Sōsan afflitto dalla lebbra

Sōsan (?- 606), il 3° patriarca della tradizione buddhista cinese Chán (Zen in giapponese), quando era ancora un monaco era afflitto dalla lebbra. Racconta di lui il Denkoroku: «Sōsan si recò da Eka, il 2° patriarca, e gli disse: “Il corpo del discepolo è avvolto da una malattia mortale, vi chiedo, maestro, di estinguere i miei peccati”. Il 2° patriarca rispose: “Portami i tuoi peccati; te li estinguerò”. Sōsan stette seduto tranquillo e poi disse: “Benché io abbia cercato i Continua a leggere →

se sediamo così

Teniamo la mente fluida ma non dispersa; nessun pensiero passa inosservato, ma l’attenzione non è fissata: è lo stato naturale della mente, libera e chiara. Se quando pratichiamo in Diade o nello Zazen sediamo così – completamente, senza escludere niente, e profondamente, senza lasciare nulla di nascosto alla consapevolezza – la pratica non è più solo un mezzo per un fine, ma il fine stesso. Portando questo atteggiamento nella quotidianità, questo stesso diventa la pratica effettiva Continua a leggere →

dove hai lasciato la testa?

Rossella — Stamattina non ricordavo dove avevo messo l’ombrello. Allora mi sono ricordata questa storiellina zen: LO ZEN DI OGNI ISTANTE Gli studenti di Zen stanno coi loro maestri almeno dieci anni prima di presumere di poter insegnare a loro volta. Na-in ricevette la visita di Tenno, che dopo aver fatto il consueto tirocinio era diventato insegnante. Era un giorno piovoso, perciò Tenno portava zoccoli di legno e aveva con sé l’ombrello. Dopo averlo salutato, Na-in disse: “Immagino Continua a leggere →

dall’esperienza diretta alla realizzazione

Kenshoo in giapponese vuol dire ‘vedere la propria vera natura’. Ken = vedere, shoo = natura. È l’esperienza diretta. A parte le grandi anime, a cui basta un kenshoo per rimanere stabili, per la maggioranza degli aspiranti sono necessari molti kenshoo per vederla bene questa vera natura. I 10 tori dello Zen simboleggiano questo percorso: prima l’aspirante è alla ricerca del toro, poi ne scorge solo una natica, poi lo vede per intero… Qui c’è da dire qualcosa. Anche quando l’aspirante Continua a leggere →