chi dice che non sono necessari né alcuna pratica né alcuno sforzo

2 categorie: ● Quelli che hanno l’«illuminazione cognitiva». Loro ci pensano, ci studiano e decidono che dato che sono il Sé non devono preoccuparsi di niente. Tutto avviene a livello mentale. ● Quelli che sono in nirvikalpa, il samadhi senza sforzo, incluso anche quelli che sono da poco nel sahaja, il samadhi senza sforzo e ininterrotto. Sono tanto soggettivi, universalizzano le loro esperienze e, nel caso dei neoilluminati, non gestiscono le percezioni dello stato unitivo, pensano Continua a leggere →

dalla comprensione della non separazione allo stato naturale

Molti aspiranti, pur avendo molte esperienze dirette, continuano a confliggere con la vita e quindi a cadere nuovamente nella ragnatela della mente. Essi dovrebbero sostenere con tutte le forze del loro intelletto la memoria di non essere separati dai fenomeni, qualsiasi cosa essi siano, che si stanno presentando alla loro percezione. Allego a riguardo un illuminante testo di Eric Baret: Quando si realizza la comprensione della non separazione, la percezione non crea più una stimolazione della Continua a leggere →

stato naturale e presunta esistenza dell’altro

Fin quando resta il ben che minimo concetto dell’esistenza dell’altro, non si potrà essere stabili nello stato naturale. Prima o poi quella falsa idea vi porterà di nuovo fuori nella mente. Quando è definitivamente chiaro, oltre ogni esitazione, che l’unica Realtà è l’Essere-Consapevolezza, non appena sorgono pensieri, questi cadono immediatamente, perché non hanno nulla a cui aderire. Ciò porta a mouna, il silenzio, e al sahaja, lo stato naturale. Ma se sorge ancora qualcosa Continua a leggere →

a chi è nel nirvikalpa

Il nirvikalpa samadhi la fase che precede la definitiva realizzazione che culmina nel sahaja samadhi. Ramana dice che l’aspirante che è nel nirvikalpa entra nel Sé senza sforzo, ma è discontinuo, cioè ne esce, non vi rimane per sempre, ininterrottamente. Ramana dice anche che lo sforzo può essere necessario fino all’ultimo, fino a che il nirvikalpa diventi lo stato naturale, cioè il sahaja (sahaja vuol dire naturale). Qui sembra che vi sia una bella contraddizione, invece non è così. Continua a leggere →

tutto deve diventare il Sé

il trascendente deve diventare immanente il relativo deve diventare assoluto all’inizio l’aspirante deve discriminare tra Sé e non-Sé tra verità e illusione ma una volta trovato il Sé ogni cosa deve diventare il Sé tutto deve diventare indistintamente divino: il permanente e l’impermanente solo così si può abbandonare la fase dello sforzo e scivolare nell’abbandono, condizione imprescindibile per accedere al sahaja (lo stato naturale) ininterrotto comunque: solo Continua a leggere →

nirvikalpa samadhi

G. — Mi siedo e sto nell’essere. E quasi immediatamente arriva un senso di espansione. È una sensazione simile, seppur molto più ampia e libera, a quando la sera si arriva a casa e si tolgono gli abiti che usi sul lavoro e ti metti comodo. Questa è la sensazione che ho ogni volta che mi siedo: l’espansione arriva, e la struttura corpo mi sembra una tuta aderente, che sta lì, inerte. A volte accade che l’espansione continua e in parallelo ci sono dei pensieri, dei quali prendo consapevolezza Continua a leggere →

e l’ego tornò dopo 2 anni

— A fine anni ’90 ho partecipato ad un Intensivo di Illuminazione... ad un anno dalla morte del mio compagno... dove ancora non avevo deciso se vivere o morire... vegetavo... Non avevo mai letto libri di Maestri, nemmeno il computer c’era a casa, e dunque per anni mi sono tenuta questo segreto dentro senza che nessuno potesse spiegarmi cosa era successo. Non ho avuto l esperienza durante l’Intensivo, lì ho finalmente potuto urlare il mio dolore, così tanto da restare vuota. Dopo Continua a leggere →

stato naturale

Il Guru è la mente senza concetti. Questo è ciò che ti può dare adesso il Guru. È chiamata lo stato naturale o sahaja. I concetti sono i fotogrammi che proiettano il film di Maya. Quando non ci sono, c’è pura Consapevolezza, la vera natura. L’esperienza diretta è un risveglio; nello zen è chiamata Kenshō. Ken vuol dire vedere, shoo vuol dire natura. Ma come sai, dopo l’esperienza diretta uno si ritrova un essere umano più o meno come prima. Bisogna stabilizzare la vera natura. Continua a leggere →

Samadhi: kevala e sahaja

Domanda – Ritengo che il corpo fisico di un uomo immerso in samadhi, come risultato della contemplazione ininterrotta del Sé, diventi per la stessa ragione immobile. Può essere in uno stato di attività o d’inattività. La mente concentrata nella contemplazione non sarà influenzata dal corpo o dai sensi agitati. Una distrazione della mente non presagisce sempre l’attività fisica. Un’altra persona sostiene invece che l’agitazione fisica impedisce di certo il nirvikalpa samadhi o la contemplazione Continua a leggere →