Sergio Cipollaro

Informazioni su Sergio Cipollaro

Insegno l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la mia esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita Vedanta classica. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore.

spiritualità e mondo – 2

Lavorando su “La vita è un sogno; il mondo fenomenico non esiste” si spezza la falsa percezione di un mondo di oggetti separati, ma non dovrebbe finire qui. Il passo successivo è: “Il mondo è il mio corpo”. Più ci si avvicina al Divino, più ci si libera dall’egoismo e più forte è la pietà verso tutti gli esseri; ci si sente genitore di tutti. Ma cosa fare per portare soccorso ai nostri fratelli nella sofferenza? Qualsiasi forma di aiuto e valida, ma sul piano fisico siamo Continua a leggere →

spiritualità e mondo – 1

Sri Ramana Maharshi disse: “Dattatreya è il Guru universale, non è così? Diceva che il mondo intero era il suo Guru. Se guardi il male senti che non dovresti farlo, quindi diceva che anche il male era il suo Guru. Se vedi bene vorresti farlo, quindi diceva che anche il bene era il suo Guru. Diceva che sia il bene che il male erano suoi Guru. Sembra che una volta chiese a un cacciatore da che parte andare, ma questi lo ignorò poiché era intento nell’obiettivo di colpire con una freccia Continua a leggere →

il leone-pecora

Conoscete la parabola del leone-pecora? Ve la riassumo. Un cucciolo di leone viene allevato da un branco di pecora. Lui cresce sentendosi una pecora e si comporta come una pecora. Un giorno però un altro leone appare al branco. Tutte le pecore scappano incluso il leone pecora. L’altro leone blocca il leone-pecora e gli chiede perché scappi visto che è un leone. Vedendo che il leone-pecora cerca di belare terrorizzato, comprende la situazione e lo trascina ad uno stagno costringendolo a specchiarsi Continua a leggere →

1073. le attività dell’uomo ignorante, del sadhaka e del jivan-mukta

Un’attività ha due parti, la parte materiale e la parte della conoscenza. Nessuna attività è possibile a meno che non sia registrata nella conoscenza. L’uomo ignorante, nelle sue percezioni, ignora la parte della conoscenza e enfatizza solo la parte materiale dell’oggetto. Il sadhaka, l’aspirante spirituale, all’inizio cerca di enfatizzare – almeno in ugual misura – la parte della conoscenza e la parte materiale, e verso la fine della sua sadhana dà più enfasi alla parte Continua a leggere →

come si raggiunge l’equanimità

LA BASE – Ti siedi, chiudi gli occhi e OSSERVI i movimenti della mente. Questi sono costantemente mutevoli mentre l’osservare – che in realtà non è un’azione ma è connaturato al Sé – è immutabile. All’inizio devi prestare attenzione a NON REAGIRE, ossia a non rispondere ai movimenti mentali che appaiono col gradire o non-gradire, con attrazione o repulsione: solo il placido osservare neutro. Dopo un certo tempo di pratica ti rendi conto dell’impermanenza dei movimenti della Continua a leggere →

1025. cosa devo enfatizzare nelle mie attività?

Tutti gli uomini hanno tre distinte e progressiste prospettive del mondo: attraverso i sensi, attraverso la mente e attraverso la Coscienza. Attraverso i sensi si percepiscono solo gli oggetti grossolani. Quando trascendi la prima prospettiva e raggiungi la seconda, percepisci solo oggetti o idee sottili. Nell’ultimo stadio tutto appare come Coscienza. Il Guru vuole solo che tu riconosca e metta sufficientemente in risalto quest’ultima prospettiva della Coscienza. Se dopo aver ascoltato Continua a leggere →

paradiso e inferno

Fin quando preferiamo il Paradiso, siamo ancora completamente immersi nella mente, in Maya, nel balletto degli opposti. L’Ananda che promette la spiritualità deriva dall’essere eterni e immutabili, prima degli opposti. L’essere prima degli opposti viene detto equanimità, che nel buddhismo si chiama nirvana. Un’interpretazione etimologica della parola nirvana la fa derivare da nirvi-prana, cioè senza oscillazioni, senza altalenare di opposti. Tale significato l’associa al celebre aforisma Continua a leggere →

570. agisci consapevolmente

Questa è l’istruzione pratica attraverso la quale si visualizza l’io. In tutte le attività umane c’è una differenza fondamentale tra le parole espresse e l’attività reale. Le parole: “Io lo vedo”, “Io lo ascolto” ecc. sono abbastanza corrette. Ma nell’attività vera e propria la prima parte ‘io’ – la più importante – è deplorevolmente ignorata; mentre solo l’attività, la parte oggettività [“lo vedo”, “lo ascolto” – n.d.t.], viene posta in rilievo. Continua a leggere →

la fine del dolore

“Colui la cui mente non è agitata in mezzo ai dolori, che non ha brama in mezzo ai piaceri, i cui desideri, paure e rabbia sono morti, la cui suprema comprensione è stabile, quegli è chiamato Muni”. Bhagavad Gita – 2, 56 * * * A un certo punto ci si rende conto che il nostro senso di io personale è illusorio. Non c’è nessun io personale! C’è la Coscienza universale, l’Essere universale, Dio se vogliamo chiamarlo così. Quando questo accade la mente finalmente si placa; Continua a leggere →