la permanenza nel Sé

La permanenza nel Sé dipende da quanto tu sei disposto ad essere nulla. Più ti consideri qualcosa e meno riesci a stare nel Sé o addirittura a contattarlo. Poiché il Sé è veramente nulla, il vuoto, se appena appena sei qualcosa non ci entri Tu puoi leggere lo Yoga Vasistha e concordare col grande Rishi maestro di Rama che tutto il mondo fenomenico è nulla, ma nella misura in cui sei ancora qualcosa, in quella stessa misura avrai difficoltà a contattare o a permanere nel Sé. Mentre Continua a leggere →

canto di natale

— Ieri sera ho visto un film con mia moglie, una variante del Canto di Natale. Poi la notte ho fatto un sogno che fino ad un certo punto era simile al film. Ero un donnaiolo, in una notte sono stato con tre donne, ma era per rimuovere che da anni amavo una donna senza confessarglielo. I fantasmi del Natale mi davano il coraggio di confessarle il mio amore durante un matrimonio, e ci mettevamo insieme. Erano tutte persone che non conosco nella quotidianità. Fin qui il sogno era simile al film, Continua a leggere →

il punto in cui è possibile la disidentificazione dall’ego

L’aspirante deve giungere a distinguere bene l’ego, che è l’idea di un io personale (ad esempio l’idea Sergio), dalla pura Coscienza, che è il vero Sé. Dev’essere anche in grado di accorgersi subito quando l’ego emerge, attiva la mente e ne prende la guida secondo i suoi punti di vista. D’altra parte la pura Coscienza è prima della mente, è priva di giudizi, e per questo è priva di movimenti mentali; questo genera lo stato naturale di non-dualità e di silenzio interiore. Quando Continua a leggere →

l’ultimo petalo cade da solo

F.T. — Accettare tutto! Che liberazione non dover essere perfetti, non dover piacere, non dover essere amati, non dover amare, non dovere, dovere, dovere... Il giudizio, nato per evitare la sofferenza, in realtà crea e sostiene la sofferenza. Libertà! Libertà anche dal voler essere liberi. Ah… un buon consiglio, niente di più e niente di meno, solo un buon consiglio… Se è l’Ego che vuole “accettare tutto”, vorrà accettare tutto, creando resistenza su ciò che non accetta. l’accettazione Continua a leggere →

d’altronde un filo d’erba cresce senza il voler essere più dritto o più verde o essere albero

Sergio: — Accettare Tutto porta a stare nel Sé nella maniera più spontanea e naturale che si possa immaginare. Seda anche la reattività alle notizie di allarme sociale: oddio lo spread, oddio la pandemia, odio l’attacco a Vienna ecc. I grandi aspiranti stavano al loro interno anche in presenza di grandi sconvolgimenti sociali; è così che hanno ottenuto la Liberazione. Ma queste cose si sanno già. Quello che non si sa è che questo star dentro si realizza in modo estremamente spontaneo Continua a leggere →

perbacco… il mondo è creato dal gradire e non gradire dell’ego

Ti svegli. È mattina. Sei ancora tra i fumi del sonno. Resti a letto e guardi dentro. Vi sono ricordi di contrarietà che hai avuto ieri; varie tue identità, alcune gradite e altre no; frammenti di immagini di ricordi remoti. Niente di definito che potresti descrivere, ma questo panorama indefinito, fatto di alti e bassi, di alti auspicati e di bassi indesiderati, non ti piace. Lo osservi con la propensione ad accettare tutto. La prima considerazione che subito ti appare è: “E quando mai riuscirò Continua a leggere →

realizzare il samadhi o realizzare il sé?

Quando si è realizzato il Sé, si è sempre in samadhi, perché il Sé è tutto e oltre il tutto, immanente e trascendente. Ma se la tua intenzione è realizzare il samadhi, incontrerai dei problemi, perché stai rincorrendo un falso obbiettivo. I samadhi, come stati mentali, vanno e vendono. Devi stabilizzare il Sé, non il samadhi, e tutto il resto ti sarà dato in aggiunta. Il modo più diretto per ottenere la Liberazione è ACCETTARE TUTTO. Accettare tutto non ha a che vedere con l’operatività Continua a leggere →

la confusione sul samadhi

La confusione sul samadhi deriva dal fatto che lo stesso termine indica due cose diverse: 1) delle esperienze parziali e temporanee che vanno e vengono e che hanno vari nomi secondo le loro caratteristiche; 2) TU. Il samadhi sei TU. Sei TU il vero samadhi perenne e imperituro. TU sei l’unica Realtà. Questo è il vero stato unitivo.

accettare tutto

Ho cercato di dire che quella del samadhi è una fissa, un falso obbiettivo; che anche il samadhi come esperienza specifica è uno stato: arriva e se ne va. Ma subito levate di scudi. “Ma Patanjali dice…” ecc. Quando vedi che tutto quello che attribuivi a te: corpo, carattere, attributi, vizi, virtù, azioni, decisioni, pensieri, memorie, passato presente e futuro ecc. sono tutti processi automatici di causa-effetto, e sono illusori, e che Tu non c’entri niente, sei la sola Realtà, l’origine Continua a leggere →

accettazione 2

F.T. — Condivido ancora. Non va via l’ego, non c’è più chi lo vedeva. Con questo non si vuol dire che rimane un ego non visto. C’è ciò che c’è. Sergio — Capisco. L’ego è una funzione. Poonja diceva “Uso in mio ego per servire Dio”. Quel che viene meno e l’identità con l’ego. Accettare tutto è stato fondamentale. F.T. — È accaduto. Energia che in un certo qual modo era contratta [si riferisce al sentire, percepire un ego] si è rilassata perdendo così un apparente Continua a leggere →