accettazione

F.T. — L’osservazione degli esseri umani è sempre diretta verso un oggetto e ciò non aiuta a divenire consapevoli di sé. Osservare l’osservatore rompe il gioco è porta all’autoconsapevolezza del Sé... Ma essere autoconsapevoli non vuol dire essere liberi. Come abbandonare il gioco egoico delle forme e della separazione? L’accettazione e l’attenta osservazione sono lo strumento per non alimentarlo. Quando l’accettazione è vera, accetta anche di non accettare. — Veramente profondo! Continua a leggere →

trascendenza e immanenza si completano reciprocamente

La trascendenza del Testimone è molto allettante se si vivono conflitti nel mondo, e un sadhaka determinato che abbia superato la fase iniziale dell’autoindagine, può decidere di intraprendere la via del Testimone. Egli però arriverà fino a un certo punto della trascendenza del Testimone. Più in là sarà bloccato da un’algidità insostenibile. Perché? Perché quel sadhaka è scappato nel testimone per sfuggire ai conflitti con la vita, ma anche se il testimone ha portato inizialmente Continua a leggere →

il lavoro su una subpersonalità paranoide # 2

— Lui c’è ancora? [vedi foto in basso] — C’è più l’altro, lui è tacitato. Ma pure l’altro rompe: soffre, ha aspettative... Oggi ho deciso di rompere con tutto il modo in cui ho vissuto. Voglio tacitare la mente, essere colui che testimonia, che vede tutto in modo fresco, nuovo. Se c’è sofferenza, va bene, se c’è gioia va bene. In entrambi i casi la voglio sentire. Sono stufissimo di dire ogni anno che passa che non ho ancora realizzato e ritrovarmi le solite sofferenze con Continua a leggere →

l’importanza dell’assorbimento nel Sé

Ramana Gita Capitolo I - L’importanza dell’assorbimento nel Sé Nella stagione fredda, il 29 dicembre dell’anno 1913 del calendario cristiano, mentre tutti i discepoli sedevano attorno a Bhagavan con mente raccolta, io posi delle domande a lui, Ramana Maharshi, per avere risposte certe e conclusive. ● Per ottenere la liberazione è sufficiente la discriminazione tra il Vero e l'Irreale, o sono necessarie anche altre pratiche? ● Per i ricercatori della verità, lo studio critico Continua a leggere →

paradiso e inferno

Fin quando preferiamo il Paradiso, siamo ancora completamente immersi nella mente, in Maya, nel balletto degli opposti. L’Ananda che promette la spiritualità deriva dall’essere eterni e immutabili, prima degli opposti. L’essere prima degli opposti viene detto equanimità, che nel buddhismo si chiama nirvana. Un’interpretazione etimologica della parola nirvana la fa derivare da nirvi-prana, cioè senza oscillazioni, senza altalenare di opposti. Tale significato l’associa al celebre aforisma Continua a leggere →

meditazione e sofferenza

Sergio: — Cosa ne pensate di questo video? G.: — Io credo che il vero insegnamento avvenga quando si riesce a dimorare nel Sé. Secondo la mia piccola esperienza nel Sé la sofferenza scompare ed avviene una trasmissione profonda. Credo che la sofferenza sia lo scoglio da superare per riuscire a dimorare nel Sé. Sergio: — La tua visione è la trappola che mi ha imprigionato per molto tempo: poiché nell’esperienza diretta è tutto perfetto, io ricerco solo l’esperienza diretta, Continua a leggere →