Sergio Cipollaro

Informazioni su Sergio Cipollaro

Possa il vostro desiderio di liberazione spirituale essere esaudito!

la confusione sul samadhi

La confusione sul samadhi deriva dal fatto che lo stesso termine indica due cose diverse: 1) delle esperienze parziali e temporanee che vanno e vengono e che hanno vari nomi secondo le loro caratteristiche; 2) TU. Il samadhi sei TU. Sei TU il vero samadhi perenne e imperituro. TU sei l’unica Realtà. Questo è il vero stato unitivo.

accettare tutto

Ho cercato di dire che quella del samadhi è una fissa, un falso obbiettivo; che anche il samadhi come esperienza specifica è uno stato: arriva e se ne va. Ma subito levate di scudi. “Ma Patanjali dice…” ecc. Quando vedi che tutto quello che attribuivi a te: corpo, carattere, attributi, vizi, virtù, azioni, decisioni, pensieri, memorie, passato presente e futuro ecc. sono tutti processi automatici di causa-effetto, e sono illusori, e che Tu non c’entri niente, sei la sola Realtà, l’origine Continua a leggere →

accettazione 2

F.T. — Condivido ancora. Non va via l’ego, non c’è più chi lo vedeva. Con questo non si vuol dire che rimane un ego non visto. C’è ciò che c’è. Sergio — Capisco. L’ego è una funzione. Poonja diceva “Uso in mio ego per servire Dio”. Quel che viene meno e l’identità con l’ego. Accettare tutto è stato fondamentale. F.T. — È accaduto. Energia che in un certo qual modo era contratta [si riferisce al sentire, percepire un ego] si è rilassata perdendo così un apparente Continua a leggere →

samadhi e paura di morire

“Caro Sergio, stanotte ho avuto un incubo che mi ha lasciato una profonda angoscia. Ero imprigionato in una chiesa sotterranea con crocifisso, dove una comunità con a capo il personaggio di un telefilm che a volte vedo con mia moglie torturava ed uccideva delle persone ebbro di estasi omicida. A un cero punto toccava a me e veniva una persona a cercare inutilmente di salvarmi, poi mi sono svegliato”. "Facciamo delle associazioni libere. Staccati dalla memoria del sogno. Sei qui, rilassato?”. Continua a leggere →

accettazione

F.T. — L’osservazione degli esseri umani è sempre diretta verso un oggetto e ciò non aiuta a divenire consapevoli di sé. Osservare l’osservatore rompe il gioco è porta all’autoconsapevolezza del Sé... Ma essere autoconsapevoli non vuol dire essere liberi. Come abbandonare il gioco egoico delle forme e della separazione? L’accettazione e l’attenta osservazione sono lo strumento per non alimentarlo. Quando l’accettazione è vera, accetta anche di non accettare. — Veramente profondo! Continua a leggere →

la definitiva accettazione di essere Quello

Abbiamo detto che la Realizzazione è la comprensione che sei Quello. È importante capire questo, se no entri nel trip di aspettare sempre l’esperienza giusta in cui rimarrai ‘sotto la botta impressionato’ Ora però va detto che anche quando comprendi che sei Quello, deve seguire poi la DEFINITIVA ACCETTAZIONE AD ESSERE QUELLO. Altrimenti una volta sei Quello e l’altra volta, poiché sei abituato così, sei la persona. Ciò apre interessanti prospettive di sadhana, e cioè Continua a leggere →

il mondo, la vita… che fare?

Da un lato bisogna capire che sono fate morgane e quindi non ricercare appagamento da loro; dall’altro sono il sogno del Sé, e Sé essi stessi. Perciò va stabilita una corresponsione d’amorosi sensi con loro – sono parti tue –, e tale corresponsione prepara il samadhi. D’altronde, come poter non amare la vita? Ti sei dimenticato, ma quella creazione, quel sogno, è stata l’espressione pura del tuo amore. Da dov’altro potrebbe scaturire una creazione se non da un sogno d’amore? Continua a leggere →

le tecniche con forzo e la contemplazione abbandonica

Le tecniche che richiedono molto sforzo di concentrazione, come quella dell’Intensivo di Illuminazione, sono utili all’inizio della sadhana. In quella fase l’aspirante non sa chi è e si ritrova con una mente piena di spinte con cui è identificato. L’Intensivo di Illuminazione gli permette di avere una conoscenza diretta di chi veramente è lui e vedere poco alla volta come realmente è l’universo fenomenico: i numerini verdi di Matrix, per dirla con una metafora. Ma bisogna essere consapevoli Continua a leggere →

sono cattivo/a, non vado bene

Una subpersonalità paranoide è sospettosa, critica verso gli altri, sente fondamentalmente che il mondo è cattivo e può arrivare a maturare un vero e proprio complesso di persecuzione. Questo tipo di persone hanno impresso dentro ‘sono cattivo/a’, ‘non vado bene’ o cose simili nate dall’esperienza della loro infanzia. Queste etichette, che in realtà abbiamo un po’ tutti, minano completamente la nostra autostima, la qual cosa è INDISPENSABILE per la liberazione. Tra i cinque Continua a leggere →

un possibile lavoro sulle colonne portanti della mente

Quando ci abituiamo a scendere consapevolmente in alfa-theta, cioè nello stato onirico o pre-onirico, dopo un po’ ci rendiamo chiaramente conto che ciò che pensiamo va immediatamente a creare la realtà che ci appare. Allora la mente viene considerevolmente relativizzata. Ma quali sono le colonne portanti della mente? Yogeshwar (Charles Berner) le raffigurò con un mandala costituito da un quadrato. I quattro lati del mandala sono Tempo, Spazio, Materia, Energia e al centro del quadrato Continua a leggere →