la meditazione sulla morte è meditazione di libertà

Michel de Montaigne: «Non ci è dato sapere dove la morte ci aspetti, aspettiamola ovunque. La meditazione sulla morte è meditazione di libertà. Chi ha imparato a morire ha disimparato a servire. Non c’è male alcuno nella vita per colui che ha capito che essere privati della vita non è un male. Il saper morire ci affranca da ogni sudditanza e da ogni vincolo». Commento di Sergio – Grande Montaigne, anima libera di grande autenticità e immediatezza. La via diretta pratica ‘la Coscienza Continua a leggere →

mirando l’assoluto

Ciò che gli esseri umani identificano come morte è la Pura Coscienza. In verità ciò che muore è tutto ciò che non è Pura Coscienza, cioè le sovrapposizioni, cioè la camicia di forza. Questo è Shiva, il senza forma, il mai nato, il cui canto è il silenzio, che è il suono della Pura Coscienza, dell’Increato. Una tale contemplazione della Pura Coscienza è discreazione dell’ignoranza, è il trionfo dello Spirito sull’umiliazione della condizione di identificazione con la materia. Continua a leggere →

nel punto dove si uniscono vita e morte

Marco: — Ciò che ‘è’, quando si lascia morire tutto, è il ‘senso di essere’ nella sua forma più pura.

Allieva: — È proprio bello quello che hai detto, più che bello lo sento Vero. Mi ha trasportata subito al Centro, all’Io Sono; mi ha fatto pensare che all’incontro della Vita con la Morte: lì, nel punto dove si uniscono, c’è qualcosa, ma non riesco a capire cosa.
Mi sfugge, ma quando qualcosa mi sfugge adesso tendo sempre a ricondurlo al Me, all’Io Sono.

non più morte

— Un sogno che mi ha lasciato un’impressione profonda… Mi trovo sulla parte alta di un’isola e guardo la costa sottostante assolata. Godo della bellezza e del fatto di essere lì, e desidero lasciarmi cadere nel vuoto. Mentre lo penso non ho il desiderio di morire, ma solo di cadere giù. Penso poi a ... che lo ha fatto (il partner che è deceduto defenestrandosi), però non c’è tristezza. — Un bellissimo sogno che non ha bisogno di interpretazioni. Dice che per te non c’è più Continua a leggere →

paura della morte

Dai Satsangha di Francis Lucille Partecipante: — Se la coscienza è senza paura, perché io ne ho così tanta? Lucille: — L’essere senza paura implica non avere paura della morte, e ciò si avviene quando realizziamo di essere ciò che non muore. Se davvero non abbiamo paura della morte, vuol dire che vediamo che tutta la paura psicologica è soltanto un parto della nostra immaginazione. In una situazione reale, però, la paura può essere necessaria, può essere la risposta adeguata a Continua a leggere →

chi muore mentre è in vita, non muore quando muore

— Quel Vuoto arido, angosciante e doloroso è una tappa tipica di chi sta per realizzarsi. Non devi far niente! Devi solo continuare a stare lì fin quando lui, il Vuoto, si rivelerà come il Sé splendente pieno d’amore beatitudine e libertà. Non aggiungo altro. Tienimi aggiornato. — Rispetto al Vuoto, quando si manifesta non ho nessuna voglia di fare niente, quindi non c'è problema. Stare nella vita di tutti i giorni cercando di non distruggerla, quello mi dà più problemi, perché Continua a leggere →

la paura della morte

Dai Satsangha di Francis Lucille Lucille: — Tutta la sofferenza si basa sull’idea che la morte sia qualcosa di male. Che ne siamo consapevoli o meno, la sofferenza ha a che vedere con la paura della morte. La gente è pronta a sopportare una grande quantità di dolore fisico piuttosto che morire. La credenza di essere soggetti alla morte è la causa della sofferenza; questa sofferenza ci impedisce di vivere veramente offrendoci una vita basata sulla falsa convinzione di essere mortali. Tale Continua a leggere →

una preparazione maggiore

A un certo punto l’aspirante comincia ad avere delle esperienze dirette, dei samadhi temporanei. Proseguendo egli si sente sempre meno separato da tutto il resto e quindi sta meglio: è più gioioso, amorevole… Ma questo stadio non implica un grande distacco dall’essere un ‘essere umano’, cioè dal corpo-mente. Spesso quelle esperienza dirette avvengono mentre c’è la percezione del mondo con cui ci si sente UNO, perciò vengono chiamati ‘samadhi esterni’. Per essere preparati Continua a leggere →

LA MORTE LA MORTE… Meditazione Guidata

Mi è venuta in mente una meditazione guidata che si potrebbe fare al Ritiro, la sera, al posto del cerchio. Avete mai visto l’esperimento di congelare un pesce e poi lo rimettono in acqua e lui riprende vita? È un fenomeno che succede anche in natura. A noi non interessa che riprenda vita, a noi interessa il processo del congelamento e del rimanere senza corpi. Più o meno la guida dovrebbe essere così: • Immagina che il tuo cervello si stia congelando, con esso si congelano tutte Continua a leggere →

spero di condurvi qui

Il distacco dal corpo fisico, non è approccio ideologico… un abbracciare un punto di vista filosofico. Voi cominciate a sentirvi un ente che osserva il mondo sottile, la vostra Presenze si stabilizza su quel piano, da lì osserva il mondo fisico anche durante lo stato di veglia, e il mondo fisico diventa il piano più lontano di tutti, quello che vi riguarda meno. Poi gradualmente questa Presenza diventa il Silenzio autoconsapevole che transita gli stati di veglia, sonno e sogno senza subire Continua a leggere →