il nulla e la corda che tiene legato il secchio caduto nel pozzo

Su uno dei testi dedicati a Nisargadatta vi è un passo interessante. Una giovane racconta di aver preso parte a un ritiro spirituale ed aver scoperto che ‘Non Esiste Nulla’. “Sì” dice Nisargadatta, “E allora?”. “Cosa devo fare adesso?”. “Hai scoperto che non esiste nulla, ma ci sei ancora tu”, conclude Nisargadatta. Non voglio mettermi a confronto con Nisargadatta, non ne sono degno, ma io non avrei risposto così. Avrei detto: “Hai scoperto che non esiste nulla, ma non Continua a leggere →

molti aspirante, una volta trovato il Sé, non sanno come procedere

Molti si impegnano nella ricerca del Sé, trovano il Sé e poi non sanno come procedere. Poiché aver trovato il Sé non significa ancora la realizzazione – cioè essere stabili nel Sé –, ma si entra ed esce, l’aspirante continua a fare la medesima pratica che l’ha portato alla scoperta del Sé. Ma quella conterrà dello sforzo e quindi manterrà la mente attiva, mentre ora la meta da conquistare è rendere la mente inattiva. Cosa bisogna fare una volta scoperto il Sé è racchiuso Continua a leggere →

il sonno desto prelude il nirvikalpa

Si dice che il sonno desto sia un mezzo samadhi, ma in verità non ha niente a che fare col savikalpa samadhi. Quest’ultimo, includendo l’esperienza del mondo, è più vicino allo stato di veglia e di sogno, anche se si tratta di uno stato non duale. Il sonno desto invece è un’anticipazione del nirvikalpa samadhi. Nel sonno desto viene meno, in una certa misura, il contatto con la realtà relativa. Essa però non viene sostituita dall’esperienza del savikalpa, ma da una più intensa introversione Continua a leggere →

il sonno desto spinge verso il nirvikalpa

È dalla mattina che mi sento introversa e nell’amore. Interiormente si esplica un pianto di commozione. Sono nello stato di sonno desto, nella beatitudine. Seguendo l’ispirazione scrivo su un foglio queste frasi: “Non c’è attaccamento verso ciò che mi circonda ma mi riconosco come sua Essenza. Sono un unico fluire con ciò che c’è come il filo che intrecciato crea il tessuto. La quiete Sono Io, la beatitudine Sono Io, l’essere che sono Sono Io. Ogni altra spiegazione è superficiale”. La Continua a leggere →

mezzo-pratyahara

Il sonno desto può dirsi anche mezzo-pratyahara (il ritiro dell’energia dagli organi di senso). Nel pratyahara completo i sensi smettono di operare. Nel sono desto funzionano ancora ma la coscienza è ritirata, come quando si è fortemente assonnati. La differenza è che quando si è assonnati la coscienza tende a scivolare nell’inconsapevolezza, mentre nel sonno desto la coscienza IO SONO (universale e impersonale) rimane ancora più desta. Continua a leggere →

una porta aperta sulla beatitudine infinita

L’unico motivo per cui ho parlato di sonno desto è perché il sapere che lo si incontrerà nel corso della sadhana fa sì che l’aspirante ne noti i segni non appena appare; in più, sapendo che si tratta di un progresso, è già ben predisposto ad accettarlo e ad abbandonarvisi. Se invece non ne sa niente, impiegherà tempo a notarlo e opporrà resistenza ritenendo di non riuscire a mantenere la concentrazione. L’unico motivo per cui né ho parlato è questo, perché tutto quello che c’è Continua a leggere →

dialoghi col sangha

— Sto sperimentando come la personalità sia un insieme di memorie che agiscono indipendentemente dalla volontà. — La benzina che fa agire in automatico quelle memorie è la carica emozionale inconscia rimasta sospesa. Se quella carica è più forte di quanto il distacco conquistato dalla coscienza possa confrontare, quando essa riappare subliminalmente – sia che abbia il segno dell’avversione o dell’attaccamento – l’individuo diventa un meccanismo stimolo-risposta. — Dalla Continua a leggere →

se non raggiungete il sonno desto, vuol dire che non avete ancora l’introversione

L’introversione porta al sonno consapevole (sonno desto, jagrat sushupti). Il sonno desto è riposare nella consapevolezza della consapevolezza. La consapevolezza si fonde nella consapevolezza e si ha il samadhi. Se non raggiungete il sonno desto, vuol dire che non avete ancora l’introversione.

sogni, sonno e dopomorte

“Il Sé è il testimone dell’esistenza negli stati di sonno, sogno e veglia. Questi tre stati appartengono all’ego” (Ramana Maharshi, dal Discorso 13) L’introversione fa sì che l’attenzione si sposti gradualmente dallo stato di veglia – il più duale e separativo – agli stati di sogno e sonno. Allora, a un certo punto, durante la veglia si comincia ad entrare in stati di ‘sonno desto’ sempre più frequenti e prolungati. Ciò è indice di sempre maggiore distacco dal mondo Continua a leggere →