la positività fondamentale e il nulla

Con la pratica spirituale si arriva vedere che tutto è nulla o vacuità, come insegnano il Buddha e lo Yoga Vasistha. Questo nulla o vacuità significa ‘oltre la mente’ e quindi oltre il film della fenomenalità. Ma vi è un’altra cosa importante da notare: la POSITIVITÀ FONDAMENTALE che permea tutta l’esistenza e che noi chiamiamo Dio, il Supremo. Questa POSITIVITÀ è ciò a cui ci rivolgiamo quando preghiamo, è ciò che muove la compassione e l’amore, è ciò che genera la FEDE Continua a leggere →

trascendenza e immanenza si completano reciprocamente

La trascendenza del Testimone è molto allettante se si vivono conflitti nel mondo, e un sadhaka determinato che abbia superato la fase iniziale dell’autoindagine, può decidere di intraprendere la via del Testimone. Egli però arriverà fino a un certo punto della trascendenza del Testimone. Più in là sarà bloccato da un’algidità insostenibile. Perché? Perché quel sadhaka è scappato nel testimone per sfuggire ai conflitti con la vita, ma anche se il testimone ha portato inizialmente Continua a leggere →

quando l’aspirante non accetta la verità che ha visto

— Probabilmente ci sono molte identità che velano il Sé. È iniziato a emergere un forte senso di confusione. Poi, una ad una, hanno iniziato ad emergere… [elenca una bella lista di identità limitanti]. — Hum… C’è una bella caduta verticale nel nucleo dell’ego. Questo è tipico di quando l’aspirante non accetta la Verità che ha visto. Questa caduta è cominciata dal sogno della fine della strada. Non hai accettato la perdita dei concetti, e quindi del mondo. Non hai accettato Continua a leggere →

meditazione e sofferenza

Sergio: — Cosa ne pensate di questo video? G.: — Io credo che il vero insegnamento avvenga quando si riesce a dimorare nel Sé. Secondo la mia piccola esperienza nel Sé la sofferenza scompare ed avviene una trasmissione profonda. Credo che la sofferenza sia lo scoglio da superare per riuscire a dimorare nel Sé. Sergio: — La tua visione è la trappola che mi ha imprigionato per molto tempo: poiché nell’esperienza diretta è tutto perfetto, io ricerco solo l’esperienza diretta, Continua a leggere →

l’amore di Shiva e la sadhana per la Liberazione

Shiva è il Nulla, la Vacuità. Questo Nulla (che significa che la fenomenalità è nulla) viene spesso erroneamente percepito come indesiderabile. Invece è l’Amore più elevato e sublime. Infatti è la Liberazione, ciò che vi affranca dalla condizione e schiavitù della forma, restituendovi a voi stessi come Sé. Dovete riflettere su questo, sul fatto che il Nulla è Amore, la forma più elevata d’Amore; dovete ‘vedere’ che il Nulla è Amore! Altrimenti la Verità vi Continua a leggere →

l’amore per Dio nell’evoluzione spirituale

L’Amore per Dio nell’Evoluzione Spirituale 1. DUE FATTORI PER IL SUCCESSO NELLA SADHANA Il successo di qualsiasi sadhana si basa su due fattori fondamentali: • Fede incrollabile   e • Dare dare dare dare dare dare dare dare dare agli altri a. La fede incrollabile è: in Dio, che è il proprio vero Sé; nella realizzazione: la sicurezza e la determinazione di ottenere la realizzazione in questa vita; nell’insegnamento: la fiducia in quel che dicono i Maestri; e nella Continua a leggere →

per rimanere stabile nella tua vera natura

Quando hai finalmente conosciuto tramite esperienza diretta la tua Vera Natura, allora il tuo obbiettivo è di rimanere stabile in Essa, senza più decadere. Per far questo: 1. Coltiva la costante consapevolezza della vacuità, insostanzialità dell’apparenza. Puoi morire da un momento all’altro… Dove va a finire tutta quest’apparenza quando muore il corpo, e cosa invece rimarrebbe? 2. Coltivare il distacco. Sii vigile, e non appena ti accorgi di un attaccamento per l’apparenza, Continua a leggere →

depressione

— Sto passando un periodo dove improvvisamente vengo colto da depressioni fulminanti, una frustrazione totale… non mi era mai capitato prima. — Conosco molto bene questo tipo di depressione, non ha nulla a che vedere con la depressione dovuta a dinamiche mentali. Tu vedi molto bene la vacuità di tutta l’apparenza, tutto il tuo DNA n’è consapevole, ma per qualche ragione – forse l’inerzia, l’abitudine, forse un ultimo velo della coscienza – continui ad agire come se il film Continua a leggere →

il lavoro sulla vacuità

C’è un colloquio in cui qualcuno chiede a Sri Ramana: “Non possiamo meditare ininterrottamente?”. Bhagavan risponde: “Prova, le vasana non te lo permetteranno”. Le vasana sono spinte, quel qualcosa che ti fa dire “Dai, fammi vedere questo e fare quest’altro, e chiamare tizio e chiedere di sempronio…”. Se non ci sono queste spinte, tu rimani nel Sé. In che maniera il lavoro sulla vacuità sostiene il dimorare nel Sé, o meglio: l’ESSERE Il SÉ? L’aspirante si abitua Continua a leggere →

vacuità

L’importanza della ‘consapevolezza della vacuità’ attraverso le parole di Sri Ramana: “I pensieri sono dovuti all’identificazione del Sé con il non-sé [le apparenze: la pluralità, oggetti del mondo fisico e mentale]. Quando il non-sé scompare, rimane soltanto il Sé. Per fare spazio ovunque è sufficiente rimuovere delle cose. Lo spazio non è qualcosa di nuovo da creare. Anzi, lo spazio esisteva anche quando era strapieno”. Il mio lavoro sulla vacuità, non è cercare la mente Continua a leggere →