discrasie sopravvenute a seguito della partenza di Jnanananda per il servizio militare

— Adorato Sergio buongiorno. Questa notte è stata tranquilla e serena. l’unica cosa che ricordo è di aver sognato un vetro e una parete di vetro. Sono ripartita con la meditazione formale e mi è venuta una considerazione che vorrei condividere. Non c’è differenza tra ciò che sono prima, durante o dopo la meditazione. Non posso sfuggire a me stessa: sono sempre quella fiammella che marchia la realtà in qualsiasi posto e a qualunque età della vita. Ho intuito anche ciò che l’amata Continua a leggere →

l’indagine “chi sono io?” travalica la veglia e si riversa nel sogno

Alberto — Stamattina sono emerse varie scene di sogno in cui mi trovavo a fare autoindagine. Nella prima dovevo partire con una 500 fiat anni settanta, rossa, appena restaurata, e mi chiedevo: “Chi sta facendo qualcosa?”, “Chi sta salendo in macchina?”, “Chi sta guidando?”, “Chi si deve spostare?”… però non partivo. Poi c’era un camper con una serie di piccoli buchetti sulle pareti e io avvitavo delle viti in questi piccoli buchi e mi chiedevo: “Chi sta avvitando le viti?”, Continua a leggere →

niente più nodi!

L. — Buongiorno Sergio. Questa mattina al risveglio mi è rimasto il ricordo di un particolare del sogno: una corda dritta in piedi. Nel sogno esclamo: “Non ci sono più i nodi!”. S. — Un sogno che non ha quasi bisogno di interpretazioni. La corda è il collegamento tra terra e cielo. La tua sta dritta in piedi da sola e non vi vedi più nodi (ostacoli), cosa vuoi di più? Rispetto al corpo pranico, è Sushumna, il canale della consapevolezza, che collega gli stati di coscienza inferiori Continua a leggere →

Io Sono Quello

M. — Osservo i pensieri che si accavallano cercando di includere sia la mente osservante che i pensieri. Spesso non sono presente, però il fatto è osservato e questo porta a una sua consapevolezza. Soham (Sergio) — L’osservazione è buona. Prova ad aggiungere il “Chi sono io?”. Ti poni la domanda: “Chi sono io?” e attendi a vedere cosa succede. Ciò che attendi non è una risposta mentale, tipo “Sono l’eterno Brahman” e simili, ma l’essere risucchiato nella consapevolezza Continua a leggere →

un esempio su come affrontare e risolvere l’esperienza del vuoto nichilista

Sergio — A., ho bisogno che mi dai dei sogni. I sogni servono a tre cose: 1. ci mostrano se vi sono barriere che stanno sabotando la sadhana [queste eventualmente verranno dissolte col mind clearing]; 2. preannunciano l’avvento di una realizzazione parziale o definitiva nella sadhana; 3. confermano un’avvenuta realizzazione parziale o definitiva nella sadhana. Perché così tanta difficoltà a ricordare i sogni? —. A. — Il corpo agisce in automatico. Si sveglia immediatamente e mi Continua a leggere →

un punto di riferimento

Namatak alla Sua Anima Infinita. Vivo nella grazia dell’Amato che inonda di Beatitudine Infinita tutto il Creato. Però, alla relativa età di 22 anni di questo corpo fisico, sento ancora il desiderio di ricevere la benedizione di un santo maestro incarnato che possa ricevermi e condividere il suo cammino con il mio che in ultima (e in prima) istanza sono Una Via. Pertanto, se è disponibile e se su questa Terra Lei abita in una qualche zona nei pressi di Padova o in Friuli verso Gorizia, sarebbe Continua a leggere →

segni di disidentificazione dal corpo

La settimana scorsa, dopo il lavoro, mi sono sdraiato ed ho iniziato a percepire l’assenza di pensieri, di ansie e di un io agente. Il corpo fisico sembrava non essere presente. Mi sentivo puro spirito e mi sono sentito prima un insieme di colori e poi un paesaggio. Ad un certo punto ho percepito uno strano formicolio alle gambe. La paura di non poter più muovere il corpo e di rimanervi scollegato mi ha riportato parzialmente nella materia. Mi sono alzato, e pur non sentendomi completamente collegato Continua a leggere →

passi verso il samadhi

— Oggi, riascoltando l’audiolibro di Robert Adams, sono accaduti dei momenti di cuore aperto, e fiducia, fede, gioia e molta risonanza con le sue parole, è tanto sollievo! Senza una pratica quasi costante c’è tendenza a identificarsi con la tristezza e la solitudine. — Sì, vedi molto bene! Bisogna intensificare il nutrimento di verità per disseccare l’identificazione con tutte le memorie negative che ci riconducono alla persona, al falso sé. Ci vuole una pratica quasi costante. Ti Continua a leggere →