tutto salta fuori quando non ci sono più

Shivananda — Questi ultimi giorni sono diversi, c’è maggiore continuità nel Sé. Sono in un distacco profondo, mi sento Uno con tutto. C’è più tranquillità e le cose arrivano con serenità. In altri momenti cado nella dualità, poco dopo me ne accorgo. Sono molto grata di poter continuare a nutrirmi delle letture dei testi sacri e dei post di Sergio. Quando sono assorbita c’è tutto quello che c’è, ma non la persona. C’è gioia. È come una passione, una piacevole beatitudine Continua a leggere →

l’ultimo attaccamento

Gli esseri umani intraprendono la via spirituale per star meglio. Ma quando il loro cuore si purifica e si avvicinano allo Splendore di Dio, si avvedono che il desiderio di non voler soffrire è anch’esso un attaccamento che li separa in qualche modo dall’Unione divina. E allora rinunciano anche a quell’ultimo attaccamento per dar posto soltanto all’Amore per Dio.   Continua a leggere →

cosa vuol dire abbandonarsi al Sé?

Abbandonarsi al Sé, che al sentire si presenta come pura Coscienza o puro Essere, significa accettare che il mondo è un sogno. Il che vuol dire: abbandonare tutte le vasana (spinte della mente). Ma potete farlo solo con l’abbandono, perché solo l’amore può dissolvere l’ego. Col nichilismo non vi riuscirà. Se non mollate il mondo, non sarete in grado di immergervi nel Sé, né ovviamente di conoscerne la Beatitudine. Sarete tirati indietro dall’attaccamento, dalla paura di morire o Continua a leggere →

sei pura Coscienza

Sei pura Coscienza. Al tuo interno compaiono delle immagini e tu credi che siano reali. Non essendo consapevole che sei pura Coscienza, ora rivolgi l’attenzione a queste immagini irreali che credi siano vere, mentre Tu – l’unica Realtà, pura Coscienza e puro Essere – rimani celato. Cominci a vivere in un sogno in cui Tu stesso – pura Coscienza – sei identificato con un personaggio limitato e perituro di questo sogno. Credendoti limitato e perituro, sviluppi la paura della morte e Continua a leggere →

un essere realizzato non può far altro che essere di beneficio al mondo, la sua stessa esistenza è il bene supremo

Ramana Maharshi, discorso 210 “L’uomo deve la sua capacità di movimento ad un altro Potere, ma crede di fare sempre tutto lui – come un invalido che assicura, vantandosi, che se fosse aiutato a reggersi in piedi potrebbe facilmente sconfiggere il nemico. L’azione è mossa dal desiderio; il desiderio compare solo dopo il sorgere dell’ego. Questo ego deve la sua origine ad un Potere Superiore dal quale dipende la sua esistenza, non può esistere da solo. Allora perché blaterare: “Io Continua a leggere →

l’unico ‘qui e ora’ che il realizzato conosce è sempre solo e unicamente il Sé eterno, oltre ogni condizione

— Come stai? — Sto guidando; ancora un’ora e mezza e sono a casa. Sto bene. È da metà viaggio che ti penso. Piango. Escono le lacrime e sono nella devozione più assoluta. Non vedo l’ora di arrivare a casa perché è un po' faticoso essere in questo stato mentre guido. In primo piano c’è solo e sempre il Sé. E quella parte di mente che deve fare le cose è completamente assoggettata al Sé. È una situazione completamente rovesciata rispetto a una persona guidata dall’ego agente. L’introversione-assorbimento Continua a leggere →

Monica, pur apparentemente presente – come corpo, mente, pensieri, affetti, lavoro… –, in realtà non esiste più

Da qualche giorno volevo scriverti e come spesso accade un tuo post o una condivisione mi danno la spinta a riconoscere e chiarire semplicemente ciò che accade. Sono sempre più frequenti momenti di introversione profonda, lo stare ancorati al Sé ne favoriscono l’insorgenza. Il corpo cade in uno stato di inattività, il distacco è profondo, come se dormisse; ma la coscienza è vigile e attenta. A volte la coscienza sembra scivolare nel sonno, la mente produce pensieri, i sensi percepiscono Continua a leggere →

lyrics reinterpreted from a bhakti viewpoint

Testi reinterpretati dal punto di vista della devozione a Dio OH MIO AMORE, MIA DOLCEZZA Oh mio amore, mia dolcezza, ho desiderato ardentemente il tuo tocco per lungo e solitario tempo. E il tempo passa così lentamente, e il tempo può fare così tanto. Sei ancora mio? Ho bisogno del tuo amore. Ho bisogno del tuo amore. Dio dammi un po’ del tuo amore. Fiumi solitari scorrono verso il mare, verso il mare, alle braccia aperte del mare. Fiumi solitari sospirano: “Aspettami, Continua a leggere →

l’abbandono a Dio

— Caro Sergio, quali video spirituali mi consiglieresti? — Tu entri facilmente nel samadhi, quindi il prossimo passo è stabilirti nel samadhi. Questo è possibile solo se ti abbandoni completamente a Dio. Nella realizzazione l’ego agisce, ma come esecutore delle direttive divine; è una mera funzione, non ha titolarità per decidere sulla tua vita. Se invece è l’ego a decidere, nella migliore delle ipotesi entrerai e uscirai dal samadhi, ma l’ego non se ne andrà definitivamente. Continua a leggere →

sulla bhakti

— Ormai sono ripetente. Devo praticare per un po’ di tempo ‘Ama Tutto ciò che appare’ e poi rifare l’esame. — Tu hai già il cuore aperto, ho visto come ti prendi cura delle persone non appena hanno bisogno d’aiuto. Il tuo amore è bloccato dal fatto che hai concluso che vi sono nemici, gente cattiva che opprime gli altri. Questo appare su un basso piano di consapevolezza. Ma dal punto di vista del Sé immanente (Isvara), sono tutti bambini bisognosi di amore, e sono tutti figli Continua a leggere →