tutto è indistintamente God Beautiful!

— Maestro, ieri ho sperimentato ancora il savikalpa samadhi. Stavo vedendo un vecchio video sullo smartphone e sono stato catapultato un una dimensione ricca di colori e stati interiori di beatitudine. Poi la mente ha collegato questa esperienza a vecchi vissuti e il samadhi si è interrotto, perché ho pensato che l’esperienza contenesse delle vasana da purificare. Devo ancora migliorare l’abbandono. C’è una dimensione infinita e stupenda nel Sé. — Amato, se vuoi realizzare il sahaja Continua a leggere →

l’evoluzione della relazione duale

L’evoluzione della relazione duale consiste nel tramutarsi in samadhi, lo stato unitivo. Il primo tipo di samadhi è il savikalpa, dove senti di essere Uno con ogni altra cosa nell’essenza, ma compare ancora l’apparenza della forma. Per esempio, guardo un albero e sento che io e l’albero siamo Uno. Poiché l’apparenza è mente, viene detto che nel savikalpa c’è ancora mente. Sri Patanjali negli ‘Aforismi sullo Yoga’ lo chiama sabija samadhi. In sanscrito ‘sa’ vuol dire ‘con’ Continua a leggere →

il nulla e la corda che tiene legato il secchio caduto nel pozzo

Su uno dei testi dedicati a Nisargadatta vi è un passo interessante. Una giovane racconta di aver preso parte a un ritiro spirituale ed aver scoperto che ‘Non Esiste Nulla’. “Sì” dice Nisargadatta, “E allora?”. “Cosa devo fare adesso?”. “Hai scoperto che non esiste nulla, ma ci sei ancora tu”, conclude Nisargadatta. Non voglio mettermi a confronto con Nisargadatta, non ne sono degno, ma io non avrei risposto così. Avrei detto: “Hai scoperto che non esiste nulla, ma non Continua a leggere →

lo stato di vacuità è stato il pomo della discordia di tutte le filosofie

Dice Sri Ramana Maharshi nel discorso 500: “Lo stato di vacuità è stato il pomo della discordia di tutte le filosofie”. Perché è così? Perché le parole ‘vuoto’ e ‘nulla’, usate quando si è vicini alla coscienza del Brahman, hanno un significato diverso dall’uso che se ne fa nel linguaggio comune. Nel linguaggio comune esse indicano mancanza, nella coscienza di Brahman indicano Purezza, vale a dire l’assenza di contenuti, di sovrapposizioni, di modificazioni mentali, Continua a leggere →

l’assolutamente determinante e fondamentale comprensione che è tutto nulla

— Questa notte non ho fatto sogni che ricordo. Come oramai accade di sovente, mi sono svegliata spesso. A volte la mente si mette subito in movimento, allora mi sposto consapevolmente nel testimone e ogni cosa si riassorbe. Mi sono sganciata dai contenuti emersi ieri, non ho alcuna emozione o sensazione, solo frammenti di sbiaditi ricordi. Rimango invece agganciata alla stessa indifferenziata coscienza che riluce negli stati di veglia, sonno e sonno profondo senza registrare alterazioni nei Continua a leggere →

Ramana Maharshi sul Buddha

“Buddha è stato ingiustamente accusato d’essere ateo perché negava l’esistenza di un sostrato. “È vero che il Sé è sia Tutto che Niente. In quanto materia è ogni forma, ma in quanto Sé Astratto – il Vuoto da cui scaturisce la materia – è il Nulla. “La materia è reale relativamente. È reale in senso limitato perché la sua origine è nella Realtà [ultima] stessa”. Continua a leggere →

la permanenza nel Sé

La permanenza nel Sé dipende da quanto tu sei disposto ad essere nulla. Più ti consideri qualcosa e meno riesci a stare nel Sé o addirittura a contattarlo. Poiché il Sé è veramente nulla, il vuoto, se appena appena sei qualcosa non ci entri Tu puoi leggere lo Yoga Vasistha e concordare col grande Rishi maestro di Rama che tutto il mondo fenomenico è nulla, ma nella misura in cui sei ancora qualcosa, in quella stessa misura avrai difficoltà a contattare o a permanere nel Sé. Mentre Continua a leggere →

si tramuta in soavità

Questo ‘Nulla’, ossia capire che tutto il film della vita del mondo è aria fritta, si tramuta in soavità. Soavità perché c’è pace rispetto a quel che può accadere nel mondo, e c’è la continua percezione dell’Unità, della Coesione di tutti gli esseri senzienti; non i corpi, non le menti, non i ruoli… quello che veramente sono: il Sé imperituro! Questo è amore e insegnamento implicito. Nessuno sforzo.

Il nulla ci concede tutto il tempo per amare

Il fatto che non c’è niente e non sta accadendo niente ci concede tutto il tempo per amare. Amare chi? Dio: come ‘Io Sono’, come molteplicità, come unicità, come manifesto e come immani fasto... Se l’amore non fosse insito nell’Assoluto, l’Assoluto non avrebbe mai potuto partorire il sogno della creazione. Quello è stato il primo concepimento, e per concepire bisogna amare. I falsi maestri che sostengono un nulla privo di senso e d’amore, incapaci di veder l’armonia del dharma, Continua a leggere →