lo spirito e la forma

Dell’esperienza avuta col mio ultimo sangha – che in pratica si è sciolto a ottobre dell’anno scorso – e da quella fatta in altri gruppi spirituali, ho visto che la gran maggioranza degli aspiranti spirituali è affetta da una gran povertà di vedute rispetto agli uomini, la vita e il mondo. Essi cominciano a praticare per paura, per sfuggire il dolore della vita, è questo rientra nell’ambito della psicologia. Praticando, ottengono esperienze spirituali interessanti, ciò nondimeno restano Continua a leggere →

perché il metodo di ‘spingere l’amore verso Dio’?

In molte nobili tradizioni prima di introdurre l’allievo alla meditazione gli viene insegnato il Dharma (le regole etiche). Come ho già detto la crescita spirituale non avviene in modo bilanciato; alcune facoltà possono svilupparsi presto e altre ritardare a lungo. Ho visto molte volte aspiranti che lambivano lo stato stabile commettere azioni invereconde. D’altro canto l’indottrinamento del Dharma non funziona! Ho vissuto 3 anni in una comunità spirituale in cui il Sanatana Dharma era Continua a leggere →

il risveglio del maestro interiore

Da Annamalai Swami “I miei giorni con Bhagavan”: Una volta chiesi a Bhagavan: “Quali sono i versi più importanti del Kaivalya Navanitam?”. Gli mostrai la mia copia del libro ed egli scelse immediatamente i versi dodici e tredici dal capitolo uno:  “Guarda, figlio mio! Colui che ha dimenticato la sua vera natura nasce e muore alternativamente, continuando a girare nell’incessante ruota del tempo, come una piuma afferrata in un turbine di vento, fino a che realizza la vera natura Continua a leggere →