la concentrazione

In genere la pulizia mentale è un cambiamento all’interno della mente; raramente va oltre. È una cura temporanea per sbloccare attenzione fissata sull’illusione e devolverla alla sadhana. Ma per risolvere i problemi in modo radicale e definitivo, il metodo non può che essere ontologico: dovete andare oltre la mente, dove il pensiero scompare e quindi il mondo e l’ego scompaiono, e rimanere/dimorare lì. Concedetevi quel po’ di tempo per abituarvi a non essere un ego che Continua a leggere →

rieducare la mente

Se volete che l’esperienza del Sé diventi stabile e che ‘penetri’ la vostra vita trasformandola, dovete rieducare la mente. Io vengo dagli ‘Intensivi di Illuminazione’, quindi conoscevo molta gente che aveva avuto decine di esperienze dirette, qualche volta un centinaio, senza però avere cambiamenti significativi, sia interiormente che nella propria vita. Solo pochi ne hanno avuti. Il motivo di questo insuccesso è che non si sono impegnati a rieducare la propria mente. Al posto Continua a leggere →

Swami Chinmayananda sulla pratica spirituale

“Qualsiasi sciocco può sedersi con un rosario sulle rive del Gange e realizzare Dio in pochissimo tempo”, disse Swami con la caratteristica iperbole. “Il problema è rimanere lì. L’inconscio è molto potente. Genererà una forte pressione estroversa e costringerà la mente a ritornare alla sua solita visione limitata della realtà. L’idea è di imparare a vivere in quello stato. È necessario un grande lavoro prima che la mente possa spogliarsi della sua identificazione e attaccamento Continua a leggere →

un metodo facile per realizzare la non-separazione

La prima illusione non è forse l’idea di essere separati? Non nasce da lì l’ego, tutta la sofferenza e la schiavitù? Gli aspiranti spirituali spingono per il samadhi in cui poter ottenere l’esperienza dell’unità. I primi samadhi durano un istante. All’inizio l’aspirante non se ne accorge nemmeno, rileva soltanto il sorprendente benessere che segue. Poi, talora con l’aiuto del maestro, nota il momento in cui è stato Uno; o meglio, nota il momento in cui non c’era niente che Continua a leggere →

religione e scienza della conoscenza del Sé

“Perché è una scienza?”, chiesi un pomeriggio durante il periodo di discussione informale, “Sembra più una religione”. “Lo è in questo senso", rispose. “Nella scienza hai alcune teorie che devono essere provate da esperimenti prima che possano essere accettate come conoscenza. Il Vedanta presenta la teoria che esiste un Dio, che noi chiamiamo ‘Sé’, e fornisce metodi per verificare la verità di questa teoria. Se vengono usati correttamente, le pratiche e le tecniche forniranno Continua a leggere →

l’esperienza del Sé e la comprensione di essere il Sé

Questo è uno dei più bei passi in cui è spiegata l’importante differenza tra ‘esperienza del Sé’ e ‘comprensione di essere il Sé’, e quindi mostra come si possa avere l’esperienza del Sé e ancora non aver completamente e profondamente compreso di ‘essere il Sé’. È il dialogo tra James Swartz e il suo Guru, Swami Chinmayananda Saraswati, tratto dal bel libro di Swartz ‘Mystic by Default’. Le note tra parentesi quadre sono mie. *   *   * Un pomeriggio chiesi a Swami Continua a leggere →

il problema non è risolvere i problemi

— Hai provato a fare l’esercizio ‘oggetto-conoscenza’? — Sì, ho provato in varie occasioni. Il problema si stempera, si attutisce, si riduce. Poi si ripresenta. Siccome i problemi si rinnovano e si ripresentano quotidianamente, e questo per quasi 58 anni, il mio ego si deprime e crede di non farcela... — Il problema non è risolvere i problemi. Il problema è trasferire la tua identità da N. al Sé. Dopo di che la tua personalità potrebbe anche rimanere esteriormente più Continua a leggere →

ciò che succede nel passaggio tra il vedere il Sé ed essere il Sé

Sri Atmananda è un maestro del cosiddetto ‘ragionamento superiore’. È capace di portarti a vedere il Sé attraverso l’analisi discriminativa. ‘Vedere il Sé’ è un livello superiore al testimone. Io non sono abituato a questo approccio e alcuni passi di Atma Darshana e Nirvritti mi facevano strabuzzare gli occhi… Ma non importa. Non devi riuscire a ‘vedere’ il Sé attraverso tutti i possibili percorsi del ‘ragionamento superiore’ – a meno che non sei destinato ad insegnare. Continua a leggere →

248. Come pensare all’Assoluto?

A rigor di termini è impossibile farlo. Ai sadhaka spirituali viene spesso richiesto di pensare all’Assoluto. L’Assoluto è chiaramente al di là di ogni pensiero, perciò è impossibile pensarlo direttamente. Non c’è nemmeno bisogno di questo tipo di pensiero perché tu sei sempre quello. Per poter pensare all’Assoluto in qualche modo devi oggettivarlo. Hai solo bisogno di separare te stesso da tutto ciò che è non-atma [non-Sé]. Quando ciò è fatto, la tua vera natura risplenderà Continua a leggere →