samadhi 1

Nell’esperienza del samadhi sei totalmente perfetto, in pace e felice. Ma quando comprendi che la Felicità è la tua vera natura, realizzi che sei tu stesso il soggetto del samadhi. Con tale comprensione scompare il desiderio per il samadhi, e anche se il samadhi potrebbe ancora sopraggiungere occasionalmente come una cosa normale, non sarai più così attratto dalla samadhi. Continua a leggere →

osserva lo stato d’animo in cui sei

Per stato d’animo si intende l’aspetto emozionale. Ad esempio voi potreste essere in uno stato d’animo di dubbio. Non vi metterete ad analizzare il dubbio: “Di che si tratta? Come potrei risolverlo? Cosa dovrei fare?”… Questo è l’aspetto mentale, e se fate in questo vi coinvolgerete con la mente. Perciò non mentalizzate. Osservate lo stato d’animo di dubbio, ossia l’aspetto emozionale nel suo complesso. Dunque, invece di seguire i vostri pensieri, mantenetevi aperti e osservate Continua a leggere →

una domanda sul post ‘la stima’

Una domanda sul post ‘la stima’: — Aspetta aspetta... Ci rifletto, questo si chiama discernimento. Aspetta... — Carissima, mi rivolgi delle bellissime domande che riflettono la tua capacità di autoindagine e il tuo interesse per la Verità. Proprio perché sono di grande interesse richiedono una risposta ampia. Nella via diretta l’aspirante è condotto da subito all’esperienza diretta, non-duale, della propria vera natura divina. L’esperienza diretta è sempre completa, ma Continua a leggere →

conoscete l’indirizzo di Dio?

Io lo conosco: È L’AMORE PER GLI ALTRI! Se avete solo un piccolo contenzioso aperto con qualcuno non riuscirete a entrare nello stato unitivo, il samadhi, che è la vostra vera natura. Io però qui parlo solo dell’aspetto interiore! Quello esteriore è piuttosto bizzarro… Potreste anche trovarvi nella circostanza di dover uccidere il corpo di qualcuno. Io ho un amico poliziotto; non gliel’auguro, ma nel suo lavoro potrebbe trovarsi coinvolto in un conflitto a fuoco e dover sparare Continua a leggere →

gettare la pietra nello stagno

È un’espressione zen. Lo stagno con la superficie immobile che riflette il cielo è la mente di chi pratica lo Zazen. Ma allora perché gettare una pietra e increspare la superficie? Per fare uscire quelle parti di mente – e di identificazione – che sono rimaste nascoste e che vanno invece integrate al fine di conseguire la Liberazione. Vi racconto – per chi non conosce ancora la storia – la pietra nello stagno che sperimentò Philip Kapleau. Era un anno che praticava Zazen in un Continua a leggere →

l’immediato satori

Giorgio è tra gli allievi che mi hanno più ascolto. Ho detto loro che partecipare a Ritiri di Autoindagine in modo intensivo (almeno uno ogni due mesi) avrebbe accelerato indicibilmente i processi di disidentificazione che portano allo Stato Unitivo stabile – più che accelerazioni si tratta di veri e propri sfondamenti! Giorgio ha partecipato a 5 Ritiri a breve distanza l’uno dall’altro e come risultato adesso sta avendo dei satori immediati (esperienze dirette) anche al di fuori dalla mediazione Continua a leggere →

la sadhana dell‘inviare amore

Se fatta in diade, il partner che ascolta dà l’istruzione ‘Invia amore’. Il partner che medita l’accetta, chiude gli occhi, trova un oggetto: tutto l’universo manifesto, una persona ecc., e invia amore; quando sente che il ciclo è concluso apre gli occhi e comunica al partner che ascolta ciò che è emerso dalla sua meditazione. Al gong si cambiano i ruoli. Se fatta individualmente il meditante fa lo stesso processo da solo, senza comunicazione. A quali oggetti inviare amore? A quelli Continua a leggere →