Nisargadatta Maharaj – Dialogo (1979)

Testo tratto dai video: https://www.youtube.com/watch?v=iWnGwAIQybw&feature=youtu.be&t=7m10s https://www.youtube.com/watch?v=PlDZyuosu2M Le pratiche spirituali possono portare l’individuo a trascendere dal corpo-mente al Sé (Coscienza). Grazie a quel percorso il tuo amore per il Sé sarà maturo. Tutto lo scopo della devozione è questo. Tu ti identifichi con il tuo corpo ma in verità sei incorporeo, senza forma. Tutti i desideri non affiorano dalla coscienza? Fa solo ciò Continua a leggere →

i 5 aggregati

Ho letto un post sui 5 aggregati del buddhismo. L’autore è parecchio critico verso gli altri sistemi. Quello che non sa o non comprende è che il sahaja samadhi è completamente fuori dai 5 aggregati. Non è uno stato temporaneo. Sri Ramana ha sempre detto che dopo la realizzazione avuta a 16 anni non è mai cambiato; i cambiamenti apparivano all’osservatore esterno che lo identificava con la forma. Nisargadatta insegna l’autoindagine in maniera simile all’impianto buddhista, con un assoluto Continua a leggere →

la miseria della spiritualità

C’è Attaccamento e Avversione? Se c’è Non Sei Realizzato! la miseria della spiritualità… Interessante è che malgrado la scuola di Nisargadatta e quella di Ramana arrivino a conclusioni diametralmente opposte, nessuno dei simpatizzanti dell’Advaita Vedanta pare rilevarlo. Questo vuol dire che non praticano e non sono neppure motivati a uno studio approfondito di quegli insegnamenti. La suola di Nisargadatta usa neti-neti (non sono questo, non sono quello) che rimarca una forte separazione Continua a leggere →

turiyatita nella mia esperienza

Turiyatita non è altro che il risultato di un ulteriore sprofondamento in Sat-Chit-Ananda. L’abbandono al Divino diventa tale che in una frazione di secondo ci si rende conto che mantenere la conoscenza è uno sforzo e si abbandona anche quella. Ma non è incoscienza, piuttosto uno stato di oblio della conoscenza. Rajiv diceva che non si può dire che vi sia conoscenza e non si può dire che non vi sia, e io al momento mi ritrovo con le definizione di Rajiv. Io ho attinto un po’ da Sri Nisargadatta Continua a leggere →

“Baba, Baba, cosa vorresti che facessi?”

Sergio ad allievo: — Tu entri benissimo nel Silenzio, nel Vuoto, il tempo di sedere e sei già lì, ma sei tanto tanto attaccata alla vita. Dato che è questo il passo che ora devi fare, se non molli questo attaccamento non avrai ulteriori progressi; e dato che di fronte a una crisi si può solo saltare avanti o indietro, non avendo ancora messo a fuoco questo passo senti giustamente che è crollata la tua vita spirituale. Un maestro e un aspirante avanzato come te dev’essere distaccato dalle Continua a leggere →

stai sull’io fin quando l’io ti lascerà libero!

Ho letto il Report di R., il 5. Lei medita bene, nel Ritiro Lungo ha meditato sulla Consapevolezza. Vorrei dire qualcosa sul suo Report. La realizzazione non è qualcosa che fa la mente, non la ottiene il pensiero. Diceva Nisargadatta: “Stai sull’io fin quando l’io ti lascerà libero”. È questo: stai sul soggetto (Essere, Consapevolezza, Presenza ecc.) fin quando l’io ti lascerà libero. È tutto qui. Il paradigma advaitino è molto chiaro: solo il soggetto è reale, l’oggetto Continua a leggere →

jñānaṃ bandhaḥ – la conoscenza è una catena

Renato Cadeddu: — 1:1 “Jñānaṃ bandhaḥ” il secondo verso degli Sivasutra: il legame è la conoscenza; effettivamente, data la coscienza come non-nata sono conoscitore e conoscenza a riassorbirsi in essa. 1:2 Caitanyamātmā: la coscienza è l’essere! Sergio: — È meraviglioso!! Ho sempre cercato di dirlo. Il ‘Dopo Io Sono’ è che anche la conoscenza dell’IO impersonale/universale viene abbandonata dopo che ha trionfato. Ma rimane in standby. Nisargadatta era in quello Continua a leggere →

quando un realizzato sbaglia

Tutti pensano che se uno è realizzato non dovrebbe più commettere errori, almeno nelle relazioni. È vero? Vediamo la cosa più da vicino. Viene indicata come realizzazione la perdita dell’identificazione con l’ego personale e la contestuale identificazione nell’Essere-Coscienza impersonale universale. A questo punto avete 2 possibilità: 1. Il realizzato è un perfetto, di quelli che le scritture chiamano ‘i due volte liberati’, cioè esseri che non hanno più impressioni mentali Continua a leggere →

l’abitudine di pensare di essere qualcosa

TU SEI NON-MENTE! Capite la difficoltà a vedere e identificarsi col vero Sé nella sua piena purezza, cioè non rivestito da qualche concezione??? È che uno è abituato a pensare di essere qualcosa… E quando il Maestro dice: sei Shiva, sei Shakti o sei il Sé, pensa che Shiva, Shakti e il Sé è qualcosa. È NON-MENTE!, e la sua forma è il SILENZIO. Nisargadatta lo dice in una maniera meravigliosa: Quando ti sarai abituato a non definirti, allora… Continua a leggere →