Confusione tra piano causale e Sé

Risposta ad un sadhaka: Questo Vuoto o Nulla dove tutto scompare, foriero di tanta desolazione, è il piano causale, non è il Sé! L’aspirante può anche avere una esperienza diretta, ma poiché si trova al livello di dover passare il piano causale, ha come realizzazione che non c’è nulla, non solo non c’è il mondo, ma non c’è Essere. Proprio qualche giorno fa ho ricevuta la lettera di un aspirante che mi testimoniava un samadhi profondo in cui per la prima volta aveva sperimentato Continua a leggere →

Non mollare l’io nemmeno per un secondo

— Caro Sergio, eccomi qua. È bastato leggere il tuo post per ricadere nel Cuore (posso continuare a chiamarlo così?). Ed è stato un continuo entrare ed uscire. Appena mi accorgevo che ne ero uscita, richiamavo la sensazione di io, e mi ritrovavo in questo stato di gioia. Questa mattina riparto nella stessa maniera. È così semplice che non capisco come mai talvolta non ci riesca e come mai certe situazioni ed emozioni mi riportino fuori. — Avviene proprio così al tuo livello. Entrare Continua a leggere →

O sei Dio, o sei nell’illusione

— Ecco le mie impressioni ad oggi: L’impressione di una nuova nascita si sta consolidando. Sto avendo sempre più consapevolezza della mia natura Divina: che non sono veramente … [scrive il suo nome anagrafico], e che questa è solo un guscio. Questa consapevolezza fa apparire tutto diverso. Sto guardando tutto con altri occhi. Sento come un frullatore nel cervello che deve assestare tutto il nuovo e eliminare le vecchie credenze. — Va bene, ma io ho l’impressione che presti troppa Continua a leggere →

La morte di un proprio caro

Io quasi impazzii dal dolore per la morte di mia moglie. Avevo già molti anni di pratica spirituale, molte esperienze dirette, ma dopo la morte di mia moglie mi resi conto che fin quando non siamo consapevoli che il corpo fisico è un’illusione, possiamo avere tutte le esperienze spirituali possibili, ma inevitabilmente restiamo legati mani e piedi all’identificazione con la condizione umana. Mi sentivo una pianta senza radici, come tagliato a metà… Capii che potevo risolvere il dolore Continua a leggere →

Investigazione

— Buongiorno Sergio, quando inizio ad investigare dentro di me a volte ricevo delle piccole illuminazioni, ma solo a livello mentale. A volte mi chiedo chi sta pensando queste cose e i pensieri si fermano. La risposta dovrebbe uscire spontanea senza arrovellarsi il cervello, giusto? Leggendo e rileggendo Sri Ramana o ascoltando i video di Rupert Spira riesco a percepire la Consapevolezza come quel potere che mi ha tolto dai guai tante volte. Mi ha salvato la vita in momenti in cui è come se fossi Continua a leggere →

Pace

— Eccomi qua Sergio, prima di continuare a scriverti ho dato una sbirciatina a Facebook e ho visto il video “I conflitti appartengono al Sé separato”. Dovrebbe essere questa la risposta a quello che volevo chiederti, ma sono così poco stabile nel Cuore che basta un nulla per farmi ricadere nella trappola della mente. In effetti volevo parlarti dei problemi con mio figlio e di come gestirli. Sta male psicologicamente e farei qualsiasi cosa pur di vederlo sereno. Come mi è difficile vederla Continua a leggere →

Come uccidere l’ego?

D. – Qual è allora la differenza fra meditazione e ricerca del Sé (atma vichara)? M. – La meditazione è possibile solo mantenendo l’ego. Vi è l’ego e l’oggetto sul quale si medita. Si tratta dunque di un metodo indiretto. Il Sé invece è unico. Invece quando si cerca l’ego (atma vichara), cioè la sua sorgente, l’ego scompare. Ciò che resta è il Sé. Questo è il metodo diretto. D. – Allora cosa devo fare? M. – Rimanere aggrappato al Sé. D. – Come? M. – Anche adesso Continua a leggere →

Mi spieghi cos’è il Brahman?

— Dimenticavo... mi spieghi cos’è il Brahman?? — Brahman è un termina sanscrito che fa parte della teogonia indù. In realtà sono tutti stati di coscienza. Il Brahman è l’Io Sono universale, il Sé cosciente, lo stato di Turiya. Poi arriva la consapevolezza del Parabrahman, o Parashiva, o Paramatma. Quello è Turiyatita. Ritornando continuamente sul soggetto percipiente: il senso di essere, il senso di ‘io’, la coscienza, scoprirai che l’io individuale legato al corpo e alla Continua a leggere →

Non c’è nulla da raggiungere

Non esiste un obiettivo da raggiungere. Non c’è nulla da raggiungere. Tu sei il Sé. Tu esisti sempre. Non si può asserire niente di più sul Sé se non che esiste. Vedere Dio, il Sé, non è nient’altro che “essere” il Sé, Te stesso. Vedere è essere. Tu, che sei il Sé, vuoi sapere come raggiungere il Sé. È come qualcuno che risiedendo al Ramanasramam chiedesse quanti modi ci sono per raggiungere il Ramanasramam e qual è il modo migliore per lui. Tutto ciò che ti è necessario Continua a leggere →