sto male, non c’è la faccio a chiamarti

— Sergio scusa, sto male. Ho avuto un problema, non c’è la faccio a chiamarti. — i pensieri vengono dall’esterno tu non sei i pensieri incluso immagini, emozioni, stati ecc. questa bella d’erba famiglia e d’animali non è niente più che un sogno, o incubo. l’Unico che esiste è l’Essere-Consapevolezza che è pace e gioia la cui espressione è Amore devi solo girare la manopola su Off e uscire dal sogno/incubo Continua a leggere →

innamorati dell’io

— Quale consiglio daresti a chi pratica l’autoindagine. — Devi innamorarti dell’IO. Certo all’inizio l’IO si confonde con l’io personale, l’ego, ma scandagliandolo bene si vedrà che l’IO è l’eterno Essere-Consapevolezza in ciascuno di noi, è Ishvara. Poi devi sviluppare una personalità autonoma. Se hai una personalità che dipende dagli altri, nella tua coscienza gli altri saranno in primo piano rispetto all’IO, e tutta la tua attenzione andrà sprecata nell’illusoria Continua a leggere →

esiste solo il Sé e brilla in ciascuno come ‘IO’

Quando, seguendo i dettami dell’autoindagine, portate tutta la vostra attenzione al soggetto ‘IO’, questo è spesso ricoperto da impurità che richiamano all’io personale legato al corpo-mente. Ciò ha fatto sì che molti advaitini abbiano rinunciato a dimorare nell’IO scegliendo l’Essere o la Consapevolezza come soggetto. Voi dovete ignorare quelle impurità dell’io personale. Dovete sapere che il vero IO, chi veemente siete voi, è puro Essere-Consapevolezza: eterno, senza forma, Continua a leggere →

la manifestazione dev’essere riassorbita

Nel sonno desto non c’è mondo. Non vi ricordate che avete un corpo, di problemi di salute, che avete litigato con Gennarino… È come il sonno profondo senza sogni, ma siete consapevoli. C’è solo essere-consapevolezza, nient’altro, niente oggetti. Come relax è da 5 stelle, il top del sahaja samadhi! Ma quello che ho visto è che nella maggioranza dei casi non basta riportare l’attenzione sul soggetto percipiente – Chi vede questo? Chi percepisce quest’altro?... –, è necessario Continua a leggere →

il succo dell’insegnamento

Il succo dell’insegnamento di un vero Maestro, cioè di un maestro che guida alla realizzazione, è far capire al discepolo che tutta la fenomenalità è fumo, aria fritta. Il Puro Essere-Consapevolezza, il Sé, c’è già, e non appena si acquieta il continuo flusso di identificazione con le proiezione della mente (la fenomenalità) appare da sé, così come appare il cielo quando non ci sono nuvole. Questo non vuol dire che il realizzato sia apatico verso gli accadimenti della vita; gioisce Continua a leggere →

stato naturale e presunta esistenza dell’altro

Fin quando resta il ben che minimo concetto dell’esistenza dell’altro, non si potrà essere stabili nello stato naturale. Prima o poi quella falsa idea vi porterà di nuovo fuori nella mente. Quando è definitivamente chiaro, oltre ogni esitazione, che l’unica Realtà è l’Essere-Consapevolezza, non appena sorgono pensieri, questi cadono immediatamente, perché non hanno nulla a cui aderire. Ciò porta a mouna, il silenzio, e al sahaja, lo stato naturale. Ma se sorge ancora qualcosa Continua a leggere →

l’osservatore

Sergio: 1. Scrissi di non considerare più Kripalu il mio maestro perché iniziai a seguire Ramana Maharshi e a praticare l’autoindagine, ma invero quell’espressione fu involontariamente infelice, perché è impossibile non considerare Swami Kripalvananda un Maestro spirituale. Purtroppo non riesco più a modificare kripalvananda.org perché la piattaforma con cui lo feci è ormai obsoleta e dovrei fare un lavorone per cambiare il tutto e in più chiedere aiuto a qualcuno perché non ho Continua a leggere →

L’Unica Realtà

L’unica cosa che esiste è quello che noi siamo. E quello che noi siamo è Essere-Consapevolezza. I desideri impediscono di riconoscere l’unica Realtà, ma i desideri non sono Belzebù. Essi sono relativi al fatto che crediamo di essere un io individuale legato a un corpo. Quando cominciamo a scorgere l’Essere-Consapevolezza (il Sé) senza io individuale, i desideri si relativizzano. A un certo punto di desidera più essere Quello che qualsiasi altra ‘attrattiva’ umano, e quando Continua a leggere →

l’evoluzione della coscienza dell’aspirante

A grandi linee, l’evoluzione della coscienza del ricercatore spirituale che pratica una sadhana valida dovrebbe essere questa: 1. Diventa sempre più sensibile sul piano sottile; il che significa anche: sempre più capace di individuare i processi mentali. 2. A un certo punto si imbatte nel vuoto/nulla senza essere del piano causale. C’è chi lo passa velocemente e chi vi rimane a lungo. In questa fase può avere anche dei samadhi, ma quello che realizza è questo vuoto/nulla senza Continua a leggere →