il conoscitore non è localizzato

Il Conoscitore, il Principio-Io, non è localizzato, è dappertutto. All’inizio l’aspirante lo cerca dentro se stesso (Who is in? Chi c’è dentro?) per i motivi che ho spiegato in “questo è me” e in più perché è abituato a considerare che l’Io è nel corpo. Ciò però crea un limite che lo destina ad avere al massimo delle esperienze dirette istantanee, perché viene immediatamente disturbato dall’esterno che è considerato non-sé. Quando capisce che il Principio-Io non è localizzato Continua a leggere →

questo è me

Una sadhana è assai ampia e complessa perché lungo il suo corso va a trasformare innumerevoli aspetti – fisici, energetici e mentali – dell’aspirante. Infatti, anche all’interno della medesima Via, ogni sadhana non può che essere unica e irripetibile. Proprio per questo i miei post quindi non hanno la pretesa di indicare una sadhana – cosa che può essere fatta solo all’interno della relazione continuativa tra maestro e allievo. Essi sono quasi sempre ispirati dalle domande che Continua a leggere →

un cambio di prospettiva

La liberazione è un cambio di prospettiva: dall’errore basico di ‘conoscere tramite la dualità soggetto-oggetto’, alla ‘Verità esperienziale, cioè conoscere tramite identità’. Ma poiché l’identità non è un mezzo ma è voi stessi, forse è più corretto dire ‘conoscere nell’identità’, il che significa ‘iti-iti’, ‘io sono ogni cosa’, o l’esperienza non duale delle pura Coscienza senza oggetti. La seconda prospettiva non è né un risultato né un’evoluzione Continua a leggere →

la miseria della spiritualità

C’è Attaccamento e Avversione? Se c’è Non Sei Realizzato! la miseria della spiritualità… Interessante è che malgrado la scuola di Nisargadatta e quella di Ramana arrivino a conclusioni diametralmente opposte, nessuno dei simpatizzanti dell’Advaita Vedanta pare rilevarlo. Questo vuol dire che non praticano e non sono neppure motivati a uno studio approfondito di quegli insegnamenti. La suola di Nisargadatta usa neti-neti (non sono questo, non sono quello) che rimarca una forte separazione Continua a leggere →

io sono l’umanità!

Apprezzo il libro di Ranjit Maharaj, ‘Illusione versus Realtà’, per il potere di scardinare l’illusione. Ma illusione di che cosa? Illusione della dualità, della molteplicità apparente del mondo fenomenico. Ma quando questa illusione è stata scardinata e si realizza che il mondo fenomenico non è altro che il Sé, non vi è più apparenza, o meglio, quello che appare è sempre e solo il Sé. A quel punto insistere nell’approccio negativo di neti-neti (non sono questo, non sono quello) Continua a leggere →

iti iti

— Amato, tutto è Dio. Questo non significa correr dietro a tutte le forme della manifestazione per coccolarle – le forme sono impure. Significa perdere la discriminazione, che significa: perdere la mente. Quando questo avviene l’io separato muore ed è sat-chit-ananda! Non sai come badare a te stesso, ma sat-chit-ananda è così forte che ti mantiene morto, così le cose si risolveranno in una maniera o nell’altro. Turiyatita albeggia spontaneo solo da questo piano; se appare prima Continua a leggere →