tu sei la beatitudine del Sé

Tu sei la beatitudine del Sé. è quella che devi trovare e rendere stabile. E devi capire che quella beatitudine sei tu! altrimenti continuerai a cercare di migliorare il corpo, la persona, la vita, il mondo… non per amore e servizio, ma per sopravvivere. Lascia che quel che deve accadere accada. Ma come essere veramente distaccati senza essersi stabiliti in quella beatitudine? Tu che hai avuto esperienza di quella beatitudine abbi chiaro in cosa devi stabilirti! Tanti sono gli Continua a leggere →

il nostro mind clearing non è dissimile dall’autoindagine

Marco Mineo: — Porta l’attenzione al senso di Essere. Allieva: — Perché? M: — Perché essere è beatitudine. A: — Ma essere non basta... M: — Il sentire “essere non basta”, come lo senti concretamente? A: — Un senso fisico di mancanza, e pensieri. M: — Che tipo di pensieri? A: — Pensieri di momenti in cui mi è mancato qualcosa. M: — Senti “mi è mancato qualcosa”, com’è? A. (dopo un po’): — Un senso fisico di essere questo (indicando il proprio corpo). M: Continua a leggere →

mi accorgo del pensiero prima che sorge

Allieva: — Quando sono nel Sé mi accorgo del pensiero prima che sorge. Invece nel quotidiano spesso il pensiero mi prende senza che me ne accorgo. Marco Mineo: — Il Sé è continuamente testimone di tutto. Il punto di vista del Testimone è precedente al pensiero, per cui l’apparire del pensiero viene semplicemente notato, come polvere in controluce. Se ti stabilisci nel testimone, lì il pensiero è completamente assente, oppure appare e si dissolve istantaneamente nella chiarezza. Allieva: Continua a leggere →

la fine della sofferenza

La fine della sofferenza avviene quando ‘chi’ soffre non reclama più niente; c’è un mollare la presa. ‘Chi’ soffre d’amore, di paura e altro quando non c’è più un individuo che si attribuisce tutto questo? La sofferenza fisica resta, ma non c’è più la pressione ansiosa della mente: “Io ho dolore… O Dio mio!! Ahi ahi…”. C’è dolore, ma non si fissa a causa della continua azione rievocativa della mente che batte dove il dente duole… Se non c’è compulsività Continua a leggere →

dal sangha – in questi giorni la beatitudine…

In questi giorni la beatitudine arriva fisicamente e mi porta ad un livello di consapevolezza in cui io posso rimanere immobile. Ascolto la mia mente che senza la mia attenzione formula vaghe parole senza senso. Lasciata sola, prova a mettere in piedi qualche vago discorso, ma viene come fermata da una forza che non ha più interesse. Io sono quella forza che non ha niente a che fare con la mente. Se non la alimento, la mente sembra un motore scarburato e singhiozzante e poi scompare in un Continua a leggere →

Investigazione

— Buongiorno Sergio, quando inizio ad investigare dentro di me a volte ricevo delle piccole illuminazioni, ma solo a livello mentale. A volte mi chiedo chi sta pensando queste cose e i pensieri si fermano. La risposta dovrebbe uscire spontanea senza arrovellarsi il cervello, giusto? Leggendo e rileggendo Sri Ramana o ascoltando i video di Rupert Spira riesco a percepire la Consapevolezza come quel potere che mi ha tolto dai guai tante volte. Mi ha salvato la vita in momenti in cui è come se fossi Continua a leggere →

Osservare o cercare l’Io Sono?

— … Detto ciò volevo chiedere riguardo alla pratica durante la giornata, fuori dalla meditazione formale. Io  osservo le fluttuazioni della mente: proiezioni, ricordi, vaniloqui, istanze varie legate a personaggi o al personaggio immaginario che dovrei o avrei potuto essere. Non  vi è quasi mai disturbo o avversione in ciò, è come guardare un film, e a volte i contenuti possono essere più intensi e calamitanti, diciamo… Il corpo fisico che si presenta a questa osservazione come una Continua a leggere →

Stabilizzare la realizzazione

Dai “Discorsi con Sri Ramana Maharshi”, Discorso 141 D. – È possibile perdere lo Jnana [conoscenza suprema, realizzazione] dopo averlo conseguito? M. – Lo Jnana, una volta rivelato, ci mette del tempo a stabilizzarsi. Il Sé è certamente alla portata dell’esperienza diretta di tutti, ma non come s’immagina. Esso è semplicemente così com’è. È l’esperienza del ‘samadhi’. Come il fuoco non brucia se si ricorre a incantesimi o ad altri espedienti (altrimenti brucerebbe), Continua a leggere →

L’«IO» solo esiste

L’«IO» solo esiste, ed è il Sé, ed io sono Quello. Indirizza tutta la tua devozione alla sensazione di «IO», rimane attaccato a quella sensazione di «IO». Non mollare per nessun motivo, continua, non importa quanto tempo ci voglia!!! Abbi fede! L’«IO» non ti tradirà di certo. Permetti all’«IO» di mostrarti che tu sei il Sé, e che TU solo (non l’ego personale) esisti: no guru, no deità, no universi… solo il Sé. Più penetri l’«IO», più proverai piacere. Alla Continua a leggere →