prendi un motorino e vai…

— Stanotte ho sognato di baciare una persona che negli anni ha cambiato molte fidanzate (tra le quali mai io) e che nella realtà credo che non si sia mai accorto di me, nel sogno per pochi minuti si è creato un grande spazio di vicinanza. Nel sogno, in una situazione molto complicata, subito dopo vedevo un ragazzino/ragazzina su un motorino perdere la visiera del casco. Facevo qualcosa e il risultato è che il ragazzino/ragazzina, che era tornato indietro, si trovava accusato di aver fatto qualcosa Continua a leggere →

problemi con la salute del corpo

Quando si hanno problemi con la salute del corpo la mente ordinaria si preoccupa e si agita pensando a come possa risolverli. Risultato: si è richiamati nel mondo umano e si esce dal samadhi. Su questo Sri Ramana ha dato un insegnamento diretto attraverso il suo stesso esempio. Aveva un corpo piuttosto malato: cancro alla spalla, male alle ginocchia, dolori allo stomaco. A volte cercava di partecipare a qualche lavoro per tenere il corpo in movimento e non peggiorarne la condizione, e protestava Continua a leggere →

puoi parlarmi dell’abbandono?

Allieva: — Ti chiedo se puoi parlarmi dell’abbandono. È lasciare andare ogni cosa si presenta al momento, non trattenerla? Marco: - L’abbandono completo è sinonimo di Realizzazione. È lasciare andare ogni cosa si presenta, il momento in cui si presenta, e lasciare andare colui a cui si presenta. È lasciare andare chi pensa di poter scegliere tra lasciare andare o trattenere. È lasciare andare tutto finché non resta niente, e poi lasciare andare anche questo ‘niente’. È abbandonare Continua a leggere →

dove si fermano i pensieri…

Cosa c’è quando non ci sono pensieri? Una mente vuota e silenziosa? Hum… è una cosa piuttosto morticina… Se provate un po’, passata la mente morticina, che c’è? Prova e riprova, con un po’ di pazienza si può vedere che, passata la mente morticina, c’è la radiosa unica Realtà vivente. Che si può esperire ma non definire perché lì non ci sono pensieri: sarebbe come voler mostrare il cielo senza nubi attraverso le nuvole. Quando l’increspatura del lago si ferma, vedi il Continua a leggere →

abbandono

— Ho perso l’abitudine a stare nella mente, non dialoghiamo più... A volte percepisco la sua voce bassa in sottofondo, altre volte nemmeno quella. Mi sembra di agire senza agente, non trovo più la torre di controllo. Non fa differenza se insegno o pratico da sola [lo hata yoga], è un accadere spontaneo di movimento e respiro nella consapevolezza, è Shakti che danza nel silenzio di Shiva. Se chiudo gli occhi e ascolto, vedo che le sensazioni non hanno qualità né etichette... c’è Continua a leggere →

abbandono

Significa non resistere e non forzare. L’abbandono è sinonimo stesso di realizzazione, cioè essere quel che si è, dimorare nel Sé. Questo significa che se avete una struttura che resiste tanto, soffrirete tanto. Si resiste molto quando abbiamo un cattivo giudizio di noi stessi: non valgo, non sono capace, ho commesso molto errori… Dato che la realizzazione è essere se stessi, se ce l’avete con voi la cosa si mette assai male. Dovete rivedere questo approccio, dovete considerare di volervi Continua a leggere →

chi muore mentre è in vita, non muore quando muore

— Quel Vuoto arido, angosciante e doloroso è una tappa tipica di chi sta per realizzarsi. Non devi far niente! Devi solo continuare a stare lì fin quando lui, il Vuoto, si rivelerà come il Sé splendente pieno d’amore beatitudine e libertà. Non aggiungo altro. Tienimi aggiornato. — Rispetto al Vuoto, quando si manifesta non ho nessuna voglia di fare niente, quindi non c'è problema. Stare nella vita di tutti i giorni cercando di non distruggerla, quello mi dà più problemi, perché Continua a leggere →

la realizzazione è abbandono-devozione

La realizzazione è uno stato di abbandono-devozione. Si parla spesso di abbandono al Divino, ma non si dice che quando è maturo e non ha più bisogno di sforzo, disciplina l’abbandono coincide con la devozione. È uno stato in cui uno sente: va tutto bene, tutto è perfetto, tutto è Dio… Non c’è molto da pensare in tale stato, e non c’è lavoro per l’ego. Per quanto riguarda me, ho visto che solo quando il dolore fisico è forte la mante si riattiva e cerca ogni soluzione per uscire Continua a leggere →