sì, perché i segni dell’illuminazione non sono necessariamente visibili subito alla mente. All’inizio può non essere consapevole dell’illuminazione perché possono non esserci ancora tracce della sua destrutturazione. Ne diventa consapevole in una fase successiva, quando i segni della destrutturazione sono visibili in tutti i campi dell’esistenza. A un certo punto Continua a leggere →