coscienza nella coscienza, 3

“Resta come Colui che È Coscienza nella Coscienza e non entra in relazione con altro che la Coscienza. E sii sempre Libero e Felice” [sentenza ispirata alla Ribhu Gita]. Della pratica formale di questa mattina è rimasto questo. Il processo mi ha portato a sentirmi come il vuoto di una canna di bambù, cosciente della densità che lo stava racchiudendo, per poi pervadere quella densità e piano piano renderla vuoto essa stessa. Sentivo fortemente il canale vuoto della kundalini, entro il Continua a leggere →

ricordare di essere il Sé attraverso la pratica continua del testimone – l’esperienza di Mukti

Dopo le prime esperienze dirette momentanee, cresceva in me l’anelito a riprovare questi momenti di gioia, beatitudine, amore, vuoto, nulla... e sperimentare di nuovo il forte impatto emotivo, mentale, sensoriale e fisico che ne derivava. Persisteva la sottile convinzione che, nonostante la comprensione di ‘essere Io’, ciò accadesse in una sfera posta al di là di me, avvolto in un alone di straordinarietà che esulava la cosiddetta normalità e quindi incapace di essere persistente. Finché Continua a leggere →

molta pace

Ho fatto un sogno con dei colori pastello bellissimi, soprattutto azzurro-bluetto; erano saturi, puri. Sono i colori che si vedono all’alba da casa mia (vedi foto in basso); stamattina erano di una bellezza disneyana, inenarrabili…. Poi il vento ha abbattuto un grosso pino liberando tanto spazio di cielo, e la notte con la luna è strepitosa. Molta pace. Adi Shankara dice che dopo la prima visione non duale del Sé bisogna continuare a ricordare a se stessi di essere quella pura coscienza Continua a leggere →

paradiso e inferno

Fin quando preferiamo il Paradiso, siamo ancora completamente immersi nella mente, in Maya, nel balletto degli opposti. L’Ananda che promette la spiritualità deriva dall’essere eterni e immutabili, prima degli opposti. L’essere prima degli opposti viene detto equanimità, che nel buddhismo si chiama nirvana. Un’interpretazione etimologica della parola nirvana la fa derivare da nirvi-prana, cioè senza oscillazioni, senza altalenare di opposti. Tale significato l’associa al celebre aforisma Continua a leggere →

quanta importanza attribuisce alle letture edificanti e quanta all’autoindagine?

— Buongiorno Maestro. Posso disturbarLa? Gradivo chiederLe quanta importanza attribuisce alle letture edificanti e quanta all’introspezione ed autoindagine meditativa? RingraziandoLa infinitamente, Le auguro un sereno weekend. Con stima, S. — Per comprendere la mia risposta devi comprendere che leggere un vero testo sacro non è una lettura, è PURIFICAZIONE MENTALE. Sri Ramana ha spesso consigliato agli aspiranti più avanzati di leggere e rileggere il capitolo 26 della Ribhu Gita Continua a leggere →

sacri testi da leggere, ponderare, meditare

Poiché la Verità già è, non dobbiamo crearla. L’unica cosa che dobbiamo fare è mollare le erronee concezioni/identificazioni che l’adombrano. Ecco che leggere-ponderare-meditare un testo di verità può aiutare a far cadere i veli che impediscono alla verità di brillare. La mente, così purificata dalla falsità, può quindi infine vedere/conoscere la Verità e quando la vede, diventa Essa. Sapete che nell’esperienza diretta, non duale, conoscere equivale ad essere. Sri Ramana consigliava Continua a leggere →