è questa una forma di samadhi?

— Poco fa, camminavo, ma non c’era un io a camminare. C’era il Sé, e una spinta a camminare. Non un “devo” camminare o “voglio” camminare, ma solo un movimento che accadeva attraverso un corpo. Ed ogni filo d’erba, ogni rumore, ogni forma di vita, ogni antenna, Tutto era Lui, ero Io. Poi, Ampi Spazi in cui c’era presenza ma non so cosa sia accaduto. Era come se dormissi e sognassi, presente, cosciente, ma staccata dall’illusione del sogno che stava accadendo in Me: quel camminare Continua a leggere →

Sri Ramana Maharshi sul testimone

Tu sei il Sé, nient'altro che il Sé. Qualsiasi altra cosa è pura immaginazione. Perciò SII IL SÉ QUI E ORA. Non c'è bisogno di scappare in una foresta o rinchiudersi in una stanza. Continua a svolgere le tue attività essenziali, ma liberati dall’associazione con l’io agente [con il credere di esser tu a fare le cose]. Il Sé è il Testimone, tu sei Quello. Continua a leggere →

essere il Sé o uno che va attraverso un divenire?

Conosci il Sé ma continui a vederti come uno che va attraverso un’evoluzione, un divenire. Come puoi, in questo caso, non identificarti con l’io-agente? Rinuncia a quell’idea e identificati con il Sé immutabile. Ci potranno essere delle crisi da affrontare, come ad esempio la paura della morte. Lascia che emergano e stacci dentro; ci puoi stare dentro anche a rate, così da digerire un boccone grosso un morso alla volta. Quando decidi di non sfuggire alla crisi e starci dentro succede Continua a leggere →

l’esperienza della spontaneità #2

— Ciao Sergio. A proposito della spontaneità, stamattina ho fatto lezione ai miei alunni parlando di frazioni decimali, numeri decimali e virgola. Di solito è un argomento ostico. Ma stamattina non ho preteso di spiegare nulla, gli esempi e gli esercizi si svolgevano da soli, le parole uscivano in sintonia con ciò che appariva, il mio corpo si muoveva in sintonia con ciò che accadeva e tutti i bambini, proprio tutti, mi seguivano con una comprensione così semplice da essere inspiegabile. Alla Continua a leggere →

l’esperienza della spontaneità

È come se fossi in una sala cinematografica e spingi per mandare aventi la pellicola del film (la vita nel mondo), ma è il proiettore (il Potere Superiore, Shakti) che la manda avanti. Tu lo sai, ma è così forte il condizionamento, che ti senti un io-agente, tranne forse in alcuni momenti particolari. A un certo punto – a merito dei tuoi ripetuti sforzi – arriva la grazia e cade il senso di essere quello che fa succedere le cose. Allora rimani nella Presenza (o qualsiasi nome tu voglia Continua a leggere →

il vero io è collettivo, è il tutto e oltre il tutto

Un caro amico mi ha scritto di aver visto l’io agente. È una buona cosa, ma non dà risultati al fine di superare l’io agente. Bisogna vedere il vero ‘IO’ che è collettivo, è il tutto ed è oltre il tutto, e mantenere lì la propria identità. Quando si cerca di farlo non vi si riesce, perché l’io personale manda continui segnali di allarme: e se mi capita questo, e se mi capita quello, se mi ammalo, se soffro… Quando si capisce profondamente che il dolore ci è amico e ci aiuta in Continua a leggere →