1029. relazione tra la condizione di jiva e la vera natura

Il jiva [la persona] ha un samsara di nove aspetti: L’agente, il fare, l’azione Il fruitore o percettore, la fruizione o percezione, il fruito o percepito Il conoscitore, la conoscenza, il conosciuto. La condizione di jiva e la vera natura non si possono mai percepire l’un l’altra. Ma rimanendo nel jiva e accettando una piccola macchia che non è dannosa né importante per la Verità, puoi vedere la Realtà. Questo metodo è il ‘testimone’. [Notes on Spiritual Discourses of Continua a leggere →

1038. cosa vuole il jiva?

Il jiva [l’ego] è un’esperienza limitata che vuole avere un’esperienza limitata. Ma lo vuole per sempre, cioè vuole essere limitata e illimitata allo stesso tempo. In altre parole, vuole che la sua esperienza limitata sia illimitata. Ciò è contraddittorio ed impossibile finché si rimane un jiva (un essere limitato). Perciò, ciò che il jiva vuole veramente è diventare l’Esperienza stessa, che è illimitata ed è la tua vera natura. [Notes on Spiritual Discourses of Sri Atmananda] Continua a leggere →

118. il jiva

Un jiva [l’ego personale] nasce come risultato della falsa identificazione dell’Atma [il Sé] con il corpo, i sensi e la mente, o come risultato della sovrapposizione delle identità di agente e fruitore sull’Atma (Atma + il sentirsi l’agente = jiva). “Chi sovrappone l’agente sull’Atma?” è la domanda che di solito emerge in questa fase. Non è forse un agente colui che sovrappone se stesso? La domanda è appare subito assurda; sorge dalla falsa supposizione che possa esistere Continua a leggere →

come una montagna riflessa in uno specchio

Proprio come una montagna che si riflette in uno specchio viene vista come se fosse nello specchio, così il Jiva [la coscienza che crede di essere individuale] riflette gli oggetti e le attività esterne e presto comincia a pensare che essi siano tutti al suo interno e che egli è l’agente delle azioni e lo sperimentatore delle esperienze [mentre in verità è Pura Coscienza – n.d.c.]. Yoga Vasistha, Capitolo 3, “La Creazione” Continua a leggere →

la vita è un sogno #2

845. Nel corso delle sue istruzioni al discepolo, il Guru alzò due dita, intendendo con ciò la dualità di Brahman e Maya. Quindi, abbassando un dito, gli insegnò che quando Maya svanisce, NULLA DELL’UNIVERSO RIMANE. Solo l’Assoluto Brahman è. 846. Brahman, l’assoluto e incondizionato, viene realizzato solo nel Samadhi. Allora è tutto silenzio – tutti i discorsi sulla realtà e l’irrealtà di Jiva e Jagat [individuo e mondo], della conoscenza e dell’ignoranza, vengono messi a Continua a leggere →

lo spirito e la forma

Dell’esperienza avuta col mio ultimo sangha – che in pratica si è sciolto a ottobre dell’anno scorso – e da quella fatta in altri gruppi spirituali, ho visto che la gran maggioranza degli aspiranti spirituali è affetta da una gran povertà di vedute rispetto agli uomini, la vita e il mondo. Essi cominciano a praticare per paura, per sfuggire il dolore della vita, è questo rientra nell’ambito della psicologia. Praticando, ottengono esperienze spirituali interessanti, ciò nondimeno restano Continua a leggere →

l’amore per Dio nell’evoluzione spirituale

L’Amore per Dio nell’Evoluzione Spirituale 1. DUE FATTORI PER IL SUCCESSO NELLA SADHANA Il successo di qualsiasi sadhana si basa su due fattori fondamentali: • Fede incrollabile   e • Dare dare dare dare dare dare dare dare dare agli altri a. La fede incrollabile è: in Dio, che è il proprio vero Sé; nella realizzazione: la sicurezza e la determinazione di ottenere la realizzazione in questa vita; nell’insegnamento: la fiducia in quel che dicono i Maestri; e nella Continua a leggere →

“senti che tutto ti ama”

È un altro koan importantissimo. Il partner che medita riceve l’istruzione, chiude gli occhi e fa l’atto di constatare che “tutto lo ama”. Naturalmente appariranno dei contenuti nella sua mente come conseguenza di tale atto e lui li comunica al partner che ascolta. Il koan apre direttamente il baule ove sono riposti tutti i problemi dell’aspirante: passati presenti e futuri! Con chi si scontra il jiva, l’anima individuale? Con prakriti, e prakriti è la vita, così come gli esseri Continua a leggere →

quattro livelli di liberati

Se ritenessimo che non appena varcate le porte di manonasa ogni liberato fosse ugualmente perfetto, ciò vorrebbe dire che un secondo dopo la liberazione sarebbe sostanzialmente uguale a Buddha, Gesù e gli altri grandi Avatara che la terra ha conosciuto. È evidente che non è così. Le scritture classificano 4 livelli di liberati: il Brahmavidvarishta, il Brahmavid-Vareeyaan, il Brahmavidvara e il Brahmavid. Di questi solo il Brahmavidvarishta è un Maestro Perfetto. Egli ha estinto ogni Continua a leggere →

dovete profondamente capire che siete sempre presenti!

— Trovo che nella coscienza manchi un contenuto di cui non so dire nulla; possono solo testimoniarne l’assenza, senza però averne mai testimoniato la presenza. — Secondo la mia esperienza, che non si può dire conclusiva, è come quando sfochi la vista e guardi nel vuoto: non si può dire che vedi e non si può nemmeno dire che non vedi, è come uno stato della vista in standby. Riguardo a turiyatita io credo che la migliori definizione la diede Rajiv: non si può dire che vi sia coscienza Continua a leggere →