una porta aperta sulla beatitudine infinita

L’unico motivo per cui ho parlato di sonno desto è perché il sapere che lo si incontrerà nel corso della sadhana fa sì che l’aspirante ne noti i segni non appena appare; in più, sapendo che si tratta di un progresso, è già ben predisposto ad accettarlo e ad abbandonarvisi. Se invece non ne sa niente, impiegherà tempo a notarlo e opporrà resistenza ritenendo di non riuscire a mantenere la concentrazione. L’unico motivo per cui né ho parlato è questo, perché tutto quello che c’è Continua a leggere →

dialoghi col sangha

— Sto sperimentando come la personalità sia un insieme di memorie che agiscono indipendentemente dalla volontà. — La benzina che fa agire in automatico quelle memorie è la carica emozionale inconscia rimasta sospesa. Se quella carica è più forte di quanto il distacco conquistato dalla coscienza possa confrontare, quando essa riappare subliminalmente – sia che abbia il segno dell’avversione o dell’attaccamento – l’individuo diventa un meccanismo stimolo-risposta. — Dalla Continua a leggere →

se non raggiungete il sonno desto, vuol dire che non avete ancora l’introversione

L’introversione porta al sonno consapevole (sonno desto, jagrat sushupti). Il sonno desto è riposare nella consapevolezza della consapevolezza. La consapevolezza si fonde nella consapevolezza e si ha il samadhi. Se non raggiungete il sonno desto, vuol dire che non avete ancora l’introversione.

veglia, sogno e sonno implodono nella coscienza

Mukti – Caro Sergio, mentre leggo il tuo post “Sogni, sonno e dopomorte” arriva un flash: questo post, questo istante… io l’ho sognato. “Il sonno desto è mente acquietata”… Eppure c’è l’agire, si producono pensieri, nascono emozioni… ma è sempre Coscienza! Non esiste momento in cui non sono, scomparso è il soggetto ‘io’. Usare la parola ‘momento’ rimanda all’idea di tempo, ma il tempo implode nella Coscienza. Allo stesso modo veglia, sogno e sonno implodono Continua a leggere →

sonno consapevole e immutabile = realizzazione (ma il nirvikalpa è diverso)

Da “Reminiscenze di Sri Ramana”, a cura di G.V. Subbaramayya: Poco dopo qualcuno chiese a Sri Bhagavan: “Di quanto sonno ha bisogno uno jnani?”. Sri Bhagavan rispose: “Il sonno è necessario a chi pensa: “Mi sono risvegliato dal sonno”. Ma per chi è sempre nel Sonno Immutabile, che bisogno c’è di altro sonno? Quando gli occhi si stancano, si chiudono per un po’. I tre stati di veglia, sogno e sonno profondo sono della mente e non per il corpo”. *     *     * Commento Continua a leggere →

samadhi significa sonno nello stato di veglia

Ramana Maharshi, dal Discorso 372: D – Si dice che nel sonno si faccia l’esperienza della beatitudine, ma ricordandola i capelli non si rizzano. Perché invece ciò avviene quando si ricorda il samadhi? M. – Samadhi significa sonno nello stato di veglia (jagrat sushupti). L’esperienza della beatitudine è forte e molto chiara, ma nel sonno è diverso [si riferisce al nirvikalpa]. D. – Possiamo dire che nel sonno non c’è infelicità ma neanche felicità, cioè l’esperienza Continua a leggere →

sogni, sonno e dopomorte

“Il Sé è il testimone dell’esistenza negli stati di sonno, sogno e veglia. Questi tre stati appartengono all’ego” (Ramana Maharshi, dal Discorso 13) L’introversione fa sì che l’attenzione si sposti gradualmente dallo stato di veglia – il più duale e separativo – agli stati di sogno e sonno. Allora, a un certo punto, durante la veglia si comincia ad entrare in stati di ‘sonno desto’ sempre più frequenti e prolungati. Ciò è indice di sempre maggiore distacco dal mondo Continua a leggere →

passi graduali verso il sahaja – la coscienza comincia a non subire modificazioni nel passaggio tra veglia e sogno e viceversa

Oggi è successo qualcosa che non mi capitava da tempo: la temporanea identificazione con un’incombenza lavorativa verso la quale ho sentito forte contrarietà. Dopo un primo momento di smarrimento, l’Osservazione ha trasformato questa apparente increspatura in Quello stesso Fluire Beatifico Sempre Presente. Lo smarrimento è sorto perché quel movimento della realtà relativa, apparendo più vivido, ha amplificato l’illusione degli opposti. l’Osservazione simultanea però Mi ha catapultato Continua a leggere →

passi indispensabili per il sahaja – la rinuncia

La rinuncia è mantenere ferma la consapevolezza che il mondo fenomenico non esiste, è solo un sogno. Quando questa consapevolezza è stabile e si è già conosciuto il Sé, essere stabili nel Sé (nella Coscienza o l’Essere) è automatico. Se invece questa consapevolezza va e viene, lo stare nel Sé sarà ondivago. Se invece si percepisce il mondo fenomenico è come realtà, si può sperare solo in qualche esperienza diretta istantanea. Continua a leggere →

passi indispensabili per il sahaja – ogni movimento e fenomeno del creato è puro amore di Dio

Mukti: — Caro Sergio, mai come adesso sperimento che “SOLO L’AMORE È”. Arriva pesantezza, stress, scoramento, preoccupazioni, accanimento. Accompagno questi movimenti come una canna al vento, senza troppi pensieri… A volte mi chiedo se il mio corpo si spezzerà. Ma Sergio, l’Amore prende tutto e trasforma in commozione, gentilezza, gratitudine, centratura e a volte non posso fare altro che piangere per la bellezza di tutto questo. Sergio: — Gioisco per te. La questione è che se Continua a leggere →