Le Tre Gemme

È il libro che ha realizzato il carissimo fratello spirituale Carlo Barbera che è la raccolta dei tre testi principali di Bhagavan Sri Ramana Maharshi: ‘Nan Yar?’(Chi sono io?), Upadesha Undiyar (L’Essenza degli Insegnamenti) e Ulladu Narpadu (I Quaranta Versi sulla Realtà). I tre testi furono tradotti dal tamil in inglese da Sadhu Om e Michael James, e ora Carlo li ha tradotti in italiano sotto il titolo quanto mai appropriato Le Tre Gemme. Il Libro è acquistabile su Amazon, ma lo Continua a leggere →
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la nostra vera natura

Altra eloquente descrizione:

Spesso da bambino, nei pressi di una montagna, venivo assorbito da quella immensa immobilità. La prospettiva si ribaltava, per cui ero presenza e inconsumabile solidità, e non più la vita di un piccolo bambino.
Ora come allora!

Marco Mineo

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la nostra vera natura

Una descrizione eloquente:

Una Gioia immensa si espande dal centro del petto e la sua vibrazione abbraccia ogni cosa senza trovare confini.
Non conosce condizioni o stati a cui legarsi.
La meravigliosa consapevolezza di essere il vuoto pieno di tutto, in cui si leva il gioco dell’universo.

Anna Gagliano

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IL SENZATEMPO

Dai Satsangha con Francis Lucille. Sarebbe da imparare a memoria e ponderarlo spesso; anzi, ripetutamente; anzi, sempre, come un mantra, fino alla realizzazione: Domanda: — Sto cercando di comprendere il ‘senza tempo’, l’eterna presenza. Lucille: — Il tempo è un concetto, è inteso come l’intervallo tra due eventi, ma questi due eventi non coesistono mai. Quando uno è presente, l’altro non c’è, e dunque è inesistente. Perciò il tempo è la distanza tra un evento che Continua a leggere →
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come il diaframma di una fotocamera

Allievo: — La meditazione formale senza oggetti sui quali concentrarsi è molto difficile, e non mi riesce. Poi quando non sto meditando, per un attimo una riduzione della mente che mi avvicina alla purezza... Marco Mineo: — Se esponi la mente alla consapevolezza, si riduce come il diaframma di una fotocamera, lasciandosi attraversare dalla luce. Però chi è consapevole della mente, sia ridotta che espansa? Poter notare e riferirmi lo stato della mente, qualsiasi esso sia, dovrebbe bastare Continua a leggere →
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satsangha con Francis Lucille

Guardate quanto è bravo a guidare il colloquio con un partecipante che probabilmente soffre di attacchi di panico. Un bellissimo passo! Bravissimo: Partecipante: — So che se non confronto la paura non potrò mai essere libera, ma non ci riesco. Il processo del pensare è una fuga dalla paura. Mi sento in trappola, devo proprio affrontarla? Lucille: — Il fatto stesso che stai parlando della paura dimostra che ne sei consapevole, il che a sua volta suggerisce che l’hai già affrontata. Continua a leggere →
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Sono morto il 28 aprile 2013

Ricevo da un amico: Sono morto il 28 aprile 2013. Il dolore atroce [la morte di un proprio caso] sospese il senso del tempo e del fare. Allora non me ne sono accorto perché prevalse l’acutezza del dolore, ma col crollo di ogni traccia di sicurezza e di ‘comfort zone’ restava solo la testimonianza di ciò. Da un lato la sofferenza intensa, dall’altro mi sentivo ovattato e come accolto da una presenza amorevole che suggeriva un senso di sollievo. Solo dopo il mind clearing ho ricordato Continua a leggere →
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dove l’io si riflette

Sri Bhagavan: — Può l’occhio vedere sé stesso? Il dottor Syed: — Naturalmente no. Può vedere ogni altra cosa, ma non sé stesso. Sri Bhagavan: — Ma se volesse vedere sé stesso? Il dottor Syed fece una pausa e poi disse: — Può farlo solo se riflesso in uno specchio. Sri Bhagavan colse la risposta e commentò: — È così. La creazione è lo specchio dell’occhio affinché veda sé stesso. A questo punto domandai a Sri Bhagavan se con parola inglese ‘eye’ intendesse Continua a leggere →
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quando un realizzato sbaglia

Tutti pensano che se uno è realizzato non dovrebbe più commettere errori, almeno nelle relazioni. È vero? Vediamo la cosa più da vicino. Viene indicata come realizzazione la perdita dell’identificazione con l’ego personale e la contestuale identificazione nell’Essere-Coscienza impersonale universale. A questo punto avete 2 possibilità: 1. Il realizzato è un perfetto, di quelli che le scritture chiamano ‘i due volte liberati’, cioè esseri che non hanno più impressioni mentali Continua a leggere →
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il vuoto perfetto è la pura consapevolezza

Allievo: — Ci sono dei miglioramenti! Venerdì sono stato intensamente consapevole tutta la mattina (senso di essere ovattato e benessere). Nel pomeriggio sono emerse alcune impressioni che non hanno lasciato traccia e piano piano sono tornato allo stato mentale ordinario. Di sera ho provato un senso di mancanza e malinconia che ho cercato di accettare per quello che è. Sabato mattina sono andato in una cittadina in cui non andavo da tempo perché mi ricordava fallimenti e momenti tristi, ma la Continua a leggere →
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