mantieni la consapevolezza di essere tutto ciò che appare alla tua coscienza

La sentenza di Marco: “il vero distacco lo trovi quando abbandoni la separazione” non è facile trovarla in giro, non in maniera così lapidaria. Marco è un meraviglioso Maestro, e come tutti i buoni maestri è in grado di estrarre dalla proprio esperienza spirituale principi che possono tramutarsi in pratiche per aiutare la sadhana degli allievi. Prendo spunto dall’affermazione di Marco per una riflessione: Vi sono aspiranti che pur avendo molte esperienze non-duali si ricoinvolgono Continua a leggere →

solo Consapevolezza

Quando riconosci che ciò che appare non è separato da te, e perseveri in tale riconoscimento, ti accorgi che c’è solo Consapevolezza – o solo Essere, che è la stessa cosa. L’apparenza del mondo scompare.

Quanto esiste ancora in te la nozione di ‘altro separato da te’?
È qui che devi battere se vuoi la realizzazione.

radical advaita

Tu hai visto che sei la consapevolezza e sei stata un certo periodo centrata nel Sé, ma c’è ancora identificazione col tuo corpo e la tua persona. Da qui la crisi e il dolore, perché corpo e persona vanno inevitabilmente verso il decadimento e la morte, come tutte le cose oggettive. Solo il Soggetto è eterno e immutabile, intrinsecamente satchitananda. Devi osservare quel che rimane della tua identificazione col corpo e la persona, altrimenti non c’è nessuna realizzazione. Devi essere Continua a leggere →

l’io-persona e l’io-consapevolezza

— Caro Marco, Quando medito è come se i sensi abbassassero al minimo la percezione dei segnali esterni. E la mente in questo stato non lavora. Per cui posso dire di essere consapevole dell’esperienza e della persona che la fa come un’unità. Non sono consapevole di essere consapevole direttamente, ma se faccio attenzione capisco cosa vuol dire essere la consapevolezza percipiente, il soggetto. E mi rendo conto della differenza tra dire IO riferendosi alla persona, e dirlo in quanto consapevolezza. Quell’IO Continua a leggere →

un esempio di come le impressioni si autoliberano nella coscienza

La luce della consapevolezza si espande sempre di più. Abbraccia lo stato di sogno dove non c’è più né la persona né il film. Ciò che chiedo notte dopo notte si disvela. Più mi affido, più la mente molla la presa. Si aprono spiragli dove prima tutto era compresso, e da lì la luce penetra in profondità e illumina ciò che, per proteggermi dal dolore, era rimasto nascosto. Emerge l’angoscia per un dolore mai confrontato, e prepotente mi toglie il respiro e mi spezza il petto... E ora Continua a leggere →

accetta il momento presente senza riserve

Allievo: — Oggi non sono riuscito a meditare... Marco Mineo: — Perché? Allievo: — Provavo ansia e agitazione, non riuscivo a rilassarmi. Marco: — Quando pratichi non dovresti porti un obiettivo, se dici “non riesco” significa che vorresti riuscire ad ottenere qualcosa che non c’è. Allievo: — Succede così, inizio a meditare, mi metto in ascolto e piano piano entro in uno stato più rilassato e mi disidentifico da tutti questi pensieri e sto bene. Oppure, come oggi, si Continua a leggere →

io, testimone del limitato, sono illimitato

Rimprovero dopo rimprovero fin da bambini accade di abituarsi a reprimersi. Così la repressione da esterna diventa repressione dell’energia vitale interna, e la comunicazione, essendo energia, col tempo viene inibita. La comunicazione è apertura, e quando viene inibita non ci permette di mostrarci liberamente per come siamo e di vedere la realtà per come è. Questo è ciò che potrebbe sperimentare la persona, ma che è testimoniato impersonalmente dalla consapevolezza. Quindi per pura consapevolezza Continua a leggere →

come il diaframma di una fotocamera

Allievo: — La meditazione formale senza oggetti sui quali concentrarsi è molto difficile, e non mi riesce. Poi quando non sto meditando, per un attimo una riduzione della mente che mi avvicina alla purezza... Marco Mineo: — Se esponi la mente alla consapevolezza, si riduce come il diaframma di una fotocamera, lasciandosi attraversare dalla luce. Però chi è consapevole della mente, sia ridotta che espansa? Poter notare e riferirmi lo stato della mente, qualsiasi esso sia, dovrebbe bastare Continua a leggere →

il vuoto perfetto è la pura consapevolezza

Allievo: — Ci sono dei miglioramenti! Venerdì sono stato intensamente consapevole tutta la mattina (senso di essere ovattato e benessere). Nel pomeriggio sono emerse alcune impressioni che non hanno lasciato traccia e piano piano sono tornato allo stato mentale ordinario. Di sera ho provato un senso di mancanza e malinconia che ho cercato di accettare per quello che è. Sabato mattina sono andato in una cittadina in cui non andavo da tempo perché mi ricordava fallimenti e momenti tristi, ma la Continua a leggere →

l’attenzione è consapevolezza

La tua stessa attenzione in questo stesso momento è consapevolezza. Comunemente percepiamo come se l’attenzione si muovesse, ma questo effetto ottico è dovuto al coinvolgimento col movimento del pensiero, o ego. In realtà l’attenzione è sempre immobile, ed è sinonimo di consapevolezza. Se qualcuno obiettasse: “Ma io posso spostare l’attenzione da un oggetto all’altro, da un pensiero all’altro!”, basterebbe fargli notare che è il pensiero a suggerire il presunto movimento Continua a leggere →