un solo Dio ma realizzazioni diverse?

Ieri ho colloquiato con un praticante che è un grande appassionato del testimone.  Mi ha scritto: “L’unica cosa che conta è isolare il senso dell’io e guardarlo. Di conseguenza emerge il testimone che è sempre stato lì. Che uno stia pregando il Signore o facendo sesso (ha usato un’espressione più colorita) in un orgia o ammazzando qualcuno, Il testimone se ne frega”. Sollecitato da me, ha poi espresso biasimo verso gli Avatar che avrebbero fatto danno con il loro buonismo e con Continua a leggere →

su samadhi e dintorni

— Non capisco quando dici che il Saggio è oltre al samadhi; anche quando parli di Ramana e dici che lui è sempre stato lo stesso. — Io ti sconsiglio di avere come obbiettivo il samadhi – non ho mai visto nessun testo spirituale che lo dica. Abbi come obbiettivo l’essere il Sé. In questo modo tutti i samadhi di livello inferiore transiteranno senza che tu li identifichi con la Liberazione. Ramana e Atmananda danno alla parola samadhi due significati diversi. Lo vedremo nel corso della Continua a leggere →

il vero io

Quando l’aspirante tocca con l’attenzione il Vero IO, ci si sente come toccato al Cuore. ‘Essere toccati al Cuore’ è un modo di dire perché non si sa come dirlo meglio. Provo a spiegarlo: è Pura Identità, è il più Intimo e Vero, è tutto e l’unica cosa che c’è, è al di là della creazione. È Essere-Coscienza, e quando ti senti toccato e capisci che Quello sei tu, si apre un oceano di Beatitudine. Se invece non ti senti toccato nell’Identità (che è in Sushumna nadi), rimane Continua a leggere →

il principio-io

Il ‘Vero Io’ è non localizzato, non personale ma universale, non ha niente a che vedere col corpo, con la mente e col mondo (che è una proiezione della mente), è quindi l’Unica Realtà, non ha bisogni perché è pago di Sé stesso, ed è insieme Puro Essere e Pura Coscienza. Quando portate l’attenzione alla sensazione di ‘io’, nella vostra mente si forma immediatamente un’immagine di voi stessi. Questa immagine è il risultato dell’identificazione del Principio-Io, il vero voi, Continua a leggere →

turiyatita nella mia esperienza

Turiyatita non è altro che il risultato di un ulteriore sprofondamento in Sat-Chit-Ananda. L’abbandono al Divino diventa tale che in una frazione di secondo ci si rende conto che mantenere la conoscenza è uno sforzo e si abbandona anche quella. Ma non è incoscienza, piuttosto uno stato di oblio della conoscenza. Rajiv diceva che non si può dire che vi sia conoscenza e non si può dire che non vi sia, e io al momento mi ritrovo con le definizione di Rajiv. Io ho attinto un po’ da Sri Nisargadatta Continua a leggere →

iti iti

— Amato, tutto è Dio. Questo non significa correr dietro a tutte le forme della manifestazione per coccolarle – le forme sono impure. Significa perdere la discriminazione, che significa: perdere la mente. Quando questo avviene l’io separato muore ed è sat-chit-ananda! Non sai come badare a te stesso, ma sat-chit-ananda è così forte che ti mantiene morto, così le cose si risolveranno in una maniera o nell’altro. Turiyatita albeggia spontaneo solo da questo piano; se appare prima Continua a leggere →

la morte e la nostra vera natura

La nostra vera natura è ciò che gli umani chiamano morte. Per esprimerla nel linguaggio umano, è Vuoto-Pieno, Nulla, Silenzio. È totalmente staccata dalla mente. Quando siete là, vi rendete conto che tutto il film della mente è solo una coperta sovrapposta alla vera natura. Non c’è nessun collegamento tra la vera natura e il film della mente. La prima è pace assoluta, la seconda groviglio assoluto. Il Vuoto-Pieno è il Parabrahman, l’Assoluto. Nella discesa verso la manifestazione, Continua a leggere →

il risveglio del maestro interiore

Da Annamalai Swami “I miei giorni con Bhagavan”: Una volta chiesi a Bhagavan: “Quali sono i versi più importanti del Kaivalya Navanitam?”. Gli mostrai la mia copia del libro ed egli scelse immediatamente i versi dodici e tredici dal capitolo uno:  “Guarda, figlio mio! Colui che ha dimenticato la sua vera natura nasce e muore alternativamente, continuando a girare nell’incessante ruota del tempo, come una piuma afferrata in un turbine di vento, fino a che realizza la vera natura Continua a leggere →

Che cos’è la vita? – Satsanga online

Sergio: – Che cos’è la vita? A: La proiezione del film sullo schermo bianco Sergio: Non le immagini, la vita! A: – Una successione di immagini senza nessuno che la vive Sergio: – Immagini, nessuno che vive, sono immagini e nessuno che viva; tutto questo non è la vita. Che cos’è la vita? A: – Espressione del Sé. Sergio: – Non sto parlando di espressioni, immagini, movimenti, forma, film... Sto dicendo la Vita. Che cos’è la vita? A: – Non è una cosa, la Continua a leggere →

L’Autoindagine

L’autoindagine è il metodo più diretto, perché non si concentra su un oggetto ma porta l’attenzione direttamente al Soggetto percipiente, che è il Sé. Usando la metafora del proiettore, TU sei la luce (la coscienza pura senza forma), poi per varie ragioni questa luce passa attraverso i fotogrammi della pellicola (la mente fatta di concetti) e proietta delle forme di luce sullo schermo (il mondo, la vita). Perciò tu che sei Puro Essere, Pura Coscienza senza forma, adesso credi di essere Continua a leggere →