sull’intelligenza

Lester Levenson racconta che man mano che la sua mente si purificava, di pari passo si sviluppava la sua capacità di comprendere. Racconta anche che si rendeva conto come paradigmi filosofici che partivano nel modo giusto, poi deviassero a causa delle impurità mentali del filosofo. Avrete sicuramente conosciuto persone che hanno mostrato buona intelligenza in qualche area, mentre in altre, anche se spiegate loro accuratamente, non ci capiscono niente. In tal caso non si può parlare di deficit Continua a leggere →

il guru

— Caro Sergio, tra le cose che mi hai detto l’altro giorno, c'è stata la frase “un vero Guru ti segue per vite” che mi è rimasta nella testa. Oggi mentre meditavo sono entrata in questa sensazione perché non avevo nessuna comprensione mentale. Si è aperto prima un dimorare profondo, con una qualità di chiarezza e libertà, come acqua fresca. Poi è stato come comprendere che avevo sempre guardato al Guru in modo sbagliato. Ovvero il Guru come maestro fisico, in carne ed ossa, nelle forme Continua a leggere →

‘ama ciò che appare nella tua coscienza’ – il koan che non si esaurisce

I koan di norma si esauriscono: ‘Che cos’è il MU?’, ‘Qual è il tuo volto originario prima che tua madre nascesse?’… O i nostri koan: ‘Che cos’è la vita?’, ‘Che cos’è l’altro essere?’… Ma ‘Ama ciò che appare nella tua coscienza’ non si esaurisce! Praticandolo intensamente, come a un Ritiro, l’aspirante raggiunge il Sé. Una volta raggiunto il Sé ogni sadhana cessa: si rimane nello stato naturale, che è autofocalizzato senza sforzo. Perciò bene ha Continua a leggere →

se anche l’io è un’illusione, allora chi rigetta l’illusione?

Sri Ramana Maharshi, Talk 28: L’io rigetta l’illusione dell’io e tuttavia rimane ‘io’. Questo è il paradosso della realizzazione del Sé, ma i realizzati non vi vedono alcuna contraddizione. Prendiamo il caso della bhakti. Mi avvicino ad Ishvara e prego di essere assorbito in Lui. Poi mi abbandono con fede e concentrazione. Cosa rimane dopo? Al posto dell’io originario, il perfetto abbandono lascia un residuo di Dio in cui l’ ‘io’ si perde. Questa è la forma più elevata Continua a leggere →