sugli assorbimenti e il sahaja samadhi

Quando iniziai l’autoindagine ero tormentato da indicazioni assai diverse date da grandi Maestri. Ad esempio, Ramakrishna dice che quando uno raggiunge il sahaja samadhi, dopo 21 giorni il suo corpo muore – il che implicitamente diceva che lui non l’avesse ancora raggiunto… Avrei voluto che qualcuno mi spiegasse quelle macroscopiche differenze, ma quel qualcuno non c’era. Me le ha spiegate Dio attraverso le esperienze spirituali che mi ha donato … Sri Ramakrishna dà il nome Continua a leggere →

uso l’ego per servire Dio

— Fin quando si ha un corpo che vive ne mondo c’è un ego. Ma come, pur vivendo l’UNO interiormente, si discrimina la differenziazione esteriore, allo stesso modo si può usare un ego, che chiamerei funzionale, rimanendo assisi in quel vuoto. Altrimenti saresti in trance senza poter far niente come forma e, dice Ramakrishna, dopo 21 giorni il corpo muore. Poonja diceva: “Uso l’ego per servire Dio”. Questo ego funzionale infatti è diverso dall’ego che vuole sostituirsi al vero Soggetto Continua a leggere →

con o senza Guru?

Ci sono quelli che credono che non sia necessario un maestro, e quelli che credono che sia indispensabile averne uno. Ho trovato un post di un gruppo di neo-advaita. Sapete?... quelli che dicono che siamo già illuminati e che non è necessario far niente. Era una citazione a firma di Swami Vivekananda. Diceva: “Devi crescere dall’interno verso l’esterno. Nessuno può insegnarti, renderti spirituale. non c'è maestro all’infuori della tua anima”. Un gioco discutibile prendere poche Continua a leggere →

Quattro livelli di jnani

Le scritture classificano quattro livelli di jnani (realizzati, illuminati): Brahmavidvarishta, Brahmavid-Vareeyaan, Brahmavidvara, Brahmavid. Il primo, il Brahmavidvarishta, non ha più vasana (tendenze, desideri, spinte). Egli manca persino della spinta alla sopravvivenza del corpo; così dev’essere risolutamente sollecitato a nutrirsi – almeno in certi periodi della propria vita – perché il suo corpo possa sopravvivere. Nessun moto o azione emerge da lui verso il mondo. Il suo assorbimento Continua a leggere →

Amare

Tutta la gioia di questo mondo deriva dal desiderare la gioia per gli altri. Tutto il dolore di questo mondo deriva dal desiderare la gioia per se stessi. Riflettete su questo principio. Se lo trovate soltanto romantico non avete ancora compreso. Riflettete e cercate di capire perché è così. Se non capite bene che è scientificamente proprio così (in senso spirituale), non praticherete la tecnica che sto per insegnarvi. La verità assoluta ha due aspetti: la Saggezza, che deriva dall’essere Continua a leggere →