un solo Dio ma realizzazioni diverse?

Ieri ho colloquiato con un praticante che è un grande appassionato del testimone.  Mi ha scritto: “L’unica cosa che conta è isolare il senso dell’io e guardarlo. Di conseguenza emerge il testimone che è sempre stato lì. Che uno stia pregando il Signore o facendo sesso (ha usato un’espressione più colorita) in un orgia o ammazzando qualcuno, Il testimone se ne frega”. Sollecitato da me, ha poi espresso biasimo verso gli Avatar che avrebbero fatto danno con il loro buonismo e con Continua a leggere →

lo stato causale

— Non abbandonare l’Amore. Riesci a sentire che tutta la manifestazione è Dio, Amore di Dio? — Da quando ci siamo sentiti c’è stata qualche esplosione, come se dei tappi fossero saltati, mi sono reso conto che la tecnica del mandare amore a lungo è molto utile prima della meditazione e della concentrazione sull’ ‘io sono’. Aiuta ad avere un’esperienza intensa... — Continua ad affiancare il ‘trasformare in amore’ alla pratica di jnana. Considera che il buddismo puro Continua a leggere →

nirvana

Non c’è nessuna differenza tra nirvana e sahaja samadhi, altrimenti vi sarebbero due tipi di realizzazione e due tipi di Sé o di Assoluto. Il Nirvana è il sonno profondo senza incoscienza. Ecco… Ora guardate la vostra identità. Quanta azione e divenire vi ritrovate? Considerate che se volete la realizzazione, interiormente dovete essere il sonno profondo consapevole ed esteriormente la vostra forma compie, nel silenzio della mente, quel che c’è da fare. Non è la cosa più facile del Continua a leggere →

su samadhi e dintorni

— Non capisco quando dici che il Saggio è oltre al samadhi; anche quando parli di Ramana e dici che lui è sempre stato lo stesso. — Io ti sconsiglio di avere come obbiettivo il samadhi – non ho mai visto nessun testo spirituale che lo dica. Abbi come obbiettivo l’essere il Sé. In questo modo tutti i samadhi di livello inferiore transiteranno senza che tu li identifichi con la Liberazione. Ramana e Atmananda danno alla parola samadhi due significati diversi. Lo vedremo nel corso della Continua a leggere →

l’importanza dell’assorbimento nel Sé

Ramana Gita Capitolo I - L’importanza dell’assorbimento nel Sé Nella stagione fredda, il 29 dicembre dell’anno 1913 del calendario cristiano, mentre tutti i discepoli sedevano attorno a Bhagavan con mente raccolta, io posi delle domande a lui, Ramana Maharshi, per avere risposte certe e conclusive. ● Per ottenere la liberazione è sufficiente la discriminazione tra il Vero e l'Irreale, o sono necessarie anche altre pratiche? ● Per i ricercatori della verità, lo studio critico Continua a leggere →

paradiso e inferno

Fin quando preferiamo il Paradiso, siamo ancora completamente immersi nella mente, in Maya, nel balletto degli opposti. L’Ananda che promette la spiritualità deriva dall’essere eterni e immutabili, prima degli opposti. L’essere prima degli opposti viene detto equanimità, che nel buddhismo si chiama nirvana. Un’interpretazione etimologica della parola nirvana la fa derivare da nirvi-prana, cioè senza oscillazioni, senza altalenare di opposti. Tale significato l’associa al celebre aforisma Continua a leggere →

Gli Stadi della Meditazione Vipassana

16 STADI Conoscenza della distinzione tra stati mentali e fisici (namarupa pariccheda nana). Conoscenza della relazione di causa-effetto tra stati mentali e fisici (paccaya pariggaha nana). Conoscenza dei processi mentali e fisici sono impermanenti, insoddisfacenti e non sono il Sé (sammasana nana). Conoscenza del sorgere e tramontare di tutti i fenomeni (udayabbaya nana). Conoscenza della consapevolezza della dissoluzione delle formazioni (bhanga nana). Conoscenza della natura Continua a leggere →

io sono l’umanità!

Apprezzo il libro di Ranjit Maharaj, ‘Illusione versus Realtà’, per il potere di scardinare l’illusione. Ma illusione di che cosa? Illusione della dualità, della molteplicità apparente del mondo fenomenico. Ma quando questa illusione è stata scardinata e si realizza che il mondo fenomenico non è altro che il Sé, non vi è più apparenza, o meglio, quello che appare è sempre e solo il Sé. A quel punto insistere nell’approccio negativo di neti-neti (non sono questo, non sono quello) Continua a leggere →

la purezza dell’insegnamento

Ho avuto con un aspirante un colloquio telefonico che voglio condividere con voi. Anzitutto quando io dico ‘stato stabile’ mi riferisco alla fase in cui l’aspirante può entrare nel samadhi a volontà. C’è ancora un ego, anche se molto sottile, e spesso l’aspirante crede di esser già liberato, mentre non ha ancora passato manonasa (la definitiva dissoluzione dell’ego senza possibilità che si riformi). Abbiamo poi parlato dell’integrazione delle impressioni. Nella fase nirvikalpa, Continua a leggere →