ritiro di maggio – report 4

Questo aspirante, che entra facilmente nello stato unitivo (samadhi), ha cominciato a sperimentare la coscienza desta durante il sonno. ❖ ❖ ❖ “Come nel ritiro precedente, l’amore è stato al centro della pratica. A marzo con il koan ‘Ama ciò che appare nella coscienza’, questa volta con la pratica di Ho'oponopono. Il Maestro ha suggerito, a me e ad altri, di fare questa pratica per tutta la prima giornata di ritiro allo scopo di fare emergere emozioni bloccate, eventi non Continua a leggere →

ritiro di maggio – report

Ciao Caro Maestro, il Ritiro è iniziato con tutte le buone intenzioni, che però, nei primi giorni, si sono scontrate con la difficoltà nella comprensione di cosa dovevo cercare, quindi mi sono ritrovata ad essere “come l’asino presente ai botti di capodanno” , portandosi con sé tutti i dubbi e le frustrazioni del caso. Ma poi finalmente è arrivato l’ultimo giorno del ritiro e grazie alla tua amorevole Attenzione è cambiato il Koan ed il percorso è diventato finalmente più Continua a leggere →

Il Koan Ramdas

Ricordate la storia di Ramdas? Lui va in pellegrinaggio per vedere Dio ovunque e in ogni cosa, e alla fine realizza il nirvikalpa in una grotta di Arunachala. Per questo ho dato il suo nome al Koan: “VEDI DIO IN CIÒ CHE APPARE ALLA TUA COSCIENZA”. Il partner che medita riceve l’istruzione, chiude gli occhi e fa l’intento di veder Dio in ciò che appare alla sua coscienza. Terminato quel ciclo apre gli occhi e offre (comunica) al partner che ascolta il risultato della sua meditazione – Continua a leggere →

Hakuin Zenji

Hakuin Ekaku (anche Hakuin Zenji; 1686 –1769) è stato un monaco buddhista e maestro zen giapponese. Nato in una famiglia di samurai, all’età di sette anni Hakuin ebbe l’occasione di ascoltare un sermone in cui venivano descritte le pene dell'inferno a cui sarebbero stati condannati i malvagi. Fu un’esperienza profonda che turbò il giovane Hakuin. A quindici anni decise dunque, contro il volere dei suoi genitori, di farsi monaco ed entrò nel monastero Zen Rinzai Shoin-ji del suo Continua a leggere →

“senti che tutto ti ama”

È un altro koan importantissimo. Il partner che medita riceve l’istruzione, chiude gli occhi e fa l’atto di constatare che “tutto lo ama”. Naturalmente appariranno dei contenuti nella sua mente come conseguenza di tale atto e lui li comunica al partner che ascolta. Il koan apre direttamente il baule ove sono riposti tutti i problemi dell’aspirante: passati presenti e futuri! Con chi si scontra il jiva, l’anima individuale? Con prakriti, e prakriti è la vita, così come gli esseri Continua a leggere →

‘ama ciò che appare nella tua coscienza’ – il koan che non si esaurisce

I koan di norma si esauriscono: ‘Che cos’è il MU?’, ‘Qual è il tuo volto originario prima che tua madre nascesse?’… O i nostri koan: ‘Che cos’è la vita?’, ‘Che cos’è l’altro essere?’… Ma ‘Ama ciò che appare nella tua coscienza’ non si esaurisce! Praticandolo intensamente, come a un Ritiro, l’aspirante raggiunge il Sé. Una volta raggiunto il Sé ogni sadhana cessa: si rimane nello stato naturale, che è autofocalizzato senza sforzo. Perciò bene ha Continua a leggere →

chi ha sconfitto il fallimento ha già la vittoria

— Dopo i momenti magici è ritornata la purificazione. Durante la meditazione ho iniziato a sentire una sorta di sofferenza, un senso di mancanza. Ovviamente sono rimasto li, non ho censurato né cacciato questa sensazione. Hanno iniziato ad emergere immagini e ricordi di degrado... E così sia. — Purtroppo le identificazione, tranne in casi più unici che rari, non se ne vanno subito: vengono dissolte dalla pratica temporaneamente (manolaya), ma poi ritornano più volte prima di essere dissolte Continua a leggere →

il momento presente

— Maestro, probabilmente sto riuscendo a meditare grazie al koan che mi hai dato: “Stai nel momento presente”. Non c’è pensiero e iniziano ad emergere sensazioni che non sono sempre piacevoli, ma è assai gradevole nel complesso vedere queste energie che si manifestano. Quando poi si esaurisce l’energia gradevole o sgradevole di queste sensazioni, è ancora più bello. Invece il tentativo di interpretare quello che sta avvenendo porta al di fuori dal processo meditativo. Io non cerco Continua a leggere →

RITIRO LUNGO – REPORT 2

Nelle ultime diadi dell’ultimo giorno, quando meditavo andavo così in profondità che poi non ricordavo il koan del partner… Poi, come succede a te, è stato molto faticoso uscire dal silenzio di tre giorni e condividere i saluti: sarei scappata…

il sentire di essere separato

Bisogna lavorare molto al fine di eliminare il sentire di essere separati. Ecco dalla Grazia un koan meraviglioso che ci viene in aiuto: — COSA MANTIENE IL SENTIRE DI ESSERE SEPARATO? Nella meditazione diadica, ricevuta la domanda il partner che medita chiude gli occhi ed esamina se si sente separato o no. Se non si sente separato sarà pura consapevolezza senza oggetti che osserva se stessa o totalità delle forme unite della stessa sostanza costituente. Se si sente separato, noterà quei Continua a leggere →