come avviene che dall’ego si passa alla non-mente?

Per la grande simpatia (in senso etimologico) che ho con te vorrei condividere la mia opinione. Ciò non implica alcun impegno da parte tua di far qualcosa con ciò che ti dico o di entrare in una particolare relazione con me. Come avviene che dall’ego e dalla mente si passi alla non-mente? Vi sono dei passaggi: 1. L’aspirante attraverso la lettura dei testi sacri e le proprie stesse esperienze dirette che gli confermano gli insegnamenti che ha letto, comprende che il mondo è un’illusione, Continua a leggere →

da ‘io sono Sergio’ al sonno desto – il viaggio verso la liberazione

Tu non sei la persona che ha sfaccendato tutto il giorno. Sei senza tempo e situazione. L’immagine della persona che ha sfaccendato l’hai solo vista. Praticando, i momenti in cui ti rendi conto che non sei la persona che sta sfaccendando aumentano. Però il campo è vivo, e anche se è un sogno riflette il tuo aspetto creativo: l’aspetto creativo di Dio. E quando lo cogli senza identificazione è stupore, amore, bellezza… Poi la consapevolezza che sei il senza tempo e situazioni si dilata Continua a leggere →

l’osservatore

Essere l’osservatore, o stare nell’osservatore (quando siete duali), è quello che i Maestri Dzogchen chiamano Trek-Chod. Il Trek-Chod è la pratica per stabilizzare l’illuminazione. Essere l’osservatore è lo stato di liberazione, è lo stato naturale. Andando in profondità sentirete come tutti i blocchi del corpo (contrazioni che trattengono memorie/identificazioni) gradualmente si sciolgono. È la purificazione del corpo definitiva. Allora Shakti (beatitudine in movimento: creatività, Continua a leggere →

il cielo limpido di Shiva è sempre davanti agli occhi

Shiva (il cielo limpido) è sempre davanti ai nostri occhi. Non lo vediamo perché, a causa della nostra identificazione coi movimenti mentali (le nuvole), ci agganciamo ad essi dando loro risalto, forza e durata. Quando l’identificazione cessa, i movimenti mentali non sono più in grado di offuscare il cielo di Shiva, anzi tendono a quietarsi fino a raggiungere uno stabile silenzio interiore che io amo chiamare ‘il respiro del Sé’. Con l’espandersi, il silenzio e il distacco dalla mente Continua a leggere →

dopo che il Sonno Desto si è stabilizzato potente ottieni la liberazione in 1-3 anni

— Come avevi previsto, l’esperienza completamente diversa del Ritiro e del post Ritiro (rispetto ai precedenti Ritiri) doveva maturare. Nella pratica formale quando vado in profondità a volte mi accorgo di alcune ritenzioni naturali del respiro, sono brevi e frequenti. Poi senza sforzo piombo nel nulla: un nulla calmo, magnetico in cui poter affondare e morire. Niente spazio, tempo, corpo. È come se fossi in sonno profondo ma sono consapevole. Sono trasparente, sono vuoto nel vuoto. Prima Continua a leggere →

un’altra dimensione

PRATYAHARA Per contemplare bene il 3° Occhio l’energia deve ritirarsi dai sensi (pratyahara), almeno in una buona misura. Allora i pensieri si fermano e si apre la percezione interiore, la percezione sottile. È da questa nuova dimensione che si arriva a vedere la vostra vera natura. Dalle onde beta, quelle dello stato di veglia, è impossibile; potete avere delle esperienze dirette come mettere la testa nell’acqua per un istante e tirarla subito su, ve le ricordate, ma non rimane molta identificazione. Continua a leggere →

la manifestazione dev’essere riassorbita

Nel sonno desto non c’è mondo. Non vi ricordate che avete un corpo, di problemi di salute, che avete litigato con Gennarino… È come il sonno profondo senza sogni, ma siete consapevoli. C’è solo essere-consapevolezza, nient’altro, niente oggetti. Come relax è da 5 stelle, il top del sahaja samadhi! Ma quello che ho visto è che nella maggioranza dei casi non basta riportare l’attenzione sul soggetto percipiente – Chi vede questo? Chi percepisce quest’altro?... –, è necessario Continua a leggere →

una preparazione maggiore

A un certo punto l’aspirante comincia ad avere delle esperienze dirette, dei samadhi temporanei. Proseguendo egli si sente sempre meno separato da tutto il resto e quindi sta meglio: è più gioioso, amorevole… Ma questo stadio non implica un grande distacco dall’essere un ‘essere umano’, cioè dal corpo-mente. Spesso quelle esperienza dirette avvengono mentre c’è la percezione del mondo con cui ci si sente UNO, perciò vengono chiamati ‘samadhi esterni’. Per essere preparati Continua a leggere →

simile al sonno

— Un senso di estraneità un po’ a tutto si fa strada. — È un’ottima notizia! È bel po’ che ce l’hai, da tempo immemorabile, sicuramente da quando ti conosco. Ma non avevi una guida e ti sei trovato in difficoltà e hai concluso che fosse una disfunzione e ti sei impegnato con forza per avere le redini in mano. Ma in questo modo ti sei ritrovato nella prigione di sentirti l’agente. Lo stato naturale è simile al sonno sei in un continuo sonno desto vedi che la tua Continua a leggere →

la morte e la nostra vera natura

La nostra vera natura è ciò che gli umani chiamano morte. Per esprimerla nel linguaggio umano, è Vuoto-Pieno, Nulla, Silenzio. È totalmente staccata dalla mente. Quando siete là, vi rendete conto che tutto il film della mente è solo una coperta sovrapposta alla vera natura. Non c’è nessun collegamento tra la vera natura e il film della mente. La prima è pace assoluta, la seconda groviglio assoluto. Il Vuoto-Pieno è il Parabrahman, l’Assoluto. Nella discesa verso la manifestazione, Continua a leggere →