confusione tra amore e attaccamento

Lo sfondo immutabile cosciente – ciò che siamo veramente – dà credito alle forme e le situazioni che gli appaiono. Queste forme e situazioni in realtà hanno origine da movimenti che avvengono all’interno del soggetto stesso (lo sfondo cosciente immutabile) e si proiettano nel sogno del mondo come creazione oggettiva, esattamente come il film che nasce da piccoli fotogrammi all’interno del proiettore appare come una storia viva quando si proietta sullo schermo. Il soggetto quindi, per comprendere Continua a leggere →

come avviene che dall’ego si passa alla non-mente?

Per la grande simpatia (in senso etimologico) che ho con te vorrei condividere la mia opinione. Ciò non implica alcun impegno da parte tua di far qualcosa con ciò che ti dico o di entrare in una particolare relazione con me. Come avviene che dall’ego e dalla mente si passi alla non-mente? Vi sono dei passaggi: 1. L’aspirante attraverso la lettura dei testi sacri e le proprie stesse esperienze dirette che gli confermano gli insegnamenti che ha letto, comprende che il mondo è un’illusione, Continua a leggere →

attaccamento e avversione

Quando non avrete nessun attaccamento e nessuna avversione otterrete tutto: avrete la totalità dell’universo e sarà a vostra disposizione, perché è vostro, perché voi l’avete creato al principio di tutto [ricorda la frase “Dai tutto a Dio (cioè abbandona l’ego) e Dio ti darà tutto e di più].

Lester Levenson

distacco

Se correte dietro a questo e a quello, come potrete mantenere l’IOità (dimorare nel Sé) che è pace immobilità silenzio atemporalità…? La capacità di rimanere nell’IOità è in rapporto alla vostro distacco, al fatto che avete capito che la vita è un film e non vi siete attaccati. Lo si vede bene ai Ritiri di Autoindagine. Chiunque può parteciparvi, anche quelli che non hanno mai praticato; perciò alcuni sono aspiranti avanzati, ma la maggior parte no ed è ancora attaccata alla Continua a leggere →

abbandono

Bhagavan a un discepolo: — Non dovresti elaborare dei piani per ottenere qualcosa; ma ciò non significa non gioie di quanto viene spontaneamente. Discepolo: — Intendete che se qualcosa viene da sé, senza essere stata pianificata o cercata, allora potrò gioire senza temere delle conseguenze negative? Bhagavan: — No, non è così; ogni azione ha delle conseguenze. Se qualcosa viene da sola a causa del prarabdha (il karma che si manifesta nel momento presente), non ci si può far niente. Continua a leggere →

la causa della sofferenza

Anni, fa durante la lezione, un Lama ci chiese quale fosse secondo noi la causa della sofferenza. Io prontamente risposi: “l’impermanenza!”. “No!” fu il suo commento, ma io non capii dove fosse l’errore. Poi ha continuato spiegando l’attaccamento e l’avversione come causa dell’ego e quindi della sofferenza. Compresi quei concetti solo intellettualmente e restai insoddisfatto. Anche quando provai ad applicare quell’insegnamento non ebbi alcun successo, poiché in realtà Continua a leggere →

l’IO non si muove e non agisce

Una volta Anna mi disse di essere stata in attività tutto il giorno e di avere avuto la sensazione di non essersi mai mossa. Da Ramana Maharshi, Sii Ciò che Sei: D: È necessaria la solitudine per praticare l’autoindagine? R: C’è solitudine ovunque. L’individuo è sempre solitario, è suo compito scoprire la solitudine all’interno, non cercarla all’esterno. La solitudine è nella mente dell’uomo. Si può essere nella mischia del mondo e tuttavia mantenere la serenità di Continua a leggere →

se vuoi la liberazione

Dopo aver avuto un ‘risveglio’, cioè dopo aver conosciuto la bellezza del Divino, se vuoi la Liberazione devi impegnarti a questa austerità (tapas): DEVI ABBANDONARE GLI ATTACCAMENTI! Dev’essere una disciplina, un impegno costante a rinunciare ad ogni attaccamento che appare. Non essere violento con te stesso. Si tratta di autoindagine, il lavoro è soprattutto quello di divenire consapevole che è ciò che dovete fare. Non appena tale consapevolezza diviene matura, in quella misura Continua a leggere →

attaccamento e avversione

— È bello che tu possa dimorare nel Sé, ma per essere stabili devi sottoporre a osservazione priva di giudizio gli oggetti del mondo interiore e di quello esteriore verso cui provi resistenza o attaccamento, fino a che la carica non si scioglie. Quando cadi nel Sé, stai lì. Quando si presentano attaccamento e avversione metti quegli oggetti sotto osservazione. Per alcuni ci può volere parecchio tempo, ma è il biglietto per la Liberazione. A un certo punto, raggiunta una massa critica, Continua a leggere →