un solo Dio ma realizzazioni diverse?

Ieri ho colloquiato con un praticante che è un grande appassionato del testimone.  Mi ha scritto: “L’unica cosa che conta è isolare il senso dell’io e guardarlo. Di conseguenza emerge il testimone che è sempre stato lì. Che uno stia pregando il Signore o facendo sesso (ha usato un’espressione più colorita) in un orgia o ammazzando qualcuno, Il testimone se ne frega”. Sollecitato da me, ha poi espresso biasimo verso gli Avatar che avrebbero fatto danno con il loro buonismo e con Continua a leggere →

opposti, abbandono, struttura della mente, conoscenza relativa e nirvikalpa

La struttura della mente è per opposti. Se carichi l’idea di essere meschino verso la quale hai ovviamente repulsione, in ugual misura nella mente c’è l’idea e il desiderio (probabilmente inconscio) di essere grandioso. Cominci a praticare una sadhana e gradualmente guarisci fisicamente e psicologicamente. Non appena ti senti meglio, balza fuori come una molla il desiderio nascosto di essere grandioso, caricato con una spinta uguale alla repulsione di essere meschino nutrita per lungo Continua a leggere →

come va col silenzio?

— Come va col Silenzio? — Oggi un disastro. Conflitti sul lavoro. Anche la situazione generale non mi pare per niente buona. Comunque non resto arrabbiato come prima né trascino la rabbia per lungo tempo. — Capisco. Ma non soffermarti su questi incidenti. Non lasciare che danneggino la tua sadhana. Adesso che hai contattato il Silenzio, che si è aperta quella porta, devi passare molto tempo a contemplarlo. Uno sente chiasso, poi un bel giorno ha l’esperienza di essere Silenzio Continua a leggere →

su samadhi e dintorni

— Non capisco quando dici che il Saggio è oltre al samadhi; anche quando parli di Ramana e dici che lui è sempre stato lo stesso. — Io ti sconsiglio di avere come obbiettivo il samadhi – non ho mai visto nessun testo spirituale che lo dica. Abbi come obbiettivo l’essere il Sé. In questo modo tutti i samadhi di livello inferiore transiteranno senza che tu li identifichi con la Liberazione. Ramana e Atmananda danno alla parola samadhi due significati diversi. Lo vedremo nel corso della Continua a leggere →

il nirvikalpa del kriya è diverso da quello dell’autoindagine?

— Comunque questo Kriya Yoga ha un limite. L’insegnante diceva che, dopo che era stata una settimana all’ashram, nei giorni successivi non voleva più andare a lavorare. Allora Hariananda la chiamava al mattino e le diceva “stai andando al lavoro?”. — Io, ahimè, l’ho avuto sempre questo problema; non volevo andare a lavorare anche quando non mi occupavo di spiritualità — Il nirvikalpa del Kriya Yoga è diverso da quello dell’Autoindagine? — Hai studiato quello che Continua a leggere →

l’idea del Sé-testimone

Il Sé testimonia solo Se stesso, quindi testimonia solo l’eterna Esistenza-Consapevolezza che è l’Unica Realtà. Il Testimone non è altro che la trascrizione mentale del Sé per chi crede che la mente, e quindi il mondo, esiste. Allora sembra che il Sé testimoni l’incidente automobilistico: le targhe, il luogo e l’ora, chi veniva da destra, chi da sinistra ecc. Ma l’incidente automobilistico è reale? Se non lo è, come fa il Sé a testimoniarlo. Tuttavia la pratica del testimone Continua a leggere →

la via in salita si conclude con la stabilizzazione del testimone

Di fatto, da un punto di vista pratico, la via in salita si conclude con la stabilizzazione del Testimone. Gli aspiranti chiedono spesso quando raggiungeranno i samadhi prolungati, così come leggono sui libri spirituali. La risposta è: quanto è forte il tuo Testimone? Nella meditazione formale in che percentuale sei coinvolto dai contenuti mentali? Il 50%? Allora come credi di poter entrare in samadhi prolungati con quella percentuale? E fuori dalla meditazione formale… qual è la percentuale Continua a leggere →

il suono del vento – Bernadette entra nel nirvikalpa

Ho postato altre due volte questo testo di grande ispirazione. Si tratta del primo capitolo del libro di Bernadette Roberts: “L’esperienza del non-sé”. Questa volta lo vedremo dal punto di vista del nirvikalpa, lo stato privo di concetti. ALCUNE NOTE: 1. Col termine ‘sé’ Bernadette indica il piccolo ‘io’, l’ego; perciò ‘l’esperienza del non-sé’ significa l’esperienza di non avere l’ego, l’io personale. 2. Bernadette testimonia l’esperienza del nirvikalpa Continua a leggere →

lo stato senza concetti – 1

NON COGITO ERGO SUM! Dipende da cosa si intende per ‘ego sum’ (io sono). Non c’è nessun samkalpa (intenzione) quindi non c’è pensiero, quindi non c’è mondo; vi può essere la percezione sensoriale del cosiddetto mondo, ma niente che abbia un nome, perciò non c’e nessuno che abbia i concetti di mondo e di oggetti. Detto questo, la mente può anche pensare, mentre IO sono non-intenzione. Non-intenzione è assai più chiaro di non-azione, perché l’azione è il riflesso dell’intenzione. Continua a leggere →

lo stato senza concetti – 2

Quando si arriva allo Stato Senza Concetti (che vi sia assorbimento – nirvikalpa – o no) si è finalmente in possesso della Corretta Conoscenza. Ma l’ego rimane ancora. Nisargadatta dice: “Rimani aggrappato all’Io Sono fin quando non ti lascerà libero”. In presenza della Corretta Conoscenza, l’ego può essere smantellato tramite l’osservazione. Puoi ad esempio ripetere “Sergio, Sergio, Sergio …” e osservare cosa emerge di conseguenza – quel tal ricordo di quand’eri Continua a leggere →