l’idea del Sé-testimone

Il Sé testimonia solo Se stesso, quindi testimonia solo l’eterna Esistenza-Consapevolezza che è l’Unica Realtà. Il Testimone non è altro che la trascrizione mentale del Sé per chi crede che la mente, e quindi il mondo, esiste. Allora sembra che il Sé testimoni l’incidente automobilistico: le targhe, il luogo e l’ora, chi veniva da destra, chi da sinistra ecc. Ma l’incidente automobilistico è reale? Se non lo è, come fa il Sé a testimoniarlo. Tuttavia la pratica del testimone Continua a leggere →

la via in salita si conclude con la stabilizzazione del testimone

Di fatto, da un punto di vista pratico, la via in salita si conclude con la stabilizzazione del Testimone. Gli aspiranti chiedono spesso quando raggiungeranno i samadhi prolungati, così come leggono sui libri spirituali. La risposta è: quanto è forte il tuo Testimone? Nella meditazione formale in che percentuale sei coinvolto dai contenuti mentali? Il 50%? Allora come credi di poter entrare in samadhi prolungati con quella percentuale? E fuori dalla meditazione formale… qual è la percentuale Continua a leggere →

il suono del vento – Bernadette entra nel nirvikalpa

Ho postato altre due volte questo testo di grande ispirazione. Si tratta del primo capitolo del libro di Bernadette Roberts: “L’esperienza del non-sé”. Questa volta lo vedremo dal punto di vista del nirvikalpa, lo stato privo di concetti. ALCUNE NOTE: 1. Col termine ‘sé’ Bernadette indica il piccolo ‘io’, l’ego; perciò ‘l’esperienza del non-sé’ significa l’esperienza di non avere l’ego, l’io personale. 2. Bernadette testimonia l’esperienza del nirvikalpa Continua a leggere →

lo stato senza concetti – 1

NON COGITO ERGO SUM! Dipende da cosa si intende per ‘ego sum’ (io sono). Non c’è nessun samkalpa (intenzione) quindi non c’è pensiero, quindi non c’è mondo; vi può essere la percezione sensoriale del cosiddetto mondo, ma niente che abbia un nome, perciò non c’e nessuno che abbia i concetti di mondo e di oggetti. Detto questo, la mente può anche pensare, mentre IO sono non-intenzione. Non-intenzione è assai più chiaro di non-azione, perché l’azione è il riflesso dell’intenzione. Continua a leggere →

lo stato senza concetti – 2

Quando si arriva allo Stato Senza Concetti (che vi sia assorbimento – nirvikalpa – o no) si è finalmente in possesso della Corretta Conoscenza. Ma l’ego rimane ancora. Nisargadatta dice: “Rimani aggrappato all’Io Sono fin quando non ti lascerà libero”. In presenza della Corretta Conoscenza, l’ego può essere smantellato tramite l’osservazione. Puoi ad esempio ripetere “Sergio, Sergio, Sergio …” e osservare cosa emerge di conseguenza – quel tal ricordo di quand’eri Continua a leggere →

un aspirante senza concentrazione è come un paralitico che vuole partecipare alle olimpiadi

Per entrare nel samadhi – che non sia soltanto l’istante di esperienza diretta – occorre una mente focalizzata. Ciò richiede ore ore e ore di concentrazione, nel nostro caso sul Soggetto Ultimo: l’Io, l’Essere, la Consapevolezza, la Presenza, il Testimone. Una persona senza concentrazione è guidata – o predata – dalla mente. La concentrazione doma l’ego, e se rivolata a fini spirituali lo ridimensiona, offrendo alla mente la purificazione necessaria per entrare nel samadhi e Continua a leggere →

nirvikalpa

— Per un breve periodo mi sembra di essere scomparso. Stavo dimorando nell’Essere-Consapevolezza, poi l’Essere-Consapevolezza è rimasto, ma io no. C’era un rumore di sottofondo e basta, solo quello. — Sembra un prodromo di nirvikalpa. Quando eri lì sapevi di essere in samadhi? — Credo che non c’ero più, non sentivo nemmeno il solito io che osserva o che dimora nell'Essere-Consapevolezza. — E come sapevi del rumore di fondo? — Perché quando ho iniziato a meditare Continua a leggere →

samadhi

Colui che vede tutti gli esseri nel Sé e si è ritrovato in tutti gli esseri, da cosa si ritirerebbe? Chi ha scoperto questa Unità, quale dolore, quale illusione può ancora toccarlo? Si muove, eppure non si muove! È lontano, eppure è a portata di mano! È dentro tutto questo, eppure è anche al di fuori di tutto questo. Il pensiero stesso non può raggiungerlo, né possono farlo gli dei. Sebbene stia fermo, corre più veloce di tutti. Conoscenza e ignoranza sono uguali per lui, Continua a leggere →

l’illuminazione di Swami Kumili

Una mattina, nel 1932, a Kottayam, ove Sri Atmananda era allora Assistente Sovrintendente di Polizia, provò un insolito bisogno di andare sulle montagne orientali di Kumali nelle High Ranges (alte catene montuose). Egli era già in uno stato semi-trascendente, ma ciò nonostante cominciò subito un giro di ispezione a sorpresa delle stazioni di polizia di quei pressi [vedi Discorso 481 “Come produrre i migliori risultati dell’azione” – n.d.t.]. Arrivato alla stazione di polizia trovò che Continua a leggere →