7. origine e dissoluzione del mondo

1. La conoscenza resa oggettiva è pensiero. Allora l’ ‘Io’ diventa il testimone del pensiero. 2. Senza che il Mio essere sia visto come testimone, il pensiero viene unito a Me e io divento il pensatore dagli esseri viventi. 3. E successivamente il pensatore diventa il percipiente fisico e quindi il pensiero corrispondente diventa un oggetto grossolano. 4. In questo modo gli esseri viventi Mi rendono il mondo e, ignorandomi, vivono in schiavitù. 5. L’illusione del mondo che nasce Continua a leggere →

due approcci alla realizzazione

Vi sono due approcci alla Realizzazione: quello tramite l’ESPERIENZA e quello tramite la COMPRENSIONE. Quello esperienziale è tipico dello yoga. Ma non soltanto… Prendete ad esempio Michael Langford: spinge spinge spinge e poi ha un’esperienza che provoca ‘uno spostamento globale della percezione’. La gestalt (il modo di vedere le cose) viene ristrutturata, e là dove prima vedevi una moltitudine di oggetti, adesso vedi solo pura Coscienza. Un altro esempio sono gli Intensivi di Illuminazione. Continua a leggere →

un’intuizione

Un praticante la tecnica di Langford mi scrive di aver avuto un’intuizione: — Ho avuto l’intuizione che sono già l’Io Sono, ma è la mente che mi confonde. È stata essenziale. Si tratta di essere ciò che si è già. Punto. — Quando è avvenuta questa intuizione? — Mi ha aiutato ascoltare qualche meditazione di Mooji. C’è una parte della meditazione in cui dice di lasciare il passato, non anticipare il futuro, e non preoccuparsi del presente. Ma il punto risolutivo è stato: Continua a leggere →

10. la falsa identificazione del sé e i mezzi per superarla

Da “Atma Darshana”, Sri Armananda (Krishna Menon) Osservate come è chiaro, completo, progressivo e sistematico l’insegnamento. Cosa rarissima se non unica. 1. Il jiva è una combinazione di corpo e Atma che appare come un’unità. Quando corpo e Atma vengono separati, il jiva non può più sussistere in quanto tale. 2. Il corpo, il prana e tutte le modificazioni mentali non sono forse percetti [oggetti percepiti]? La Coscienza, il Sé, è il loro percipiente. 3. Coloro che, dimenticando Continua a leggere →

Atma Darshana

Sto traducendo Atma Darshana (visione dell’Atma) di Sri Atmananda (Krishna Menon); a breve sarà disponibile in italiano. Questo piccolo testo è considerato propedeutico del ben più corposo “Note sui Discorsi Spirituali di Sri Atmananda” curato da Nitya Tripta. Eppure io lo trovo completo: contiene una mappa chiarissima per arrivare alla liberazione. Bisognerebbe leggerlo e rileggerlo perché in un determinato momento potremmo non essere pronti a cogliere un insegnamento; ma insistendo Continua a leggere →

4. i vari stadi di illuminazione

I) Colui la cui mente è sedotta dalla bellezza di una figura scolpita nella roccia, dimentica persino il fatto che la roccia sia il suo sfondo. II) Quando supera da questa seduzione e guarda la figura, vede lo sfondo, la roccia, che sostiene la figura. III) Quando la roccia riceve tale attenzione, la roccia vien vista anche nella figura, e in seguito la figura viene vista come nient’altro che roccia. IV) Anche l’illuminazione della verità avviene in questo modo. La coscienza si offusca Continua a leggere →

3. mente e puro sattva

I) La mente è la coscienza che va verso gli oggetti. Ciò che si rivolge al Sé è puro sattva [la qualità della purezza]. II) È opinione dei saggi che la mente sia avidya [ignoranza] e che vidya [conoscenza della Verità] sia puro sattva. Il mezzo per la liberazione è Vidya soltanto. III) La via di avidya porta alla schiavitù. Perciò, per la liberazione, l’aspirante deve prendere la via della vidya. IV) Per la pace eterna, è necessario l’impegno persistente fino all’illuminazione. Da Continua a leggere →

la grande confusione che c’è nell’insegnamento

Nisargadatta lavorava a livello sottile con le persone che erano presenti al suo Darshan. Spesso diceva “Non importa se non hai capito. Capirai quando sarà il momento”. Egli non si curava delle parole, che usava unicamente come scalpelli per destrutturare i concetti dell’aspirante. Poteva fare un discorso a qualcuno e due minuti dopo dire l’esatto contrario, e il giorno dopo dare un’altra versione ancora. Quello è il modo in cui lavorava, non si è mai curato troppo di chiarire le sue Continua a leggere →

il placido evaporare del testimone nella pura coscienza

Quando il testimone si è completamente stabilito, inizia ad evaporare nella pura coscienza. La pura coscienza è consapevolezza non più condizionata da alcun aspetto di testimone. È consapevolezza senza l’andirivieni di oggetti nascenti. Si può aspettare fino a che avvenga la dissoluzione; non vi è motivo di affrettarsi perché non vi è sofferenza e il testimone è la dolcezza stessa… Però certe sottilissime dualità rimangono comunque intrinseche al testimone… Si può aspettare la Continua a leggere →

la realizzazione del testimone, 2

A questo punto, la ragione superiore ha quasi esaurito tutto il lavoro che poteva fare. Il mondo grossolano, il mondo sottile, il corpo e la mente non sembrano esistere al di fuori della consapevolezza. Nulla è vissuto come indipendente e autosufficiente, ma piuttosto come fatto di spontanei affioramenti nella consapevolezza testimone. Avendo realizzato il testimone, scopri che sei sempre stato a casa. Non senti più di esser nato, né che morrai. Se lo stesso universo soccombesse, tu – in quanto Continua a leggere →